Percorsi di scienze

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GRUPPO DI RIFLESSIONE DURANTE “LA DIDATTICA A DISTANZA”

Partecipano insegnanti ricercatori genitori studenti di SFP

Padlet su cui sono stati raccolti gli interventi dei partecipanti
https://it.padlet.com/annunziatamaldera/qi2ponxvtlfq

“In questo momento drammatico e complicato, noi docenti saremo capaci di farcela da soli? Quali scelte saranno possibili rispetto all’organizzazione della classe in tutti i vari aspetti metodologici, didattici, relazionali?
Saremo all’altezza del compito, come sceglieremo i contenuti  e l’organizzazione dei percorsi a distanza? Per gli studenti, quali scelte avete avuto modo di vedere nelle classi?”

La didattica a distanza è complicata, ma il cambiamento è così ESAGERATO, così MACROSCOPICO CHE potrebbe valere la pena di utilizzarlo come pretesto per vedere meglio come si può guardare e conoscere l’AMBIENTE e come noi sappiamo costruire un ambiente per l’apprendimento.
Nelle case, nelle scuole rimaste sospese come nel Castello della Bella Addormentata cosa sta succedendo? 
-accorgerci delle complessità dei piccoli sistemi e dei MACRO sistemi (casa, quartiere, città… mondo: i viventi e le interazioni fra loro e fra loro e lo spazio in cui vivono. Osservare gli aspetti dal punto di vista ambientale vuol dire anche riflettete sugli aspetti sociali\antropologici.
Metodologicamente è importante immaginare  percorsi lunghi .…
Oggi, mentre lavoriamo, raccogliamo le idee come se fossero appunti da rivedere e riorganizzare in un prossimo futuro in classe
Come lo possiamo fare? 
Quali domande scegliamo e quali inviti e proposte potremmo organizzare?
Organizziamo discussioni? Attiviamo la scrittura?

SUPPORTO E FORMAZIONE IN TEMPI DI CRISI.
UNA PROPOSTA DEL MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA

La scuola è stata catapultata dall’emergenza sanitaria in un mondo quasi parallelo in cui però deve continuare a camminare. Le circostanze inedite e drammatiche della pandemia hanno costretto la gran parte degli insegnanti a formarsi, o quanto meno a informarsi sugli impieghi didattici di molta tecnologia informatica.

E’ certamente vero che la frequenza dei molti “webinar” offerti da più parti ha avuto effetti di risonanza prima inimmaginabili nel mondo della scuola e ha permesso a molti docenti di acquisire rapidamemente nuove competenze tecniche, per poter fare scuola “a distanza”.

Se da un lato non è facile, né immediato adeguare la propria progettazione didattica per rispondere ad un’urgenza esterna, d’altro canto rispondere alla crisi è un dovere professionale per chi svolge il mestiere di insegnante e rappresenta l’istituzione. In queste circostanze non è affatto semplice esplicitare i riferimenti educativi, metodologici, culturali che fanno da sfondo alle scelte e alle azioni quotidiane degli insegnanti. In questo momento però è ancora più importante condividere le scelte didattiche con le famiglie e con la comunità professionale.

La conoscenza delle tecnologie e le esemplificazioni che ne illustrano i possibili utilizzi non possono sostituire l’impegno, la fatica e la responsabilità che ogni docente si assume quando progetta attività didattiche in cui gli allievi possano essere co-protagonisti e co-costruttori del proprio percorso di conoscenza e di crescita. L’impiego delle tecnologie non assolve la necessità di un pensiero sul fare scuola, anzi.
I rischi dell’uso non consapevole e non progettato delle tecnologie comunicative sono ormai evidenti. Forse ne sono ancora poco evidenti le potenzialità educative.

La lezione frontale rischia di diventare una prassi innovativa solo perché gestita con l’uso del computer. L’esercizio ripetitivo e stereotipato può apparire innovativo perché si serve della tecnologia. Le proposte di attività domestiche, ludiche e leggere che semplificano i contenuti curricolari saranno anche efficaci, ma sono distanti dagli statuti epistemici di qualsiasi disciplina o Indicazione curricolare; esse riportano ad una “scuola del Fare” ma non dell’imparare strada facendo.

La pratica della riflessione attraverso la discussione e la riflessione condivisa tra pari e con la guida dell’insegnante è tra le difficoltà maggiori da affrontare con una didattica da remoto: quindi si finisce per trascurare i possibili impieghi della tecnologia per continuare a trovare un senso per il lavoro didattico. Invece per interpretare con competenza, consapevolezza e autorevolezza il ruolo di insegnante oggi, non semplicemente non nell’emergenza, è fondamentale anche saper connettere la tecnologia alla didattica quotidiana.

In altre parole, per coniugare competenza e autorevolezza professionale non si possono dimenticare le dimensioni della Ricerca e della Collegialità. Come in questi giorni ci sta dimostrando la ricerca epidemiologica e biologica è sempre necessario ripartire da pratiche di ricerca e da innovazioni validate nel corso del tempo; solo questo rende solida e proficua l’azione quotidiana e qualsiasi successiva innovazione. Ciò deve valere anche per la scuola.

Allo stesso modo si deve riaffermare la dimensione del lavoro collegiale: non si può fare fronte all’emergenza, dare conto delle scelte effettuate, prevedere piste e percorsi di lavoro, immaginare una scuola del prossimo futuro senza un gruppo di lavoro con cui confrontarsi e fare comunità.

Non è facile intravvedere piste di lavoro quotidiano o tanto meno piste di ricerca quando si è impegnati ad affrontare la quotidianità: la nostra proposta formativa vuol essere proprio un aiuto e un supporto in questa circostanza. Essa si colloca nella cornice delle “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” (2012, 2018) e si articolerà in due momenti differenti ma strettamente collegati.

COSTRUIRE UN PERCORSO DIDATTICO SUL CONCETTO DI “AMBIENTE”
Noi, le generazioni future, il pianeta

Percorso di formazione e di  ricerca per contribuire alla costruzione di un pensiero capace di leggere i sistemi complessi

“GLORIA: AMBIENTE è dove noi viviamo, dove possono vivere alberi e piante e noi, dove ci sono dei posti chiusi. Deve essere pieno di cose, strade, case, prati, campi, macchine, percone, ecc. Secondo me anche quando siamo fuori perché anche se non c’è un confine all’interno del mondo è sempre un ambiente. L’ambiente è anche campagna, città, mare e montagna.” Daniela Furlan  “AMBIENTE È” CLASSE 5^ Scuola primaria “Vivaldi” Fornase Spinea 1° (VE).

Percorso di formazione articolato in 

  • conferenze per la riflessione 
  • gruppi di  ricerca  nelle scuole  per progettare e riflettere    (4 incontri di 2 ore ciascuno con la mediazione degli esperti)in classe:  dalla progettazione al lavoro nelle classi con la possibilità di esperti in classe)
  • Incontri di restituzione con esperti di didattica delle scienze (4 incontri di 2 ore ciascuno
  • seminario conclusivo e proposte per la continuazione.

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