Maturazione e diffusione dellideologia razzistica sino alla prima guerra mondiale
Verso la seconda metà dellOttocento il conte A. de Gobineau scrisse lopera Essai sur linegalité des races humaines basato sullantropologia, la linguistica a cui egli aggiunse unesplicita accentuazione politica e culturale. Egli attraverso le sue teorie volle spiegare la decadenza delletà moderna come effetto dellesistenza di razze superiori e razze inferiori. Gobineau temeva la formazione di un governo centralizzato borghese (rappresentato della razza gialla) e il potere del volgo (rappresentato dalla razza nera), vere minacce alla nobiltà (società bianca), caratterizzata da una superiore spiritualità, lamore per la libertà e un codice personale fondato sullonore. La razza bianca o ariana però rappresentava unutopia dal momento che era destinata a mescolarsi anchessa, perdendo così la sua originale purezza. La sua opera riscosse limitato successo. O.Weininger nelle sua opera Geschlech und Charakter, riprendendo una teoria del contemporaneo di Gobineau, Klemm, che divideva lumanità in razze passive (femminili) e attive (vigorose e mascoline), associò la qualità di passivi agli Ebrei mentre agli ariani la qualità di attivi. Lopera di Weininger divenne un punto di riferimento della successiva letteratura razziale. Un altro contemporaneo di Gobineau, Carus, creò la mistica razziale: grazie agli influssi della forza mistica e vitale del sole il tipo ideale di razza era quella ariana che presentava una pigmentazione chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri. Il concetto di bellezza ariana basato in parte sui modelli greci e in parte sul simbolismo solare ebbe una grande risonanza in Germania soprattutto se combinato con lantisemitismo che alimentò le idee razzistiche. Quando gli Ebrei insediati in Europa ottennero il diritto di cittadinanza (abbandonata quindi la vita nei ghetti) e cominciarono a competere con successo nellattività commerciale in contrapposizione agli europei, iniziarono a manifestarsi le prime intolleranze. I fattori che determinavano lodio antiebreo consistevano:
Nella seconda metà del secolo il darwinismo dette un fondamento scientifico alle idee di guerra e di lotta diffusesi largamente tra la popolazione. Venne così applicato, senza nessuna base scientifica e sperimentale, alla società e alla storia umana il principio della "sopravvivenza del più adatto" con leliminazione degli individui più deboli o non desiderabili, principio questo in base al quale governare la vita degli uomini e degli stati, indipendentemente dai fattori ambientali (darwinismo sociale). Il principio della sopravvivenza dei più idonei e della selezione naturale aizzava una razza contro laltra. Si inserisce in questa visione darwinista un illustre scrittore tedesco H. S. Chamberlain, il quale attribuiva ai Tedeschi il ruolo di salvatori della storia mondiale e di portatori della cultura occidentale in forza della purezza che era prerogativa indiscussa della razza ariana, mentre gli Ebrei simboleggiavano lincapacità di pensiero e di cultura superiore. Per mantenere la loro posizione gli ariani avevano bisogno di un condottiero allo scopo di trionfare sugli Ebrei, e verso la fine della propria vita, Chamberlain, credette di averlo trovato in Hitler. Il suo pensiero non solo ebbe vasta diffusione, ma rappresentò il contenuto del razzismo ottocentesco e segnò ancora una volta il passaggio dalla scienza al mito della razza. Nella sua opera, Le basi del secolo, egli concepisce la civiltà contemporanea come nata da quattro fonti principali:
Per il Chamberlain le razze sono ineguali: la razza superiore é solo la bianca e specialmente lariana, alla quale appartennero Greci e Romani e appartengono ora i Teutoni. Un contributo fu dato anche dai filosofi "cosmici", i quali sostenevano che il sangue ariano possedeva una particolare qualità che lo univa al mondo extrasensibile (che oltrepassa il livello percettivo delluomo) e gli consentiva di riflettere il cosmo. Tra i filosofi cosmici annoveriamo Langbehn, fautore del pensiero secondo il quale lo spirito vitale della razza discende dal cosmo. Tra coloro che vennero a contatto con questo razzismo mistico prima della prima guerra mondiale e che ne furono sostenitori anche successivamente, Adolf Hitler fu certamente il più importante. Ispiratore delle teorie che portarono a definire la politica antisemita fu il teorico francese G. Vacher de Lapouge che associò la necessità di uneugenetica con lideale, sostenuto da Gobineau, della superiorità ariana, dove per eugenetica si intende la politica secondo la quale lo Stato deve preservare lautenticità della razza superiore. Lapplicazione pratica delleugenetica razziale si ebbe nella Germania nazista, con il tentativo delle SS di assicurare la purezza razziale attraverso laccoppiamento controllato di autentici e selezionati partners ariani, che si concretizzò nella nascita dei Lebensborn (una sorta di "fabbriche" della razza ariana). In seguito divenne un luogo comune il principio che, nellinteresse della sopravvivenza razziale, il malato incurabile, il pazzo o il fisicamente deforme dovessero essere sterminati. Costoro rappresentavano la degenerazione della razza superiore, degenerazione di solito ricondotta ai matrimoni misti, che di conseguenza vennero vietati. |
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