a cura di I. Nobile e C. Rigoni

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fonte: H. Harendt, La banalità del male - Enciclopedia Treccani - Enciclopedia Sansoni - AA. VV. Konzentrations Zentrum - C Cartiglia, Storia e lavoro storico

 

Maturazione e diffusione dell’ideologia razzistica sino alla prima guerra mondiale

 

Verso la seconda metà dell’Ottocento il conte A. de Gobineau scrisse l’opera Essai sur l’inegalité des races humaines basato sull’antropologia, la linguistica a cui egli aggiunse un’esplicita accentuazione politica e culturale. Egli attraverso le sue teorie volle spiegare la decadenza dell’età moderna come effetto dell’esistenza di razze superiori e razze inferiori. Gobineau temeva la formazione di un governo centralizzato borghese (rappresentato della razza gialla) e il potere del volgo (rappresentato dalla razza nera), vere minacce alla nobiltà (società bianca), caratterizzata da una superiore spiritualità, l’amore per la libertà e un codice personale fondato sull’onore. La razza bianca o ariana però rappresentava un’utopia dal momento che era destinata a mescolarsi anch’essa, perdendo così la sua originale purezza. La sua opera riscosse limitato successo.

O.Weininger nelle sua opera Geschlech und Charakter, riprendendo una teoria del contemporaneo di Gobineau, Klemm, che divideva l’umanità in razze passive (femminili) e attive (vigorose e mascoline), associò la qualità di passivi agli Ebrei mentre agli ariani la qualità di attivi. L’opera di Weininger divenne un punto di riferimento della successiva letteratura razziale.

Un altro contemporaneo di Gobineau, Carus, creò la mistica razziale: grazie agli influssi della forza mistica e vitale del sole il tipo ideale di razza era quella ariana che presentava una pigmentazione chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri. Il concetto di bellezza ariana basato in parte sui modelli greci e in parte sul simbolismo solare ebbe una grande risonanza in Germania soprattutto se combinato con l’antisemitismo che alimentò le idee razzistiche.

Quando gli Ebrei insediati in Europa ottennero il diritto di cittadinanza (abbandonata quindi la vita nei ghetti) e cominciarono a competere con successo nell’attività commerciale in contrapposizione agli europei, iniziarono a manifestarsi le prime intolleranze. I fattori che determinavano l’odio antiebreo consistevano:

 

  • Nella preferenza per l’attività commerciale da parte degli Ebrei;
  • Nelle superstizioni delle religione ebraica;
  • Nell’emancipazione e successo degli Ebrei;
  • Nell’aspetto estetico;
  • Nella qualità di essere Stato nello Stato (J.G. Fichte) – si pensava ad una cospirazione ebraica con l’intento di dominare l’Europa.

 

Nella seconda metà del secolo il darwinismo dette un fondamento scientifico alle idee di guerra e di lotta diffusesi largamente tra la popolazione. Venne così applicato, senza nessuna base scientifica e sperimentale, alla società e alla storia umana il principio della "sopravvivenza del più adatto" con l’eliminazione degli individui più deboli o non desiderabili, principio questo in base al quale governare la vita degli uomini e degli stati, indipendentemente dai fattori ambientali (darwinismo sociale). Il principio della sopravvivenza dei più idonei e della selezione naturale aizzava una razza contro l’altra.

Si inserisce in questa visione darwinista un illustre scrittore tedesco H. S. Chamberlain, il quale attribuiva ai Tedeschi il ruolo di salvatori della storia mondiale e di portatori della cultura occidentale in forza della purezza che era prerogativa indiscussa della razza ariana, mentre gli Ebrei simboleggiavano l’incapacità di pensiero e di cultura superiore. Per mantenere la loro posizione gli ariani avevano bisogno di un condottiero allo scopo di trionfare sugli Ebrei, e verso la fine della propria vita, Chamberlain, credette di averlo trovato in Hitler.

Il suo pensiero non solo ebbe vasta diffusione, ma rappresentò il contenuto del razzismo ottocentesco e segnò ancora una volta il passaggio dalla scienza al mito della razza.

Nella sua opera, Le basi del secolo, egli concepisce la civiltà contemporanea come nata da quattro fonti principali:

 

  • civiltà greca??poesia, arte e filosofia;
  • civiltà romana ??diritto, politica, ordine, idea di cittadinanza, sanità, famiglia, proprietà;
  • civiltà giudaica??giudaismo, indirettamente cristianesimo;
  • civiltà teutonica???antica popolazione che, avvalendosi delle qualità e delle peculiaritàdelle altre tre, ha generato la civiltà occidentale del XIX secolo.

 

Per il Chamberlain le razze sono ineguali: la razza superiore é solo la bianca e specialmente l’ariana, alla quale appartennero Greci e Romani e appartengono ora i Teutoni.

Un contributo fu dato anche dai filosofi "cosmici", i quali sostenevano che il sangue ariano possedeva una particolare qualità che lo univa al mondo extrasensibile (che oltrepassa il livello percettivo dell’uomo) e gli consentiva di riflettere il cosmo. Tra i filosofi cosmici annoveriamo Langbehn, fautore del pensiero secondo il quale lo spirito vitale della razza discende dal cosmo.

Tra coloro che vennero a contatto con questo razzismo mistico prima della prima guerra mondiale e che ne furono sostenitori anche successivamente, Adolf Hitler fu certamente il più importante.

Ispiratore delle teorie che portarono a definire la politica antisemita fu il teorico francese G. Vacher de Lapouge che associò la necessità di un’eugenetica con l’ideale, sostenuto da Gobineau, della superiorità ariana, dove per eugenetica si intende la politica secondo la quale lo Stato deve preservare l’autenticità della razza superiore. L’applicazione pratica dell’eugenetica razziale si ebbe nella Germania nazista, con il tentativo delle SS di assicurare la purezza razziale attraverso l’accoppiamento controllato di autentici e selezionati partners ariani, che si concretizzò nella nascita dei Lebensborn (una sorta di "fabbriche" della razza ariana).

In seguito divenne un luogo comune il principio che, nell’interesse della sopravvivenza razziale, il malato incurabile, il pazzo o il fisicamente deforme dovessero essere sterminati. Costoro rappresentavano la degenerazione della razza superiore, degenerazione di solito ricondotta ai matrimoni misti, che di conseguenza vennero vietati.