Tagged: Scuola pubblica

Fatti, eventi, contributi sul tema della scuola pubblica

Ingressi separati

In seguito al fatto della scuola di Via Trionfale a Roma ci chiediamo che cosa sia successo alla scuola italiana che già negli anni ’70 ha abolito le classi speciali ponendosi, rispetto agli altri paesi d’Europa, come apri-pista e modello nei processi di inclusione scolastica. Le responsabilità sono solo della scuola? Anna D’Auria fa un’analisi della situazione e pone alcune questioni su cui discutere. Potete inserire i vostri commenti.

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Campagna VOTI A PERDERE

La scuola può produrre emancipazione dei soggetti, riuscendo a garantire a ciascuno, accanto all’esperienza della dignità, del valore personale, sociale, l’esperienza del successo formativo e il sentimento di auto efficacia. Oppure normalizzazione che, in una società non egualitaria, si traduce nel mantenere, (se non nell’amplificare) le differenze di ingresso economiche, sociali, culturali degli alunni a scuola. Per produrre emancipazione non servono VOTI. Aderite alla CAMPAGNA VOTI A PERDERE!

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Un futuro senza storia

Non siamo gli unici a rilevare una preoccupante carenza nell’insegnamento della storia e una disattenzione generale della politica scolastica su questa fondamentale componente della formazione dei cittadini.
Un contributo di G. Cavinato e un link all’articolo d F. Lorenzoni su Repubblica.

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La ferita più grande

Il Movimento di Cooperazione Educativa esprime solidarietà all’insegnante di Palermo sospesa dall’Ufficio Scolastico Provinciale. È tempo di esprimere con più forza e determinazione la nostra responsabilità politico-pedagogica, di stare con consapevolezza nella nostra posizione di lotta per la difesa della scuola pubblica e per un’Italia più giusta. Firmate la petizione.

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C’è posta per Bussetti

“A nessun insegnante, neanche ai più conservatori, può venir in mente che in classe si possa dare priorità a qualche allievo per il colore della pelle, bianco, giallo, nero che sia, né che tale criterio possa orientare la gestione delle classi.” Così inizia la lettera del Forum per l’Educazione la Scuola del Piemonte al Ministro Bussetti.

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