Nel Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) la pratica dell’Adozione alternativa e della costruzione della Biblioteca di lavoro si colloca nel fare scuola secondo le linee di ricerca pedagogica di Elise e Célestin Freinet e, in Italia, dei maestri e delle maestre come Mario Lodi, Giuseppe Tamagnini, Anna Marcucci Fantini, Bruno Ciari, Gisella Galassi.
È una scelta pedagogica di lungo periodo, chiara e forte, nata negli anni Settanta nel momento di grande trasformazione della scuola e della pubblicazione dei Decreti Delegati, il primo tentativo di dare un’ordinata e coerente attuazione ai principi della Costituzione della Repubblica Italiana. L’opzione dell’adozione alternativa al libro di testo è stata poi resa possibile dalla Legge 517 del 1977. Nella Norma, tutt’oggi in vigore, è definita “adozione di strumenti alternativi al libro di testo” ed è possibile utilizzarla nel momento in cui, a maggio, si adottano i testi scolastici.
Tale scelta è molto riduttiva se non la si affianca ad altre decisioni di tipo pedagogico-didattico.
Il MCE non ha mai rinunciato all’idea di costruire una scuola in cui bambine e bambini, ragazze e ragazzi potessero prendere la parola, esplorare il mondo attraverso le domande, utilizzare tutti i linguaggi a disposizione all’interno di classi organizzate. L’impegno rinnovato di oggi è quello di costruire contesti e classi in cui tempi, spazi e materiali rendano possibile la loro crescita personale, i diversi apprendimenti e conoscenze, le responsabilità verso sé e gli altri, la loro autonomia di azione e di pensiero. È in questa cornice che si situa l’adozione alternativa ed è in questa prospettiva che la scelta acquista significato e valore.
Per una conoscenza approfondita si veda il Manifesto di MCE e il Gruppo Nazionale 4 passi a scuola per una pedagogia dell’emancipazione; al suo interno RicercAdozione.
Gruppo Nazionale RIcercAdozione e Nazionale MCE