Verso la Scuola media unica: una lunga strada da ripercorrere

La Scuola Media unica, istituita con la L. 1859 del 31 dicembre 1962, rappresenta in modo emblematico l’evoluzione del nostro Paese con particolare riferimento alle istanze di emancipazione sociale e alla scolarizzazione a larga base sociale (che diventerà vera e propria scolarizzazione di massa sul finire degli anni Sessanta) di cui è al tempo stesso effetto ed interprete.
Il provvedimento si colloca all’interno di un processo di lungo periodo, dentro un dibattito politico-culturale e pedagogico, centrato in sostanza sulla funzione sociale della scuola e in generale dell’educazione, in cui emergono le esperienze e le elaborazioni di figure come quelle di Bruno Ciari, Mario Lodi, Aldo Pettini, Giuseppe Tamagnini, Giovanna Legatti e di pedagogisti come Raffaele Laporta e Aldo Visalberghi (l’elenco potrebbe continuare…).
Cosa accomuna, in sostanza, queste esperienze, che dal 1951 confluiscono nell’associazione prima denominata Cooperativa della Tipografia a Scuola e dal 1957 Movimento di Cooperazione Educativa? Una critica radicale alla scuola tradizionale, tutta orientata ad una didattica trasmissiva e in definitiva pensata in chiave selettiva; critica accompagnata all’appassionata convinzione che l’educazione possa diventare, da strumento di selezione di classe, fattore decisivo di decondizionamento culturale e sociale.

(dalla relazione presentata al Convegno di Firenze  “C’era una volta la scuola di classe”)

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