Venti di guerra

Come educatori e educatrici, non possiamo non perseguire la grande utopia di un Futuro in cui la cooperazione tra gli esseri umani sia il metodo e l’obiettivo, la cooperazione che cerchiamo, spesso con fatica, di costruire nelle nostre classi.

E la cooperazione è il contrario della guerra.

Sergio Neri soleva osservare che la guerra ha tempi veloci e decisioni irrevocabili, mentre l’educazione vuole tempi lunghi e si nutre di incertezze.

Però l’educazione deve avere chiari e costanti i riferimenti di fondo: fra questi il riferimento costante alla convivenza pacifica, alla non aggressione, alla condivisione dello stesso cielo e della stessa terra.

Per questo non possiamo non far sentire la nostra voce in questo momento in cui la guerra in Siria e in tutto il medioriente conosce un momento di tragica recrudescenza.

Dalla scuola, dalla galassia pacifista, dall’associazionismo, deve venire un invito fermo alla ricerca di soluzioni negoziali e diplomatiche, che tengano in considerazione innanzitutto la necessità assoluta di preservare da tragedie e sofferenze inaudite le popolazioni delle zone di guerra e di tener conto anche delle giuste aspirazioni dei Curdi, che sembrano destinati ad essere le vittime di un ulteriore genocidio.

Dai tempi della prima guerra del Golfo l’Italia non ha brillato per autonomia e ottemperanza alla propria Costituzione. Così da interpretare con distinguo ed escamotage il ‘ripudio’ della guerra.

I nostri politici non devono nascondere la testa sotto la sabbia. Devono prendere decisamente le distanze da chi, anche per distogliere l’opinione pubblica dall’affrontare le sue difficoltà personali, un giorno minaccia la Corea del nord, un altro invia l’esercito federale alla frontiera con il Messico per fermare i migranti, improvvisamente decide di farsi protettore dei bambini siriani (già martoriati da sette anni si guerra) e, assieme a Francia e Inghilterra, di dare un segnale forte su chi comanda e comanderà nel mondo. E pazienza se questo significa riaprire una guerra fredda dagli esiti imprevedibili e contribuire a mantenere e a far rinascere sotto nuove forme i tragici estremismi con cui dobbiamo fare i conti in questi tempi difficili.

Ribadiamo con forza il nostro no alla guerra senza se e senza ma.

Movimento di cooperazione educativa

L'immagine di copertina è tratta da: http://www.repubblica.it/esteri/2018/04/14/news/trump_ha_deciso_attacco_alla_siria-193809913/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P2-S1.12-T1#gallery-slider=193815370

 

DAL DOCUMENTO RUSSELL-EINSTEIN ‘CONTRO LA GUERRA’ ( 1955)

Il ritorno della guerra come strumento privilegiato di risoluzione violenta delle controversie internazionali, il recupero del concetto di nemico da annientare, l’emarginazione delle agenzie internazionali come l’ONU, il ripristino della strategia atomica fra grandi potenze, fanno apparire come rivolte all’attuale drammatica situazione le parole ammonitrici e profetiche del Manifesto contro la guerra di Russell – Einstein del 1955, di cui riportiamo qui di seguito i passi più significativi:

Parliamo non come membri di questa o quella nazione, continente o fede, ma come esseri umani, membri della razza umana, la continuazione dell’esistenza della quale è ora in pericolo”;

vi chiediamo di mettere in disparte i vostri sentimenti e di considerarvi solo come membri di una specie biologica che ha avuto una storia importante e della quale nessuno di noi può desiderare la scomparsa. Dobbiamo imparare a pensare in un nuovo modo: dobbiamo imparare a chiederci non quali passi possono essere compiuti per dare la vittoria militare al gruppo che preferiamo, la domanda che dobbiamo rivolgerci è: ” quali passi possono essere compiuti per impedire una competizione militare il cui esito sarebbe disastroso per tutte le parti?”;

dobbiamo porre fine alla razza umana oppure l’umanità dovrà rinunciare alla guerra? è arduo affrontare questa alternativa poiché è così difficile abolire la guerra. […] Desideriamo che tutto ciò sia ben compreso sia in oriente sia in occidente. Se vogliamo possiamo avere davanti a noi un continuo progresso in benessere, conoscenze e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte perché non siamo capaci di dimenticare le nostre controversie?Rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo vi è aperta la via di un nuovo paradiso, altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale”

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1 Response

  1. Maria Renata Zanchin ha detto:

    Grazie per aver riproposto il Documento RUSSELL-EINSTEIN ‘CONTRO LA GUERRA’ ( 1955) a sostegno di un NO deciso, nello specifica contro quella di Siria, il cui vento soffia forte e violento, anche se a volte lo percepiamo erroneamente come una brezza!
    Sarebbe interessante mappare le manifestazioni svoltesi in Italia per Afrin e per altre realtà martoriate di questa terra calpestata. Io ho partecipato a una che si è svolta alla stazione Santa Lucia di Venezia, ma si era pochi….

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