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Un altro lutto per il mondo della scuola e dell’associazionismo

un anno a pietralataAlbino Bernardini è stato uno dei primi associati MCE fin dagli anni sessanta. In quegli anni insegnava nella periferia romana a Pietralata, in una borgata proletaria e sottoproletaria in cui spesso i ragazzi non andavano a scuola e lavoravano.
Sfidando scetticismo, ostilità dei genitori, indifferenza delle autorità, li ha cercati e condotti a scuola, impegnandoli in attività di ricerca a forte sfondo sociale: una ricerca per capire la propria condizione e per cercare di cambiarla insieme. In questo senso l’afflato dell’insegnante comunista è significativamente lo stesso degli educatori dei convitti Rinascita, del prete cattolico Don Milani, del maestro Alberto Manzi, di Gianni Rodari, di tanti altri pionieri che in un’Italia reduce da una dittatura disastrosa, da una guerra distruttrice, vedevano nell’educazione della gioventù la prospettiva di un miglioramento diffuso e di una realizzazione della giustizia e dei diritti di uguaglianza.

diario_maestroI ragazzi risposero all’appello di Albino. L’autorità scolastica invece non seppe, non volle capire, abbarbicata al programma, quello del 1955, rigidamente nozionistico e astratto rispetto a quelle condizioni di vita, alla ‘cultura’ di cui quei ragazzi erano portatori.  
Di quell’esperienza ha scritto in ‘Un anno a Pietralata’ da cui Vittorio De Seta ha tratto il suo ‘Diario di un maestro’ per la televisione, un documento eccezionale che tutta l’Italia ha visto.

bacchette di lulaAlbino agli inizi della sua carriera aveva insegnato in Sardegna, in un paese della Barbagia sperduto tra le montagne. in una realtà altrettanto, pur se diversamente, marginale e depressa. Ne ha scritto in ‘Le bacchette di Lula’.
A Lula, “Bernardini scelse di fare della scuola un centro di educazione teso al riscatto sociale e culturale degli esclusi, dei subalterni. E c’era tanto bisogno in una scuola del malessere barbaricino allora tutta da defascisticizzare nei modelli e nei contenuti. Un riscatto che partiva innanzitutto dal trattare in modo diverso gli alunni. Quegli alunni che erano spesso abituati in famiglia e a scuola a vivere e subire un rapporto di violenza, tanto che portavano loro stessi le “bacchette” a scuola per essere puniti in caso di mancanze o di errori e partecipavano quasi compiaciuti ai castighi degli altri.” (cfr. R. Rizzi, Un maestro della “pedagogia popolare”).

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’Università di Cagliari nel 2005 gli aveva conferito, su proposta del MCE della Sardegna, la laurea honoris causa in “Scienze della Formazione Primaria”, un riconoscimento all’opera professionalmente militante e significativa di questo Maestro che ha operato nel segno della “pedagogia popolare”.

Di Bernardini ricordiamo anche l’inserto/giornalino in ‘Paese Sera’ con i testi di molte classi con cui era in contatto.

Era uno spirito libero, ironico, a volte tagliente nei suoi giudizi. Il MCE ne ricorda la statura e il contributo al cambiamento nella scuola e nella società e ne rimpiange la perdita.

 

Alcuni articoli di Rinaldo Rizzi sul maestro Bernardini

pubbl. albinoUn maestro del riscatto
Una scuola per una società più giusta
Dimensione sociale dell’essere maestri

Proposta di assegnazione del diploma di Laurea Honoris Causa
Un maestro della “pedagogia popolare”

Pubblicistica di Albino Bernardini

 

Hanno scritto di Albino Bernardini

Giuseppe Guzzo – Da Lula a Pietralata – Rubbettino

Giuliana Monni (a cura di) – Albino Bernardini i novantanni di un maestro – Convegno di studi – Amministrazione comunale di Lula

guzzo_su_bernardini convegno lula

Alcuni link

http://it.wikipedia.org/wiki/Albino_Bernardini
http://ospitiweb.indire.it/adi/Autobiografie/biografhtm/Bernardini.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Diario_di_un_maestro

Un estratto dal film di De Seta

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