Troppi bocciati al concorso per le primarie?

Il 70% dei concorrenti non ammesso lascerà scoperti molti posti.

Si parla di ‘strafalcioni ed errori gravi’ nelle prove. (Repubblica, 28 febbraio).

La  notizia  sembra confermare quanto lamentano i seicento firmatari dell’appello sulle ‘colpe’ in particolare della scuola primaria. Sembra una forma di contrappasso: sono  bocciati dunque non possono fare gli insegnanti quelli che volevano insegnare alla primaria; e la loro prova non è sufficiente proprio  ‘grazie’ all’insegnamento (o al ‘non-insegnamento’) ricevuto alla primaria.

Come se fra il termine della primaria e la laurea in mezzo non ci fosse nulla.

La realtà è che la ‘correttezza’ nella scrittura è parte della ben più complessa competenza del saper scrivere.

È una competenza fondamentale di cui ci si prende cura (in modo ancora insufficiente, d’accordo) soprattutto nella scuola primaria, quasi per niente negli altri ordini e gradi di scuola.

È una competenza che comprende  la pianificazione dei testi, l’elaborazione di scritture calibrate in base al destinatario e agli scopi, la concatenazione logica, ecc.

Ancor prima non si curano, nei vari ordini di scuola, i passaggi fra l’oralità con i suoi elementi deittici e i suoi  impliciti e lo scritto che deve tradurre in forme esplicite ed elaborate i contenuti. Più che fare ‘più grammatica’  si deve insegnare a scrivere e parallelamente ad argomentare. La correttezza ortografica come quella morfologica sintattica semantica pragmatica stanno dentro il saper scrivere : ma come la mettiamo con la dematerializzazione e con i test?

Giancarlo Cavinato e Nerina Vretenar – Movimento di Cooperazione Educativa

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