UN   METODO   NON   METODO

 Imparare a leggere e scrivere col metodo naturale.

 Il  “metodo naturale”, ma più che di metodo si dovrebbe parlare di metodologia, ovvero di modalità di approccio, di atteggiamento naturale, consiste nel consentire ai bambini e alle bambine di proseguire la loro formazione, nei confronti dell’acquisizione delle conoscenze, utilizzando le proprie strategie in un contesto di ricerca personale e collettiva, ove è consentito, come agli scienziati, formulare ipotesi, percorrere strade, compiere errori, mettere a punto verifiche, senza ansie né tempi predeterminati. Per attuare tutto ciò naturalmente è necessario individuare il punto di partenza delle conoscenze di ciascun bambino e approntare un ambiente stimolante e ricco dove la ricerca può continuare in maniera coinvolgente e produttiva sia per i bambini che  per gli insegnanti.

La ricerca compiuta in Argentina da Emilia Ferreiro e Ana Teberosky nel 1976 e fatta conoscere in Italia da Clotilde Pontecorvo nel 1985, offre a chiunque si interessi di apprendimento della lettura e della scrittura una serie di conoscenze, riguardo a quanto avviene nella mente dei bambini in età prescolare nei confronti del codice scritto, di importanza fondamentale.

Tutti, addetti ai lavori e non, sanno che la presenza di scritte, sempre più frequente nel mondo contemporaneo, dalle insegne nelle strade delle città, a tutto ciò che riguarda la pubblicità, la T.V., la sempre maggior diffusione dei computer, e quant’altro, è percepito dai bambini, i quali giungono a scuola conoscendo già molte cose riguardo al codice scritto. Alcuni giungono già sapendo leggere e scrivere e si dice che “hanno imparato da soli”.

Proprio riguardo a questo, lo studio sopra citato ci mostra come il processo mentale dei bambini nei confronti del codice scritto, durante tutti gli anni che precedono il loro ingresso a scuola, non sia casuale ed episodico, ma costituisca una vera e propria attività di ricerca che procede secondo precise strategie.

 Gli studiosi dell’  “Association francaise pour la lecture”, di cui Jean Foucambert è uno dei più noti rappresentanti, ci mostrano attraverso le scoperte della psicolinguistica, l’importanza della lettura funzionale fino dai primi momenti dell’apprendimento e ci forniscono conoscenze riguardo alla scrittura e alle modalità di lettura, sia dell’adulto che del bambino.

 Questi studi, e molti altri, offrono un quadro di riferimento teorico alla grande intuizione di Célestin Freinet riguardo al metodo naturale. Tale metodo, da lui stesso messo in atto durante il suo lavoro di maestro, e sul quale ha scritto, si è diffuso in quasi tutti i paesi del mondo.

 Attualmente, anche su indicazioni degli “Orientamenti”, la scuola  dell’Infanzia, in molte realtà, favorisce il naturale interesse dei bambini e delle bambine per la lingua scritta, sia stimolandoli alla scrittura spontanea, sia dando all’attività di lettura un’importanza particolare.

 Spesso l’ingresso alla scuola elementare porta con sé problemi di ansia, nei genitori, nei nonni, nei vicini di casa, quindi nei bambini, e infine, a volte, negli insegnanti stessi.

 Bambini e bambine che hanno con naturalezza imparato a parlare, a camminare, a conoscere gli oggetti e le persone, a impadronirsi del mondo circostante, senza che nessuno temesse che non sarebbero stati capaci di fare tutto ciò, e senza che nessuno ritenesse “più bravo” il bambino che cominciava a camminare a 10 mesi di quello che lo faceva soltanto a 14, appena entrano in prima elementare hanno intorno a sé adulti con aspettative che non tengono più conto dei tempi di ciascuno, e, in particolare per quanto riguarda la lettura e la scrittura, si attendono risultati a brevissimo tempo.

 Il metodo naturale vuole eliminare questo grande equivoco rendendo spazi, tempi e gioia dell’apprendimento ai bambini e alle bambine, e insieme facendo riscoprire agli adulti che stanno intorno a loro, l’entusiasmo e il gusto di accompagnarli nelle loro scoperte, fino dall’inizio, e poi per tutto il corso degli studi.

Le esperienze fatte in questo senso, in ogni parte del mondo, hanno  dimostrato il successo di questa metodologia.

                                                          Bruna Campolmi

                                                                        Movimento di Cooperazione Educativa

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