Tagged: Voti a perdere

Attività e documenti relativi alla campagna ‘Voti a perdere’

Una bussola per orientarsi

L’abolizione del voto numerico mira a rimettere al centro l’obiettivo di una scuola di base inclusiva, capace di realizzare il dettato costituzionale attraverso una qualificata e adeguata proposta didattica, in grado di consentire a tutti gli alunni i migliori esiti possibili in termini di apprendimento. Nel documento indicazioni su cosa si può fare e cosa si può evitare.

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Poche classi ma buone. Dove va la scuola pubblica?

È di questi giorni la notizia che il Consiglio di istituto del Liceo Ginnasio Statale Alessandro Manzoni di Milano ha deliberato come requisito per l’iscrizione in prima l’anno prossimo l’aver ottenuto il voto 9 in italiano, matematica, inglese nella classe seconda della scuola media. A quale cultura e a quale senso critico l’istituto in questione intende formare le ragazze e i ragazzi per metterli in grado di affrontare le sfide della vita sociale? A quale vita sociale si pensa? Cosa impara una ragazza e un ragazzo di 13 anni da questa scelta della scuola?

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Abolizione dei voti nella scuola primaria Finalmente ma insufficiente!

Abolizione del voto numerico nella primaria ma solo dal prossimo anno scolastico e solo per questo ordine scolare. Nessun entusiasmo, dunque! Siamo partiti dalla profonda consapevolezza pedagogica e politica che la scelta dei mezzi attraverso i quali si valuta non è indifferente/neutra rispetto al raggiungimento dei fini che la stessa valutazione si pone. Torniamo quindi agli elementi centrali della Pedagogia Popolare che è essenzialmente una Pedagogia dell’emancipazione: progettazione, valutazione, ri-progettazione, preparazione e pluralità dei materiali, strumenti di comunicazione, ricerca,  approccio cooperativo.

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La più pigra e ingiusta delle valutazioni

L’ordinanza del Ministero sulla valutazione finale per questo anno di scuola straordinario mantiene l’obbligo per tutti gli ordini di scuola della valutazione numerica pur in assenza di ciò che è autenticamente scuola e a prescindere dalle molte disuguaglianze prodotte dalla didattica a distanza e dalla palese assenza/inadeguatezza di indicazioni ministeriali e di linee guida in tutto il periodo della sospensione per pandemia.

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