Sui voti: una lettera alle scuole

Nessuna norma impone l’uso del voto tutti i giorni dell’anno scolastico, il decreto Gelmini parla di valutazione finale dei due quadrimestri ripristinando la pagella.
Nulla vieta pertanto di compiere operazioni sensate e di adottare strategie per una valutazione meno nociva e più aderente alle diverse intelligenze e capacità presenti nella classe. Ovviamente sarebbe opportuno che il collegio docenti concordasse forme condivise e facesse valere l’autonomia pedagogica e di ricerca anche a fronte di imposizioni esterne alla pratica d’aula (registri elettronici, verifiche imposte,…)

Eccovi un aiuto da parte del Movimento.

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE

Il MCE, insieme ad altre associazioni, è impegnato a sostenere una campagna per il superamento definitivo e dunque l’abolizione del voto numerico-decimale come strumento di valutazione. Così come riteniamo necessario svincolare il voto di condotta nella scuola secondaria di primo e secondo grado dalla media dei voti contribuendo all’eventuale bocciatura.
 È però evidente che le/gli insegnanti si muovono dentro un sistema istituzionale di cui è giocoforza, tenere conto: perché la legittimità degli atti formali tutela, oltre che l’azione dei docenti, il diritto delle bambine e dei bambini ad essere valutate/i.
 Desideriamo però far presente che nessuna disposizione o norma impone esplicitamente di utilizzare i voti numerici in tutte le fasi di verifica/valutazione che intercorrono fino alla valutazione finale (sommativa). Sarà pertanto opportuno esercitare l’autonomia professionale e, collegialmente, l’autonomia didattica, di sperimentazione e ricerca (cfr. D.P.R. 275/99) per adottare nelle fasi intermedie e dunque in tutto il corso dell’anno scolastico quegli strumenti di verifica/valutazione ritenuti coerenti con la programmazione educativo-didattica e con il POF. Nessun obbligo di dare voti numerico-decimali nel corso dell’anno, a eccezione della valutazione sommativa del 1° e 2° quadrimestre.
 Lo stesso impiego del registro elettronico per inserire in continuazione voti non è previsto in nessuna normativa e non può essere imposto.
La valutazione sommativa si riferisce agli obiettivi di apprendimento e non alle competenze (le quali, come rileviamo dal recente modello di certificazione), essendo di natura complessa e pluridimensionale, non si prestano a misurazione, ma a valutazione formativa, in situazioni contestualizzate e autentiche (costruzione con alunni di saperi e competenze attraverso attività reali).
Ne consegue che la valutazione numerica nella Scuola di base deve essere capace di descrivere il grado di approssimazione agli obiettivi rilevato a metà/fine percorso.
È perciò plausibile e corretto adottare un range di valori che escluda il “grado zero” (corrispondente ai valori numerici tradizionalmente usati per indicare l’insufficienza), dal momento che un percorso, per definizione, “muove” dal grado zero e procede.
L’adozione della scala numerica nell’intervallo 6-10 può essere correttamente indicata come il criterio coerente con i punti precedenti. Se si associano poi, nelle note che accompagnano il documento di valutazione, le diciture corrispondenti ai numeri, si possono immaginare enunciati del tipo “obiettivo non ancora raggiunto o “obiettivo in via di raggiungimento” (6); “obiettivo raggiunto” (7-8); obiettivo pienamente raggiunto (da 8 in poi). Va da sé che queste diciture hanno un senso puramente indicativo, e che le/gli insegnanti potranno adottare quelle che meglio rappresentano la loro impostazione pedagogico-didattica.
Riteniamo inoltre che per la delicatezza della prima fase di inserimento nella scuola primaria, nella classe prima i collegi, nella loro autonomia, possono adottare nell’arco dell’anno forme di valorizzazione, stimolo, progressivo accostamento ai codici formali senza ricorrere ai voti numerici ma a profili di ingresso o ad indicatori da compilare a più mani attraverso opportune forme di osservazione da condividere con le famiglie
L’ipotesi potrebbe essere la base per coinvolgere (in vista della valutazione finale) i colleghi e stimolare una riflessione e una comunicazione anche alle famiglie e all’esterno della scuola.
 
Movimento di Cooperazione Educativa

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1 Response

  1. 21 Settembre 2016

    […] *APPELLO: http://www.mce-fimem.it/sui-voti-una-lettera-alle-scuole/ […]

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