Scuola inclusiva e BES

La Direttiva ministeriale del 27/12/2012  e la successiva C.M. n. 8 del 6/3/2013, concernente le indicazioni operative in materia di Bisogni Educativi Speciali (BES) presentano alcune luci e parecchie ombre. Nell’intenzione degli estensori di questi provvedimenti, si è trattato di riordinare e trattare organicamente tutta la materia, in una linea evolutiva che va dalla L.104/92 ad oggi.
La Direttiva del 2012, già nel titolo, richiama l’inclusione scolastica: da questa ottica perciò vogliamo partire per un’attenta considerazione delle questioni che sono in campo, mettendone in luce gli aspetti di criticità.
Il concetto di inclusione, nella sua genesi, ha capovolto l’impostazione tradizionale del sistema scolastico inteso come un apparato rigido, costituito da condizioni date, organizzato anche in vista di una selezione sociale: in quel sistema gli adatti erano i destinatari di un servizio standardizzato, negli assetti e nei contenuti e organizzato secondo una precisa gerarchia tra gradi e ordini di scuola; per i quasi adatti e i non adatti erano previste forme di una scolarità separata e al massimo genericamente riparativa (pensiamo in particolare alle classi speciali e differenziali degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso…).
Nell’ottica dell’inclusione, le capacità adattive non sono considerate come una qualità più o meno spiccata dei singoli soggetti, ma devono essere riferite ai contesti. Il contesto, nella sua accezione più ampia, può essere la struttura che accoglie o respinge, che valorizza o seleziona, che emancipa o conferma le differenze socioculturali.
Prendono corpo idee pedagogiche ampiamente presenti nel Mce, nelle esperienze di tanti maestri e maestre: dallo sfondo integratore, alla regìa educativa, all’ambiente di apprendimento in cui tempi, spazi, risorse, relazioni costituiscono una trama che sostiene e rende possibili le pratiche inclusive.
La didattica stessa non è più da considerare un elemento falsamente neutrale, un formulario di dispositivi precostituiti, ma un fattore decisivo per l’inclusione.

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