Scuola digitale o Educazione digitale?

La problematica dei social network e degli effetti perversi che inducono chiama fortemente in causa le responsabilità educative e la formazione corretta a un uso del digitale ‘temperato e cooperativo’ che la scuola può mettere in atto nel tempo, in un percorso però in cui si curino relazioni in presenza, co-costruzione di conoscenze, etica della responsabilità, ecologia della comunicazione.

Alcuni contributi ad una riflessione su questi temi.


ENRICO BOTTERO

Recensione del libro Manfred Spitzer, Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi, Corbaccio, Milano, 2013.

http://www.enricobottero.com/insegnare/wp-content/uploads/2013/11/Manfred-Spitzer.Demenza-digitale.pdf


CORRIERE DELLA SERA

«La scuola digitale? Un disastro» In Francia monta il fronte del no

http://www.corriere.it/scuola/medie/16_settembre_06/scuola-digitale-disastro-francia-monta-fronte-no-6bb7c7b2-7438-11e6-b267-7b6340139127.shtml


LUCIO GAROFALO

Una proposta di Educazione digitale

Finora non ho avuto il tempo a disposizione per riflettere sul caso di Tiziana, la ragazza suicida per la vergogna. Ma non credete che si debba tentare un approccio più serio, intelligente ed approfondito rispetto ai vari post e ai commenti letti a riguardo? La tragica vicenda della donna che si è tolta la vita, amareggiata e depressa da una sorta di “gogna virtuale” a cui l’hanno quasi costretta in forza di alcuni filmati hard divenuti virali e divulgati su Internet dai suoi aguzzini, è stata una notizia agghiacciante ed inaudita, che ci ha angosciato in un modo atroce e doloroso. Non penso neanche che si possa demonizzare il Web nella misura in cui, al pari di qualsiasi medium o strumento tecnologico, è anch’esso neutrale in sé, per cui il suo valore (negativo o positivo) dipende esclusivamente dall’utilizzo che se ne fa. Direi, piuttosto, che si dovrebbero incoraggiare ed incentivare sapienti interventi formativi rivolti all’educazione digitale dei nostri giovani nelle scuole. Si sprecano tanti soldi per finanziare iniziative assolutamente sterili, vuote e fumose, attività improduttive ed inconsistenti, progetti fantasma e via discorrendo. Eppure, si dovrebbe istituire una valida ed efficace opera in senso preventivo ed educativo dei cosiddetti “nativi digitali”, che abitui ad un uso più saggio e razionale delle tecnologie informatiche e multimediali, in particolare dei social-network. Ritengo che sarebbe un’esperienza lodevole ed auspicale, da promuovere e privilegiare in modo prioritario nelle scuole. Una seria progettualità di educazione digitale, concepita non come un arido e banale insegnamento di ordine tecnico, da “manualetto di istruzioni”, bensì in termini di formazione globale ed integrale della persona sul terreno etico e civico, in stretta correlazione con le altre educazioni che rientrino nella sfera più vasta dell’educazione all’affettività, ad una socialità sana e corretta, alla cittadinanza attiva e cosciente, al pieno rispetto del prossimo. Non sarebbe affatto un’ipotesi da scongiurare, anzi.

 

L’immagine di copertina è tratta dall’articolo del Corriere della Sera citato.

Share

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.