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I° Circolo di Sìnnai

Hanno collaborato

 

Gli alunni delle scuole primarie Piazza Scuole e Sant’Isidoro di Sìnnai

e i docenti:

Fausto Cardia

Marinella Cau

Antonietta Loi

Francesca Melosu

Maria Grazia Monni

Paola Pacifico

Anna Perra

Licia Piras

Carla Porcu

Rita Salis

Vincenza Setzu

 

 

Progetto L.R. 26/97 coordinato da Antonietta Loi.

 

Consulenza linguistica ed editoriale dr. Amos Cardia.

 

 

Ringraziamo le Istituzioni patrocinanti, la Dirigente Scolastica Teresa Orrù, il vicario Vittorio Pau, la DSGA Carmen Spiga, tutti i docenti, il personale ATA, gli Organi Collegiali, le famiglie degli alunni, per il sostegno e la collaborazione e il prof. Giovanni Murgia  per la consulenza storica.

Presentada

 Custu traballu dd’eus cumentzau in su 2005: fendi unu cursu de sadru, eus arrexonau de cumenti imparai sa lìngua, ca in totu is scolas de Sardìnnia is maistus faint sperièntzias ki connosceus in is cumbènnius sceti.

Aici eus pensau de fai connosci a is unus e a is atrus, cumentzendi de su Cìrculu nostu, is traballus ki eus fatu, is caminus e is kistionis obertas ancoras.

De custa discussioni nd’est  ‘essia s’idea de scriri e de imprentai un’ajudàriu in sadru campidanesu, po imparai sa lìngua, sa stòria e sa cultura sadra, partendi de su ki eus fatu cun is piçokeddus de  scola, a innantis puru de sa lei arrejonali 26/97, ki comuncas at ajudau scolas medas ke sa nosta.

Sa genti de Sìnnia, anca traballaus, difendit su connotu suu, biu e stimau sèmpiri. Jai in totu is famìllias kistiònant su sadru, ki est una lìngua bia po totus e no po is beçus sceti. Po custu puru sa scola ‘olit sravai e fai cresci custa cultura.

Po totu custu, jai de annus medas, su Cìrculu nostu at scioberau de imparai sa lìngua e sa cultura sadra in totu is classis. Ci funt oras a posta po cussu.

In S’Ajudariu, eus imperau scritus, disìnnius, poesias, jogus ki ant fatu is pipius. Su ki eus scritu nosu maistus dd’eus sperimentau sèmpiri cun is piçokeddus e totu.

Po custu traballu s’ant ajudau is famìlias e totu is ki trabàllant in sa scola, ki s’ant  ‘onau consillus medas.

 

S’Ajudàriu dd’eus pratziu in cuatru partis:

 

·        Sa lìngua nosta

·        Cultura e connotu

·        Jografia e scèntzia

·        Stòria de sa Sardìnnia

 

Una pariga ‘e cabìdulus funt po pipias e pipius piticus, atrus, ke sa stòria, funt prus traballosus e tòcat a ddus ligi cun sa maista, atrus ancoras funt ideas sceti.

Po su ki spètat a sa lìngua, eus pigau su sadru de Sìnnia, cun cosa in prus poita una pariga de nosu no funt sinniesus; eus imperau medas fueddàrius e calancunu fueddu dd’eus pigau de s’italianu.

Totu su ki ancora àndat mali podit srebiri po connosci e imparai mellus sa lìngua  nosta.

Mancai sciendi ki no est unu traballu cumpriu, spereus ki siat un’ajudu po imparantis e imparadoris, arregordendisi’ ca s’aina fait sa faina!

 

 

Presentazione

  La gestazione di questo progetto risale al 2005, quando, durante un corso di lingua sarda, abbiamo avviato una riflessione sulla didattica della lingua e sul fatto che in tutte le scuole della Sardegna i docenti portano avanti esperienze di cui si viene a conoscenza soltanto durante i convegni di studio. È emersa dunque l’esigenza di  socializzare, innanzitutto a livello di Circolo Didattico, le ipotesi di lavoro, i percorsi, gli obiettivi raggiunti e i problemi tuttora aperti.

Da questo confronto è nata l’idea di realizzare un sussidiario in sardo campidanese, per l’insegnamento della lingua, della storia e della cultura sarda, partendo da quanto prodotto dalle nostre classi negli ultimi anni, anche precedentemente alla legge regionale 26/97, che pure ha consentito a molte scuole come la nostra di uscire dalla episodicità e dalla provvisorietà.

La comunità di Sinnai, nella quale operiamo, esprime una precisa identità culturale e difende le proprie tradizioni, sempre vive e sentite; in quasi tutte le famiglie si parla il sardo, il cui uso non è quindi relegato ad un ambito folkloristico o alle conversazioni tra anziani. Anche per questo la scuola sente il dovere di salvaguardare questo patrimonio culturale e ha il compito di contribuire a trasmetterlo, favorendone la vitalità e la crescita.

Perciò, già da diversi anni, il Primo Circolo  ha scelto di generalizzare in tutte le classi l’insegnamento della lingua e della cultura sarda, come elemento fondante del proprio progetto educativo. La programmazione prevede ore specifiche di alfabetizzazione linguistica, ma anche l’uso del sardo come lingua veicolare nell’insegnamento di diverse discipline.

Con la pubblicazione di S’Ajudàriu, la scuola ha inteso portare a sintesi un lavoro pluriennale, che ha assunto una sempre maggiore sistematicità, ma che si apre a  ulteriori prospettive.

I materiali utilizzati sono innanzitutto testi, disegni, poesie, giochi e ricerche effettuate dagli alunni e con gli alunni della scuola; anche i capitoli scritti dai docenti sono stati comunque già sperimentati e proposti ai bambini, sia durante l’attività curricolare che durante ore di insegnamento aggiuntive. Il lavoro ha visto anche il coinvolgimento delle famiglie e l’apporto di tutti gli operatori della scuola, da cui sono arrivati spesso suggerimenti e proposte.

S’Ajudàriu è diviso in quattro parti:

1)   L’insegnamento della lingua (Sa lìngua nosta)

2)   Cultura e tradizioni (Su connotu)

3)   Geografia e scienze

4)   Storia della Sardegna e di Sìnnai 

Si tratta di attività diversificate: alcuni capitoli sono rivolti ai bambini delle prime classi e hanno carattere interattivo; altri, ad esempio la storia, sono letture più impegnative, da farsi con la guida dell’insegnante; altri ancora sono degli stimoli e suggerimenti da sviluppare.

Per quanto riguarda la lingua, non siamo voluti entrare nel dibattito, talvolta sterile, di “Quale sardo?”: abbiamo semplicemente scelto di adottare, nel libro come nella didattica, la parlata locale, pur accettando le inevitabili contaminazioni e i contributi linguistici provenienti da chi di noi non è di Sinnai.

Qualche riflessione sul lessico: non sempre è possibile, e neanche opportuna, la traduzione letterale; alcuni termini sono mutuati dall’italiano, altri invece fanno riferimento a concetti comunque già esistenti in sardo (ad esempio sa niera invece di frigorìferu). Molti nomi propri non sono stati tradotti, per favorire la comprensione e la facile identificazione di luoghi e personaggi.

Su questi punti, varrebbe senz’altro la pena di aprire una discussione.

Riguardo alla  scrittura, abbiamo utilizzato diversi dizionari, senza alcuna rigidità e con le incongruenze che possono essere sicuramente generate dal lavoro a più mani. Gli eventuali errori potranno costituire in ogni caso degli spunti per successivi approfondimenti nello studio della nostra lingua.

Siamo fra coloro che sostengono il dialogo fra i linguisti finalizzato alla ricerca di forme omogenee di scrittura del sardo campidanese. Naturalmente ogni ipotesi di lingua sarda unificata è qualcosa di diverso e di più complesso.

Pur nella consapevolezza che si tratta di un lavoro incompleto, auspichiamo che questo libro possa essere un utile strumento per gli alunni e per i docenti,  come base di partenza per la didattica delle diverse discipline, che possono essere proposte in lingua sarda.

 

 Il gruppo di lavoro