|
Andra moi ènnepe… |
|
|
Intervento immaginario al convegno su: Scuola secondaria superiore, il momento delle scelte Università di RomaTre – Facoltà di Scienze della Formazione, Roma, 24 gennaio 2006, dopo le relazioni del mattino tenute da Mariangela Bastico, Gaetano Domenici, Giuseppe Martinez y Cabrera, Aureliana Alberici, Luciano Benadusi, Donatella Palomba
* Presidente: Apriamo ora il dibattito: la parola al primo iscritto! Prego, parli pure e dica chi è! * Mi chiamo Prosdocimo Ranocchietti e insegno latino e greco al terzo e quarto ginnasio – si chiama ancora così? – l’“Aristotele” di Roma. Ho sentito tante cose interessanti che, però, per me, sono del tutto nuove! Ho capito che dal prossimo settembre io dovrò insegnare perché i miei alunni acquisiscano competenze! Tutti gli oratori hanno ribadito questo concetto, ma nessuno mi ha detto – o non l’ho capito io – che cosa sono queste competenze. E nessuno mi ha fatto qualche esempio! Io sono d’accordo con tutto: la società della conoscenza, i nuovi saperi, la lotta contro la dispersione, che tutti i cittadini… non uno di meno – l’avete detto tutti – godano dei diritti di cittadinanza – si dice così? Ma io che insegno latino e greco… che cosa debbo fare? Me lo dovete dire! Che significa non uno di meno? Sono materie dure le mie!!! Insomma, i miei alunni dovranno ancora imparare o no le forme di ghìgnomai e di orào, l’aoristo passivo, la consecutio, fare traduzioni e tutte quelle cose che facciamo da sempre e che da sempre ci vengono richieste… perché poi noi facciamo i conti con le materie, i voti, la pagella e alla fine dell’anno dovrò valutare… non so se si dice ancora così… ho sentito da voi che ora bisogna certificare… ma io dovrò mettere dei voti… piaccia o non piaccia, e, se non sono buoni, devo solo attribuire dei debiti! Il mio dirigente mi ha mandato qui! Vada, vada Lei, professore, ormai si parla di obbligo anche per la nostra scuola, lo dice la finanziaria, io non ne so nulla… pare che in questo convegno ne parleranno… c’è anche il viceministro… e poi veda, dovrebbe esserci anche un ispettore che frequenta il Ministero… un certo Trittico… mi sembra che si chiami così… * Sono io… sono io! Veramente mi chiamo Tiriticco, Ti-ri-tic-coooo! E’ una disperazione il mio cognome… ho perduto più assegni io… comunque, mi dica, mi dica! * Ah! E’ Leiiiiii! Mi scusi ISPETTTTOREEE! Il dirigente mi ha detto che Lei dovrebbe essere di materie letterarie… quindi mi dovrebbe capire… * Sì… sì!!! Anch’io ho insegnato latino e greco! * Oh! Menomale! Allora mi capisce… Alea iacta est… Aeneadum genitrix hominumque voluptas… Andra moi ènnepe… * Basta basta! Mi ha già messo alla prova… A proposito, lo sa che di quella celebre frase di Cesare c’è anche una versione greca? * Certo che lo so! Anerrìftho o kùbos! E so anche chi lo ha scritto… * Si fermi per favore! Mi sembra che Lei abbia una buona memoria… che sia padrone di molti incipit di opere classiche… * E non conosco solo gli incipit… se vuole… posso continuare… * Nooo! Non voglio! Né lo vuole il nostro pubblico! Comunque, Le chiedo, ma lei scrive anche? * Sì! Poca roba, ogni tanto qualche saggio su qualche autore minore… e tutto aggratis… come diciamo a Roma… ma poi chi li legge? * Oltre al greco antico conosce anche il greco moderno? * Me la cavo abbastanza, ispettore! * Benissimo! Eccole un aiutino! Se lei facesse la guida turistica, il suo greco moderno sarebbe la sua competenza professionale! E poi ce ne sarebbero altre! Non dovrebbe confondere l’Anfiteatro flavio con il Colosseo… * Lei mi vuole prendere in giro… sono la stessa cosa… * Bene! Quindi ha una competenza linguistica ed una storico artistica! E poi dovrebbe possederne altre ancora… tutte quelle che fanno il profilo professionale della guida turistica… * Sì, ma… i miei studenti che c’entrano? * Se i Suoi studenti fanno una buona versione dal greco all’italiano dimostrano di avere acquisito una competenza intellettuale, culturale… non chiamiamola scolastica… suona maleee… e non è neppure una competenza professionale. * Ho capito, ma… se uno fa bene una versione solo perché è facile o ha scopiazzato… e tutte le altre le fa male? * Ciò significa che un unico successo non è sufficiente perché Lei possa certificare che il suo studente ha acquisito una competenza nel misurarsi con il greco antico. Una prova sola riuscita è una semplice performance! Sono più prove riuscite che Le permettono di accertare che l’alunno ha acquisito la competenza! * Comincio a capire, ma… mi scusi sa… questo significa che nel biennio obbligatorio tutti dovranno studiare greco e latino? * Se così fosse, sarebbe meraviglioso, almeno per noi due! Ma Lei stesso capisce che i nostri sedicenni, ma proprio tutti, non uno di meno – le è piaciuta questa espressione? – devono entrare in un mondo abbastanza difficile! Ci pensi Lei stesso! Che cosa dovrebbe sapere oggi un ragazzo, un cittadino per potersi misurare con una realtà che diventa sempre più impasticciata? * Bèh! Non so… non ci ho mai pensato! Una volta si diceva leggere, scrivere e far di conto… * E possiamo dirlo ancora… ma con tante marce in più! Sono parole difficili: literacy, numeracy, problem solving… questo inglese! Non possiamo farne a meno! * Sì, sì, le ho giù sentite! Non so bene che cosa significano esattamente, ma mi documenterò! Però, una cosa l’ho capita! Che nel paesello bastava leggere le insegne dei negozi e fare due più due per comprare qualcosa allo spaccio… oggi il paesello è diventato il villaggio globale! * Lo vede che lo sa anche Lei! I nostri soldati vanno fino in Afganistan e i nostri turisti fino alle Maldive… e se lei guida la macchina, dovrà sempre calcolare quanto costa la benzina oggi… e domani, da quel benzinaio… poi da quell’altro… menomale che c’è Bersani con le liberalizzazioni… e il bollo e l’assicurazione e le tasse… e che dire delle scalone? Lo so che anche lei sta calcolando… vado in pensione adesso oppure mi conviene aspettare? * E’ proprio così! Capisco, capisco, ma… tutto questo che c’entra con il greco? * Qui la volevo! L’incipit dell’Odissea è un altro mondo… provi ad accogliere un curdo naufragato a Lampedusa con un Andra moi ènnepe… * Sì, mi rendo conto… sono lingue morte… così dicono! Capisco, capisco, ma io devo insegnare latino e greco… * E continuerà a farlo… però… * Però cosa? * La sua preoccupazione maggiore non saranno più greco e latino, ma quella che possiamo chiamare la competenza linguistica, sia sotto il profilo logico… saper fare un ragionamento filato… si faccia spiegare da un suo alunno come funziona un videogioco o telefonino, o un motorino, per esempio… io non lo so! E neanche Lei! E c’è anche il profilo comunicativo espressivo… si faccia raccontare tutti i pasticci di Un posto al sole… o del Grande fratello, se non è troppo osé! * Ma questo è italiano… e poi… che ne so… c’è un po’ di fisica, di matematica, di tecnologia… * Certamente… vede, dovremmo riuscire a liberare la scuola dalla trappola delle tre C, la classe, la cattedra… e… ci pensi un po’. * Sì, capisco, le classi aperte, l’interdisciplinarità, e l’altra C? * Ci pensi… la caaampanellaaa… quella che ti spacca il cervello: finisce l’educazione fisica, comincia il greco, finisce il greco, comincia la matematica… quella che non suona mai al momento giusto, o troppo presto o troppo tardi… Ha mai pensato se tutta la sua giornata fosse cadenzata da una campanella? Eppure i nostri ragazzi, tutti tutti, per mezza giornata riescono a resistere… sono veri eroi. * Sì, sì, ma cancellare queste cose è fantascienza, ci sono gli orari, i programmi… che mi dicono che io devo insegnare latino e greco e, Le confesso, io non so fare altro, mi creda! * Ma perché si preoccupa? Lei continuerà ad insegnarlo, sia certo! Però… * Però? * Il Ministero – è nei suoi poteri… e poi deve dare indicazioni eguali a tutto il Paese – Le dirà quali sono le competenze che i nostri sedicenni dovranno raggiungere almeno in quattro aree. Gliele indico molto semplificate, quella dei linguaggi, quella della matematizzazione, quella scientifica, quella storico-socio-economica: In altri termini, saper parlare e scrivere e comprendere, saper ragionare con criteri logici e conseguenti, orientarsi nello spazio e nel tempo, saper trovare sulla carta geografica Instanbul e non confonderla con Constantinopoli, sapere che quando si vota non si elegge il Governo ma il Parlamento… che un nero o un magrebino che ci vendono l’ombrello sono persone che soffrono…piccoli e grandi esempi, molto grossolani, lo so… * Capisco, capisco, e noi professori dovremmo lavorare tutti insieme per queste cose… * Certamente… * Però, se un alunno raggiunge quelle competenze che Lei dice, ma va male in latino e greco? * Non sarà bocciato! Né sarà indebitato! Sceglierà altri percorsi! Il nuovo obbligo non vuole concludere un percorso, ma aprirne mille altri! Questa sarà la scommessa! E Lei e i suoi colleghi lo orienteranno nella scelta! Nessuno è mai perduto! Questo è quello che conta! L’importante è che raggiunga le competenze di cui abbiamo parlato. * Allora… io continuerò a insegnare latino e greco… con una marcia in più, con un valore aggiunto, come dite voi! E non debbo lamentarmi se un alunno.. di lingue classiche non ne vuole proprio sapere! * Assolutamente no! * Ho capito, ma mi viene un dubbio… E se un alunno queste competenze non le raggiunge tutte, ma solo alcune? * Bella domanda… In tal caso… * Presidente: E nooooo! Ci sono altri interventi! Il tempo stringe. Scusateci ma… * Caro professore! Ci pensi su e… mi faccia sapere! * Grazie, grazie ispettore! Le manderò una e-mail!
M.T. Roma, 24 gennaio 2006
|
|