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Il Giscel Sardegna sui “recenti orientamenti” per l’istruzione.

 

 

Il GISCEL SARDEGNA esprime seria preoccupazione per le norme contenute nel decreto legge n. 112 del 25 giugno scorso collegato alla Finanziaria 2009, che prevede, all’articolo 64, un taglio pesantissimo agli organici della scuola statale, che riguarda circa 100.000 docenti e oltre 40.000 ATA per un totale di 8 miliardi di risparmi nel triennio 2009/2011.

 

Con l’obiettivo dichiarato di “contenimento della spesa pubblica” vengono così rivisti i criteri e i parametri che determinano la proporzione tra numero degli alunni e insegnanti e sono drasticamente ridimensionati i servizi e le risorse destinate alla scuola, alla ricerca e all’università.

Sempre all’insegna dell’economia di spesa viene prospettata, nell’articolo 16, la possibilità di trasformare le Università in Fondazioni di diritto privato. Sorte, peraltro, ventilata anche per le scuole pubbliche nel disegno di legge Aprea.

 

Il GISCEL SARDEGNA raccoglie l’allarme che arriva dagli Atenei italiani a proposito di questo frettoloso decreto legge con cui si intende liquidare l’università pubblica, penalizzare la ricerca, già oggi al limite, e  stravolgere il senso di una scuola ispirata ai principi della nostra Costituzione.

Anche l’ormai certa chiusura delle SSIS di cui viene decretata la fine, senza peraltro alcuna previsione di formazione iniziale alternativa, fa parte di un attacco pesante, senza precedenti, con gravissime ricadute su tutto il sistema formativo del nostro paese.

 

Il GISCEL SARDEGNA denuncia, anche, il colpo di mano sull’obbligo scolastico attuato con un emendamento proposto dal Governo. Si sancisce che l’obbligo può essere assolto anche in percorsi di formazione professionale, oltre che nei corsi triennali istituiti dal Ministro Moratti, sperimentali e a termine.

Si cancellano, inoltre, le norme contenute nella Finanziaria 2007 con le quali si elencavano criteri e requisiti indispensabili a garantire strutture formative idonee a “favorire il successo nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione” mediante la definizione di intese fra Ministero e singole regioni. Ora si istituiscono di fatto due canali nettamente distinti, e si reintroduce la scelta precoce a 13 anni, con una grave discriminazione di carattere sociale per la fascia economicamente e culturalmente più debole della popolazione studentesca: un salto indietro di oltre 40 anni di battaglie per l’educazione democratica.

 

Il ministro dichiara di voler “valorizzare la professione docente” e “riqualificare il sistema scolastico”, ma si annunciano limitazioni all’autonomia professionale degli insegnanti, rafforzamento del potere di gerarchie scolastiche e riduzione degli spazi di partecipazione democratica nella scuola. Inoltre si pretende riformare la scuola (anche con provvedimenti che attengono a una concezione generale delle scelte educative e persino del costume) con un collegamento alla finanziaria che blinda di fatto la proposta.

 

E non solo, ma per arginare il caro-libri si punta con l’articolo 15, e già dall’anno scolastico 2008/2009, ad un passaggio graduale a versioni on-line scaricabili da internet in versione cartacea, da effettuarsi in scuole con strutture informatiche del tutto insufficienti e inadeguate e con personale numericamente ridimensionato.

 

Il GISCEL Sardegna esprime viva preoccupazione e netta contrarietà per le misure prese dal Governo che colpiranno pesantemente tutto il sistema dell'offerta formativa, aggraveranno l’irrisolto e mortificante problema del precariato modificando profondamente l’assetto della scuola italiana.

 

I provvedimenti in questione, con una drastica riduzione di servizi e di risorse, ci allontaneranno ulteriormente non solo dagli obiettivi fissati per il 2010 nella “strategia di Lisbona”, che mirano alla costituzione della «società europea della conoscenza» attraverso un’istruzione di qualità, ma anche dalle raccomandazioni della Commissione europea ispirate ad una concezione di apprendimento permanente da realizzarsi lungo tutto l’arco della vita.

Luglio 2008