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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 28 maggio il testo definitivo del regolamento di “Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni” previsto dalla legge 169/09, già sottoposto nel dicembre scorso all’esame del CNPI, che aveva espresso un parere favorevole a maggioranza, anche se con l'indicazione di diversi punti critici.
Nel regolamento, che comunque non è ancora norma e deve ancora concludere il suo iter (a scrutini ormai in corso !), viene ribadito che nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall'insegnante unico di riferimento o dagli insegnanti contitolari della classe con voti decimali e che il voto di condotta sarà espresso tramite un giudizio.
Nella Scuola Secondaria di I grado per essere ammessi all'anno successivo, sarà necessario avere almeno 6 in ogni disciplina, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, mentre per l'ammissione all'esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta (espresso con un voto numerico, accompagnato da una nota di illustrazione). Le circolari sulle modalità di valutazione finale che si sono succedute tardivamente nelle ultime settimane (CM. N° 50-51), hanno ingenerato confusione circa la possibilità di promuovere alunni di scuola media con qualche carenza, rendendo necessaria una ulteriore nota di chiarimento del MIUR dell’8 giugno, in cui si ribadisce che “ai fini dell’ammissione, tutti i voti relativi agli apprendimenti devono avere un valore non inferiore a sei decimi”, rimandando ai Consigli di Classe la responsabilità di decidere se promuovere o meno, pur in presenza di insufficienze, portando comunque a 6 i voti in tutte le discipline.
Nella scuola secondaria superiore, viene confermata la possibilità di sospendere nello scrutinio finale il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione e rinviando l'accertamento definitivo del superamento o meno dei debiti, entro la data di inizio del nuovo anno scolastico
Per ottenere l'ammissione all'esame di Stato, quest'anno sarà necessaria la media del 6, comprensiva del voto di condotta. A partire dall'anno scolastico 2009/10, invece, saranno ammessi all'esame di Stato solo gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie ed in condotta.
A proposito del voto di condotta nelle scuole superiori, dopo tutte le incertezze dovute alle indicazioni spesso contraddittorie del MIUR, che hanno determinato l'ondata di insufficienze rilevate nel 1° quadrimestre (circa 34.000), si chiarisce che il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe solo per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. L'insufficienza nel voto di condotta comporterà la non ammissione all'anno successivo o agli esami di Stato.
La tardiva approvazione in CdM del regolamento sulla valutazione, a pochissimi giorni dagli scrutini finali, appare strettamente collegata alla necessità di dare una copertura legislativa alle recenti C.M. n° 50 e 51 che hanno tra l’altro ribadito la necessità di certificare le competenze in uscita nella scuola primaria e secondaria di I grado, pur non essendo state ancora definite a livello nazionale con indicatori comuni, lasciando alle scuole del primo ciclo la possibilità di individuare un proprio modello sperimentale “in attesa della definizione, con DM, del modello di certificazione delle competenze, di cui all'art.10 del DPR 275/99”. Non solo una certificazione di questo tipo non potrà permettere alcuna comparazione degli esiti tra scuole diverse, ma le circolari ed il regolamento hanno ribadito l'obbligo di utilizzare i voti decimali anche per certificare le competenze (art. 3 L.196/08), scelta sin dall'inizio contestata dal punto di vista metodologico e docimologico da numerosi esperti di valutazione ed operatori scolastici.
Invece non viene proprio citato nella CM 50 ed è appena accennato nel Regolamento, l'importante impegno di certificare le competenze al termine dell'obbligo di istruzione (che quest'anno termina il suo primo biennio di sperimentazione ed entra a regime), queste sì già definite analiticamente a livello nazionale nel DM 139/07 (competenze relative agli assi culturali e quelle chiave di cittadinanza), per le quali però non è stato ancora predisposto il modello di certificazione.
Unico parziale dato positivo, l'eliminazione nell'ultima versione del regolamento del passaggio in cui si suggeriva agli insegnanti di estendere alla pratica quotidiana l’uso dei voti espressi in decimi durante le valutazioni intermedie e finali: troppo poco, però, per dare la “sufficienza” alle ultime norme sulla valutazione!