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Negli ultimi tempi ci stanno arrivando numerose richieste di
chiarimenti in merito all’iter da seguire per attivare sezioni
di scuola a tempo pieno. Sono genitori che in vista
dell’ingresso nella scuola elementare si parlano e si
organizzano per fare richiesta ma non trovano ascolto nelle
istituzioni scolastiche oppure genitori di classi funzionanti a
30 ore che vorrebbero passare ad un modello di 40 ore ma che non
trovano udienza dei dirigenti scolastici.
Visto che cominciamo ad essere vicino al momento fatidico delle
iscrizioni e visto che il nuovo ministro, andato al potere anche
grazie ad un movimento di genitori e insegnanti che difendeva il
Tempo Pieno, non ha fatto per ora assolutamente nulla per
annullare le scelte disastrose fatte dalla Moratti e da
Berlusconi, è utile provare a fare un po’ di chiarezza sulla
situazione attuale e elencare i passi che i gruppi di genitori e
gli insegnanti possono fare per chiedere un modello di scuola
che riconoscono appropriato per la loro vita e di qualità per i
loro figli.
Come premessa deve essere chiaro che ad oggi il ministro Fioroni
non ha mutato l’assetto normativo ereditato dalla riforma
Moratti. Il Tempo Pieno quindi, quello vero con il doppio
organico (due docenti ogni classe a T.P., come previsto dall’art.1
della legge 820/1971 e quindi senza distinzione di frazioni
orarie e con 4 ore di compresenza) è abrogato dal DL 59 del
2004. La sopravvivenza delle classi già esistenti avviene fino a
quando sarà di anno in anno confermato l’organico, che però in
molte situazioni è già calato dando origine a veri “succedanei”
del tempo pieno senza compresenze, oppure con orario ridotto,
oppure con presenza a mensa di educatori, oppure con doposcuola
gestiti nel pomeriggio da cooperative.
In questa situazione è evidente che richiedere nuove sezioni di
Tempo Pieno non risulta agevole, ma come ai tempi
dell’istituzionalizzazione e della diffusione di questo modello,
il bisogno e la determinazione dei genitori e degli insegnanti
possono realizzare quello che le scelte politiche non intendono
concedere esplicitamente.
Vediamo l’iter.
Prima di tutto teniamo presente che la richiesta del tempo pieno
è collettiva e pubblica, e che più soggetti vengono coinvolti e
contattati esplicitamente in questa richiesta, più aumentano le
possibilità di successo non solo per i richiedenti ma anche per
altri gruppi di genitori nelle stesse condizioni.
Il modello scolastico muta in risposta a due richieste: quelle
di genitori e quelle di insegnanti.
Le richieste degli insegnanti vengono discusse e deliberate in
Collegio Docenti che è l’organo che delibera in materia di
didattica.
Il Consiglio di Circolo/Istituto, poi, deve decidere con
delibera il mutamento di modello scolastico o l’offerta della
nuova classe prima a tempo pieno.
Le richieste dei genitori dovrebbe trovare ascolto attraverso il
Consiglio di Circolo/Istituto e nel momento delle iscrizioni.
Quindi per mutare modello didattico delle classi (e a maggior
ragione delle classi prime) occorre il consenso degli insegnanti
e il gradimento dei genitori. Quando queste due istanze
propongono insieme l’attivazione del Tempo Pieno ai relativi
organi collegiali non dovrebbero sussistere problemi. Ma quando
la proposta parte solo dai genitori è necessario attivarsi
presto affinché venga recepita dal dirigente che la inoltri agli
organi collegiali e che poi predisponga modelli di iscrizione
adatti a verificare tale bisogno. Inoltre il dirigente deve
verificare le condizioni logistiche con l’assessorato locale per
la predisposizione della mensa.
Spesso i dirigenti non si pongono con atteggiamento di ascolto
rispetto a queste esigenze e quindi i gruppi di docenti o di
genitori che vogliono proporre il tempo pieno devono contare
sulle loro forze. Il Collegio Docenti può discutere e votare sui
modelli didattici quando sia incluso tale tema all’ordine del
giorno, sennò possono chiedere che venga messo all’ordine del
giorno con la raccolta di 1/3 delle firme dei componenti del
collegio. I genitori possono agire sia attraverso i propri
rappresentanti nel Consiglio di Circolo/Istituto, sia chiedendo
incontri con il dirigente scolastico, sia raccogliendo istanze
firmate da gruppi di genitori.
Ricordiamo comunque che è il Consiglio di Circolo/Istituto
l’organo decisionale per la formazione di una nuova classe a
tempo pieno o per il cambiamento di modello scolastico (e non il
dirigente che è soltanto un membro del consiglio e non ha in
questo caso poteri decisionali).
Il Consiglio esamina le proposte del Collegio, le approva o, a
seconda dei casi, le modifica o le rigetta.
Il Consiglio può deliberare con piena legittimità anche in
assenza di una proposta del Collegio Docenti; è però
consigliabile che la delibera sia in linea con i criteri
contenuti nel piano dell’offerta formativa (P.O.F).
Solitamente le istanze firmate da gruppi di genitori hanno peso
maggiore se sono rese pubbliche e indirizzate a tutti i soggetti
in qualche modo coinvolti (Dirigente, Presidente del Consiglio
di Istituto, Assessore, Dirigente del Centro Servizi
Amministrativi della Provincia, Ufficio scolastico regionale).
Inoltre la pubblicità viene assicurata dagli organi di
informazione (ogni presentazione di istanze andrebbe resa anche
pubblica con conferenze stampa) e dalla circolazione autogestita
dell’informazione (volantini dati agli altri genitori e affissi
fuori dalle scuole, banchetti, comunicazioni fatte circolare sui
siti amici come questo da cui avete scaricato queste
informazioni).
Fare presto questi passi potrebbe portare - nel caso della buona
volontà delle controparti - all'approvazione del nuovo modello
di classe a Tempo Pieno e quindi alla preparazione di un modello
di iscrizione coerente, con la possibilità di scegliere le 40
ore.
Qualora ciò non avvenga occorre che i genitori rilancino la loro
richiesta in sede di iscrizioni.
Per farlo occorre utilizzare e diffondere modelli di iscrizione
aggiuntivi a quelli predisposti dalla scuola in cui si possa
richiedere chiaramente il tempo pieno. Ovviamente anche questo
passaggio ha più forza se fatto pubblicamente.
A quel punto il dirigente scolastico dovrebbe avere l'obbligo -
sulla base delle iscrizioni - di richiedere personale
sufficiente per aprire la nuova sezione... se non lo richiede si
deve incalzare il dirigente anche perché il suo è un atto
dovuto, mentre se lo richiede la palla passa al ministero che
deciderà tra aprile e maggio se assegnare il personale
necessario (attraverso l’Ufficio scolastico Regionale e il
Centro Servizi Amministrativi).
Sul sito www.cespbo.it sono disponibili un modello per
richiedere nuove sezioni, un modello di integrazione
all'iscrizione e alcuni estratti normativi.
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