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Il documento è indirizzato a:
Presidente della Regione, Renato Soru
Assessore regionale all'Istruzione, Elisabetta Pilia
Presidente della Commisione Istruzione del Consiglio Regionale, Gian Luigi Gessa
Direttore generale dell'USR, Armando Pietrella
 
 

Una scuola di qualità per tutti

condizione del futuro della Sardegna

 

 

 

Il Decr. leg.vo 112 del 1998 (Capo III – Istruzione scolastica e Capo IV- Formazione professionale) e la Legge costituzionale n. 3 del 2000  affidano alla Regione il compito di organizzare il “sistema scolastico” sul territorio regionale. Finora tale potestà regionale non è stata utilizzata. Va dunque fatta con urgenza una legge regionale che dia esecutività a tale potere.

 

Da quali condizioni partire oggi volendo intervenire in maniera organica per migliorare in termini di qualità il servizio scolastico regionale sardo?

 

 

a)      L’organizzazione della scuola in Sardegna

 

-         Abbiamo distribuiti nelle vecchie quattro province:

-         103 Circoli Didattici, di cui………a CA 55, a OR 10, a NU 12, a SS 26.

-           86 Scuole Medie, di cui…………a CA 50, a OR   6, a NU 10, a SS 20.

-         126 Istituti Comprensivi, di cui…..a CA 43, a OR 15, a NU 40, a SS 28.

-           50 Licei-Ist.Mag./Art., di cui……a CA 20, a OR   4, a NU 10, a SS 16.

-           23 Istituti Istr. Sup./Gl., di cui…..a CA   6, a OR   3, a NU   3, a SS 11.

-           19 Istituti Professionali, di cui…..a CA  7, a OR    2, a NU   4, a SS  6.

               In tutto Istituti scolastici 407, di cui a CA 181, a OR 40, a NU 79, a SS 107.

 

 

b)      Le caratteristiche del servizio nel territorio

 

-         Presenza di piccoli plessi monocorso che denotano una rarefazione scolastica nel territorio.

-         Una permanenza di plessi di Scuola Primaria organizzati ancora in pluriclassi.

-         L’isolamento dei singoli istituti scolastici sia in provincia che nei capoluoghi.

-         La separazione di fatto fra Scuola Primaria e Scuola Media (di fatto troppo spesso persistente anche negli I.C.).

-         Una bassa percentuale di scuole a Tempo Pieno, concentrate per lo più nella provincia di Sassari.

-         Una elevata diffusione degli I.C., specie nella provincia di Nuoro.

-         Una scarsa conoscenza della qualità del servizio erogato dalle Scuole dell’Infanzia paritarie, lasciate in assenza di reali verifiche.

 

c)     Problemi aperti

 

-    La sottovalutazione degli elementi identitari, lingua e cultura, nel curricolo dell’educazione e della formazione dei giovani sardi.

-         I dati allarmanti sulla dispersione scolastica.

-         L’alta percentuale di mancata prosecuzione degli studi dopo la 3° Media (i giovani tra i 20 e i 29 anni della Sardegna con la sola licenza media sono addirittura al 38,73% con la punta più alta di Oristano che arriva al 41% e di Nuoro al 40,86%).

-         La discontinuità formativa, già evidente nella scuola dell’obbligo.

-         La difficoltà nella pianificazione delle competenze interistituzionali fra EE.LL. e Scuole dell’Autonomia.

-         La resistenza della scuola a organizzarsi in sistemi di rete collaborativa  tematica e soprattutto territoriale.

-         Il problema aperto dalla nuova articolazione istituzionale con il raddoppio delle Province.

-         La formazione in servizio del personale docente anche in ragione delle specificità socio-culturali del territorio regionale.

 

 

d)    Risorse esistenti e possibili

 

-         La quota regionale del curricolo scolastico ancora da definire nazionalmente e da destinare regionalmente (di cui agli art 7 e 10 del D. L.gs 59/2004); è questo lo spazio del curricolo locale da destinare all’apprendimento della lingua, della storia e della cultura sarde (oltre al 15% della quota delle istituzioni scolastiche autonome riconosciuta dall’art. 3 del D.M. 234/2000).

-         Il Progetto Marte nello sviluppo della rete telematica (comprese le sue implicazioni per lo sviluppo della documentazione, della comunicazione e della cooperazione, della formazione, del supporto alle scuole e ai singoli, della valorizzazione della lingua e della cultura sarda, etc.).

-         Le reti territoriali sviluppate dalle scuole autonome.

-         Gli Istituti Comprensivi con la loro esperienza quasi decennale.

-         La costruzione sperimentale di Distretti Formanti comprensivi di servizi d’area formativi, socio-assistenziali, sanitari e culturali integrati, come indicato nel “Programma di Sardegna Insieme”.

-         La presenza dell’Associazionismo professionale docente, risorsa fondamentale per lo sviluppo dello scambio nella ricerca-azione didattica cooperativa, e dell’IRRE.

-         La legge nazionale n. 482 del 1999 di tutela delle lingue minoritarie.

-         Il forte senso d’identità culturale regionale e comunitaria locale.

 

 

e)     Priorità

 

-         Una legge regionale nell’ambito del D.leg. 112/’98 e della Legge Costituzionale n° 3/2001 che definisca, in accordo con le otto nuove Province parametri territoriali unitari per i servizi (scolastico, sanitario, assistenziale, della formazione professionale, culturale e dei trasporti) e criteri sull’organizzazione del sistema dell’istruzione e della formazione.

-         Necessità d’affrontare il problema dei miniplessi con le pluriclassi, che, espressione di piccole e disperse realtà socio-urbane, sono spesso fonte di emarginazione e origine di possibile dispersione scolastica. Una risposta auspicabile è l’accorpamento delle pluriclassi in attrezzate scuole a T.P., fornendo gli adeguati servizi di mensa e trasporti.

-         Costituzione, attraverso un intervento regionale, di un biennio integrato di istruzione-formazione professionale che assicuri a tutti i ragazzi della Sardegna una istruzione di base oltre la 3° Media.

-         Attivazione di iniziative e servizi in accordo con l’USR e l’IRRE per un’azione di inserimento, recupero e sostegno nei confronti dei disabili, dei figli degli immigrati e di ogni forma di dispersione e disadattamento. 

-         La formazione di un “gruppo permanente di coordinamento” fra Assessorato regionale all’Istruzione e Ufficio Scolastico Regionale che garantisca lo scambio d’informazioni e il coordinamento degli interventi.

-         La generalizzazione degli Istituti Comprensivi, per la realizzazione della continuità formativa, con un numero di alunni non superiore a 600, al fine di garantire una adeguata funzionalità dell’Istituto.

-         La verifica generalizzata del rispetto delle norme e della qualità del servizio scolastico da parte delle scuole paritarie, quale condizione per il   l’accesso al finanziamento.

-         Estensione del Progetto Marte alla Scuola Primaria, evitando una ulteriore separazione fra questa e la Scuola Secondaria di Primo Grado.

 

 

f)      Opportunità

 

-         Prevedere un sostegno all’Associazionismo professionale docente e dei genitori per l’attivazione della partecipazione alle tematiche educative, la libera formazione docente per una attivazione della ricerca-azione in servizio e per l’educazione degli adulti.

-         Fissare delle provvidenze speciali per gli Istituti scolastici che si collegano in rete.

-         Privilegiare l’acquisto di materiali didattici ad uso collettivo (biblioteche, attrezzature e sussidi) al posto di materiale e contributi individuali per elevare la qualità del lavoro didattico e diffondere la pratica del laboratorio educativo.

-         Sostenere con appositi finanziamenti regionali la organizzazione zonale di conferenze aperte di servizio-progettazione educativa del territorio che veda coinvolti operatori, amministratori locali, forze sociali e utenza.

 

 

Coordinamento regionale sardo del M.C.E.

 

 

 

Oristano, 13 marzo 2005.