Una
scuola di qualità per tutti
condizione del futuro della Sardegna
Il Decr. leg.vo 112 del 1998 (Capo III
– Istruzione scolastica e Capo IV- Formazione professionale) e la Legge
costituzionale n. 3 del 2000 affidano alla Regione il compito di
organizzare il “sistema scolastico” sul territorio regionale. Finora tale
potestà regionale non è stata utilizzata. Va dunque fatta con urgenza una
legge regionale che dia esecutività a tale potere.
Da
quali condizioni partire oggi volendo intervenire in maniera organica per
migliorare in termini di qualità il servizio scolastico regionale sardo?
a)
L’organizzazione della scuola in Sardegna
-
Abbiamo distribuiti nelle vecchie quattro
province:
-
103 Circoli Didattici, di cui………a CA 55,
a OR 10, a NU 12, a SS 26.
-
86 Scuole Medie, di cui…………a CA 50, a
OR 6, a NU 10, a SS 20.
-
126 Istituti Comprensivi, di cui…..a CA
43, a OR 15, a NU 40, a SS 28.
-
50 Licei-Ist.Mag./Art., di cui……a CA
20, a OR 4, a NU 10, a SS 16.
-
23 Istituti Istr. Sup./Gl., di cui…..a
CA 6, a OR 3, a NU 3, a SS 11.
-
19 Istituti Professionali, di cui…..a
CA 7, a OR 2, a NU 4, a SS 6.
In tutto Istituti
scolastici 407, di cui a CA 181, a OR 40, a NU 79, a SS 107.
b)
Le caratteristiche del servizio nel territorio
-
Presenza di piccoli plessi monocorso che
denotano una rarefazione scolastica nel territorio.
-
Una permanenza di plessi di Scuola Primaria
organizzati ancora in pluriclassi.
-
L’isolamento dei singoli istituti scolastici
sia in provincia che nei capoluoghi.
-
La separazione di fatto fra Scuola Primaria e
Scuola Media (di fatto troppo spesso persistente anche negli I.C.).
-
Una bassa percentuale di scuole a Tempo Pieno,
concentrate per lo più nella provincia di Sassari.
-
Una elevata diffusione degli I.C., specie nella
provincia di Nuoro.
-
Una scarsa conoscenza della qualità del
servizio erogato dalle Scuole dell’Infanzia paritarie, lasciate in assenza
di reali verifiche.
c)
Problemi aperti
-
La sottovalutazione degli elementi identitari, lingua e cultura, nel
curricolo dell’educazione e della formazione dei giovani sardi.
-
I dati allarmanti sulla dispersione scolastica.
-
L’alta percentuale di mancata prosecuzione
degli studi dopo la 3° Media (i giovani tra i 20 e i 29 anni della Sardegna
con la sola licenza media sono addirittura al 38,73% con la punta più alta
di Oristano che arriva al 41% e di Nuoro al 40,86%).
-
La discontinuità formativa, già evidente nella
scuola dell’obbligo.
-
La difficoltà nella pianificazione delle
competenze interistituzionali fra EE.LL. e Scuole dell’Autonomia.
-
La resistenza della scuola a organizzarsi in
sistemi di rete collaborativa tematica e soprattutto territoriale.
-
Il problema aperto dalla nuova articolazione
istituzionale con il raddoppio delle Province.
-
La formazione in servizio del personale docente
anche in ragione delle specificità socio-culturali del territorio regionale.
d)
Risorse esistenti e possibili
-
La quota regionale del curricolo scolastico
ancora da definire nazionalmente e da destinare regionalmente (di cui agli
art 7 e 10 del D. L.gs 59/2004); è questo lo spazio del curricolo locale da
destinare all’apprendimento della lingua, della storia e della cultura sarde
(oltre al 15% della quota delle istituzioni scolastiche autonome
riconosciuta dall’art. 3 del D.M. 234/2000).
-
Il Progetto Marte nello sviluppo della
rete telematica (comprese le sue implicazioni per lo sviluppo della
documentazione, della comunicazione e della cooperazione, della formazione,
del supporto alle scuole e ai singoli, della valorizzazione della lingua e
della cultura sarda, etc.).
-
Le reti territoriali sviluppate dalle scuole
autonome.
-
Gli Istituti Comprensivi con la loro esperienza
quasi decennale.
-
La costruzione sperimentale di Distretti
Formanti comprensivi di servizi d’area formativi, socio-assistenziali,
sanitari e culturali integrati, come indicato nel “Programma di Sardegna
Insieme”.
-
La presenza dell’Associazionismo professionale
docente, risorsa fondamentale per lo sviluppo dello scambio nella
ricerca-azione didattica cooperativa, e dell’IRRE.
-
La legge nazionale n. 482 del 1999 di tutela
delle lingue minoritarie.
-
Il forte senso d’identità culturale regionale e
comunitaria locale.
e)
Priorità
-
Una legge regionale nell’ambito del
D.leg. 112/’98 e della Legge Costituzionale n° 3/2001 che definisca, in
accordo con le otto nuove Province parametri territoriali unitari per i
servizi (scolastico, sanitario, assistenziale, della formazione
professionale, culturale e dei trasporti) e criteri sull’organizzazione del
sistema dell’istruzione e della formazione.
-
Necessità d’affrontare il problema dei
miniplessi con le pluriclassi, che, espressione di piccole e disperse realtà
socio-urbane, sono spesso fonte di emarginazione e origine di possibile
dispersione scolastica. Una risposta auspicabile è l’accorpamento delle
pluriclassi in attrezzate scuole a T.P., fornendo gli adeguati
servizi di mensa e trasporti.
-
Costituzione, attraverso un intervento
regionale, di un biennio integrato di istruzione-formazione
professionale che assicuri a tutti i ragazzi della Sardegna una istruzione
di base oltre la 3° Media.
-
Attivazione di iniziative e servizi in accordo
con l’USR e l’IRRE per un’azione di inserimento, recupero e sostegno nei
confronti dei disabili, dei figli degli immigrati e di ogni forma di
dispersione e disadattamento.
-
La formazione di un “gruppo permanente di
coordinamento” fra Assessorato regionale all’Istruzione e Ufficio
Scolastico Regionale che garantisca lo scambio d’informazioni e il
coordinamento degli interventi.
-
La generalizzazione degli Istituti Comprensivi,
per la realizzazione della continuità formativa, con un numero di alunni non
superiore a 600, al fine di garantire una adeguata funzionalità
dell’Istituto.
-
La verifica generalizzata del rispetto delle
norme e della qualità del servizio scolastico da parte delle scuole
paritarie, quale condizione per il l’accesso al finanziamento.
-
Estensione del Progetto Marte alla
Scuola Primaria, evitando una ulteriore separazione fra questa e la Scuola
Secondaria di Primo Grado.
f)
Opportunità
-
Prevedere un sostegno all’Associazionismo
professionale docente e dei genitori per l’attivazione della partecipazione
alle tematiche educative, la libera formazione docente per una attivazione
della ricerca-azione in servizio e per l’educazione degli adulti.
-
Fissare delle provvidenze speciali per gli
Istituti scolastici che si collegano in rete.
-
Privilegiare l’acquisto di materiali didattici
ad uso collettivo (biblioteche, attrezzature e sussidi) al posto di
materiale e contributi individuali per elevare la qualità del lavoro
didattico e diffondere la pratica del laboratorio educativo.
-
Sostenere con appositi finanziamenti regionali
la organizzazione zonale di conferenze aperte di servizio-progettazione
educativa del territorio che veda coinvolti operatori, amministratori
locali, forze sociali e utenza.
Coordinamento regionale sardo del M.C.E.
Oristano, 13 marzo 2005. |