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LA RIFORMA MORATTI - Legge 53/2003 e decreti applicativi
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Che cosa cambia nelle scuole dell'infanzia: a) Anticipo a due anni e mezzo b) Orario di funzionamento lasciato all’autonomia organizzativa delle scuole tra 875 e 1700 ore (da 25 ore a 49 ore settimanali, cioè da 5 a quasi 10 ore al giorno). c) Il cambiamento degli Orientamenti della scuola dell'infanzia.
Che cosa cambia nelle scuole elementari: a) La diminuzione complessiva del "tempo scuola" (27 ore settimanali + 3 ore opzionali) b) Scomparsa di tempo pieno e tempo prolungato c) Anticipo dell'iscrizione dei bambini a 5 anni e mezzo d) Abolizione dei moduli e della contitolarità dei docenti nelle classi e introduzione dell'insegnante prevalente nelle scuole elementari e) Introduzione delle ore facoltative (3 ore settimanali), personalizzazione dei piani di studio e portfolio (a cura del tutor) f) Riforma dei programmi Che cosa cambia nella scuola media a) Diminuzione del tempo scuola (27+3); Abolizione del tempo prolungato b) Articolazione dell'orario in insegnamenti obbligatori (27 ore settimanali) e insegnamenti opzionali (3 ore settimanali); Articolazione degli anni 2+1 c) Introduzione dell'insegnante prevalente - tutor; abolizione della funzione dei consigli di classe d) Valutazione biennale e test INVALSI nazionali e) Riforma dei programmi attraverso indicazioni nazionali non prescrittive f) Personalizzazione del piano di studio e relativa introduzione del portfolio.
Che cosa cambia alle superiori (bozza di decreto) 1. Dicotomia del sistema di istruzione- formazione professionale: Sistema di istruzione secondaria di secondo grado e sistema dell'istruzione e formazione professionale. Raccordo teorico tra i due sistemi 2. Sistema dei licei articolato in otto tipi: Liceo classico, Liceo scientifico, Liceo linguistico; Liceo delle scienze umane; (questi licei sono senza indirizzi); Liceo musicale e coreutico (in due indirizzi distinti); Liceo Artistico con tre indirizzi: arti figurative, architettura design ambiente; audiovisivo, multimedia, scenografia; liceo economico, con due indirizzi: economico aziendale e economico istituzionale, ognuno con quattro varianti; Liceo tecnologico con otto indirizzi meccanico-meccatronico; elettrico-elettronico; informatico e comunicazione; chimico e materiali; tecnologie tessili; produzioni biologiche e biotecnologie alimentari; costruzioni ambiente e territorio; logistica e trasporti. 3. Scomparsa dell'istruzione tecnica e cancellazione dei titoli di studio terminali e professionalizzanti Cancellazione del valore legale del titolo di studio. 4. Sistema dell'istruzione e formazione professionale articolato in dieci aree di base: agricolo ambientale; tessile - sistema moda; meccanica; chimica e biologica; grafica e multimediale; elettrico- elettronico-informatica; edile e del territorio; turistica e alberghiera; aziendale- amministrativa; sociale- sanitaria. Altre aree istituite dalle Regioni 5. Corsi di istruzione professionale: corsi triennali, che danno una qualifica di operatore, e corsi quadriennali che danno un diploma di tecnico. 6. Diminuzione del tempo scuola si passa ad una media di 27-30 ore settimanali contro le 36-40 dei professionali. 7. Riforma dei quadri orario articolati in tre rami: insegnamenti obbligatori per tutti (27 ore in media), opzionali obbligatori; opzionali facoltativi. 8. Taglio consistente al percorso scolastico: mediamente 891 ore annue (27 ore settimanali) obbligatorie rispetto alle 990/1320 attuali per un orario settimanale di 30/40 ore. 9. Eliminazione di alcune e contenimento di altre discipline, semplificazione dei contenuti della didattica e imposizione di una didattica modulare. 10. Tagli del personale scolastico: tagli del precariato e formazione del neoprecariato (a partire dagli ITP). 11. Formazione professionale valida per l'assolvimento dell'obbligo formativo, compreso l'apprendistato previsto dalla Legge Biagi. Personalizzazione dei percorsi personalizzati, che possono prevedere apprendimenti in contesti di lavoro, apprendistato, tirocinio. Creazione del Libretto formativo del cittadino che riporterà le esperienze formative. 12. Quadri orario dell'istruzione professionale: 990 ore annue (30 settimanali), di cui il 75% a scuola (22 ore e mezza), il 25% in contesti lavorativi (7 ore e mezza). E' previsto il 75% di presenza obbligatoria, il che significa che le ore di obbligo di presenza a scuola scende a 17 ore settimanali 13. Regionalizzazione di tutta l'Istruzione Professionale di stato (25% degli studenti) e di molti indirizzi degli attuali 39 degli Istituti Tecnici (35% degli studenti). 14. Alternanza scuola lavoro prevista nei corsi di formazione e istruzione professionale, ma anche nei licei, con introduzione di agenzie formative esterne alla scuola. 15. Privatizzazione dell'istruzione: la formazione professionale sarà gestita da aziende, enti confessionali o di emanazione sindacale. 16. Dequalificazione dell'istruzione professionale a formazione professionale, con possibile permanente subalternità e marginalità i giovani che le conseguono. 17. Ridefinizione del diritto dovere all'istruzione e/o formazione, esplicato con la frequenza di un liceo, di un corso di istruzione o formazione professionale, o con l'apprendistato in azienda. 18. Periodo di apprendistato svolto in un'azienda valido come esperienza scolastica, anche ai fini dell'assolvimento del diritto dovere all'istruzione. 19. Passerelle: possibilità di passare da un liceo ad un altro, o anche dalla formazione professionale al sistema dei licei. rientrare a scuola dopo l'esperienza nella formazione professionale. Istituzione de sistemi di credito formativo. 20. Introduzione anche nella scuola superiore dei tutor: il tutor interno e il tutor esterno.
Il sistema nazionale di valutazione. Istituzione di un servizio nazionale di valutazione esterna, gestito dall'Istituto Nazionale del sistema di valutazione (INVALSI), che diventerà un ente di ricerca autonomo dotato di un proprio capitolo nel bilancio statale (10,3 milioni di euro dal 2005). Compiti: preparare le prove nazionali degli esami di stato, valutare le iniziative di orientamento di lotta alla dispersione scolastica e formare gli insegnanti all'autovalutazione. Partecipazione a progetti internazionali di valutazione e alla formazione del personale dirigente e docente coinvolto nelle attività di valutazione. Il sistema di valutazione tenderà ad applicare parametri standard agli altri stati occidentali. Ricadute sulla didattica di tale forma di valutazione standardizzata.
Riforma degli organi collegiali (allo stato di bozza) La bozza di riforma degli Organi collegiali di scuola, prevede: - la riduzione de poteri del Consiglio di istituto; riduzione dei poteri del Collegio; abrogazione dei consigli di classe, sostituiti dal nucleo dei docenti (interni ed esterni) responsabili dei percorsi didattici e educativi; istituzione dei nuclei di valutazione del funzionamento della scuola. Reclutamento e formazione (allo stato di bozza). Istituzione di corsi di laurea specialistica biennali abilitanti presso le università - per l'insegnamento in tutti i gradi e gli ordini di studi, compresa la formazione professionale. Corsi a numero chiuso programmati ogni triennio per le diverse classi di abilitazione. Creazione di una apposita struttura d'ateneo denominata Centro per la formazione degli insegnanti" e di Centri di eccellenza per la formazione permanente degli insegnanti delle istituzioni di istruzione e di formazione. Attività di formazione dei formatori e di ricerca scientifica sull'apprendimento - insegnamento scolastico e sulla formazione permanente e ricorrente degli insegnanti. Collocazione dei laureati e diplomati abilitati in apposite graduatorie, distinte per gradi di scuole e classe di abilitazione, assegna alle scuole per lo svolgimento di un anno di applicazione all'insegnamento, con contratto di formazione. E' previsto un anno di prova di insegnamento, supportato da attività formative connesse all'esperienza didattica in corso di svolgimento, coordinate dal Centro di ateneo. Valutazione a cura del comitato per la valutazione del servizio, o da analogo organismo da istituirsi nelle scuole paritarie e nel sistema dell'istruzione e formazione professionale. Poi contratto di lavoro a tempo indeterminato, con vincolo di permanenza triennale. |
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