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    Oltre il Libro di Testo

Il progetto delle “Biblioteche di classe”

nel III° Circolo Didattico di Quartu Sant’Elena (Cagliari)

     

Hanno partecipato alla stesura dell'intervista, oltre al Dirigente Scolastico Annamaria Sanna, gli insegnanti Fabio Corona, Marco Maxia, Rita Sotgiu, Maria Denotti e Teresa Diana.

   

 

 

Come è maturata l’idea e come si è giunti ad una votazione unanime del Collegio?

   

Un anno fa, al centro della tempesta agitata dalla circolare Moratti sulle norme di compilazione dei libri di testo, il nostro Circolo fece una scelta in favore di materiali alternativi: non ci interessava arrovellarci su considerazioni riferite alle trenta pagine in più o in meno, volevamo impostare una scelta che andasse oltre il modello culturale rappresentato da un testo unico e uguale per tutti. Abbiamo sempre considerato libri di lettura e sussidiari limitati proprio per la loro unicità, per la funzione di uniformare il quadro delle risorse informative e culturali cui attingere per la costruzione della conoscenza. Restringere ancora tale quadro di disponibilità di informazioni portava il libro di testo a dichiarare finalmente di essere inadeguato. Inadeguato ancorché impoverito, inattuale perché marginale rispetto ai flussi comunicativi del mondo contemporaneo, insufficiente a sviluppare abilità di organizzazione delle fonti del sapere.

In ultima istanza veniva a indebolirsi il riferimento all’offerta formativa del nostro Circolo, mirata ad elevare la qualità dell’azione educativa e formativa, e che improvvisamente avrebbe dovuto fare i conti con pubblicazioni impoverite anche sotto il profilo dei contenuti.

Queste ragioni sono state implicitamente accettate e fatte proprie dal collegio dei docenti che approvò all’unanimità una delibera in favore delle scelte alternative.

   

 

 

I genitori come sono stati coinvolti e preparati a questa opzione nuova della scuola? E come hanno reagito di fronte alla scelta e alla sua applicazione?

   

Nel corso degli incontri con gli insegnanti, i genitori degli alunni sono stati informati della scelta fatta dal Collegio che è stata da loro apprezzata. Gran parte di loro ha mantenuto un atteggiamento di partecipazione attenta e favorevole, mentre in alcuni è emerso il bisogno di sicurezza garantito dalla presenza fisica del libro tradizionale.

   

 

Nel recente passato nella vostra scuola erano già maturate scelte ed esperienze didattiche non formalizzate di superamento dell’uso del libro di testo in classe? Ce ne puoi parlare?

   

L’unanime volontà espressa nella delibera d’adozione di materiali alternativi non poteva esplodere improvvisamente in mancanza di condizioni favorevoli che la giustificassero nei presupposti pedagogici e la amplificassero nei suoi significati culturali.

Vogliamo dire che tale decisione covava nelle lunghe pratiche d’uso di predisposizione di materiali integrativi del libro di testo, facenti parte del patrimonio comune dei plessi e/o messi a disposizione dai docenti e di piccole raccolte di libri, frutto di donazioni da parte delle famiglie degli alunni.

     

Mi spiegate come si è articolata la sua traduzione concreta in quest’anno scolastico appena conclusosi? E’ stata una applicazione uniforme o c’è stata una varietà di esperienze?

   

Sapevamo che i tempi non erano maturi per affrontare tutti insieme la perigliosa avventura dell’abbandono del libro di testo unico per tutti in favore di alternative attuate con le magre risorse disponibili.

La stessa delibera, improntata sull’idea dell’autonomia della scuola e anche dei singoli docenti di fronte a scelte che mettevano in gioco sia le risorse complessive della scuola sia le storie professionali di ciascuno, assumeva al suo interno tutte le variabili connesse alle opzioni possibili.

Ribadiva però la necessità di mantenere attiva l’opzione in favore della pluralità delle scelte. Si voleva cioè trasferire gradualmente il patrimonio esperenziale di gran parte degli insegnanti sul terreno di pratiche educative più avanzate, cominciando ad affiancare al libro di testo dei nuclei di Biblioteche di Classe, di cui praticare concretamente l’efficacia formativa.

 

Gli atti conseguenti alla delibera in favore di scelte alternative ha visto il trasferimento delle risorse spendibili attraverso le cedole verso l’acquisto di opere monografiche, ma anche di manuali operativi o tradizionali libri di testo di edizioni pregresse.

 

Contemporaneamente sono state rese disponibili  quote finanziarie minori sempre per l’acquisto di libri. I moduli che si sono attivati nella scelta alternativa hanno quindi compilato gli elenchi dei materiali librari da acquistare.

 

La fase attuativa è stata monitorata mediante un questionario d’indagine che ci ha permesso di quantificare le opzioni praticate:

-          libri preriforma

-          libri preriforma + materiali alternativi

-          solo libri alternativi

 

Nella predisposizione di materiali alternativi  registriamo

 

- Libri scelti e portati dai bambini

- Uso di libri/manuali di tipo operativo

 

 

All’interno di questa fase di avvio si colloca e si giustifica la realizzazione dello Schedario di Lavoro delle Biblioteche di Classe, realizzato dall’operatore alle tecnologie e sviluppato con la condivisione di cinque classi terze del Circolo.

 

Lo Schedario rappresenta un tentativo di costruzione dal basso di una risorsa ampia, condivisibile e allargabile. E’ una risorsa didattica, in primo luogo, rapidamente disponibile, pronta all’uso individuale in tempi immediati o differiti. E’ una risorsa d’archivio, indicizzata in elenchi stampati o consultabile in un dataBase, che può essere individuata all’interno di una fase di ricerca in classe.

 

Il nucleo essenziale dello Schedario è rappresentato da un layout Word di una pagina in dimensione orizzontale e divisa in due colonne. Si ottiene così un pieghevole a quattro pagine, ciascuna delle quali ospita i contenuti all’interno di una struttura tabellare. Questo layout iniziale evolve nelle forme derivate a otto, sedici, ventiquattro, trentadue pagine. Si tratta quindi di modelli di documento sempre disponibili al momento della creazione di un nuovo file dello Schedario. Il layout appena descritto rappresenta il modello stampabile, riproducibile su cartoncino e da collocare negli scaffali alveolari della Biblioteca di Classe.

 

A circa un anno dalla presentazione della delibera che formulava tra l’altro “l’ipotesi d’uso sistematico delle tecnologie informatiche per la produzione e la circolazione di materiali alternativi al libro di testo tradizionale” possiamo dire che sono stati prodotti 380 titoli, riferiti in particolare a narrativa (favole, fiabe, racconti), scienze, storia e geografia. Ciascuno dei titoli è stampato in schede da 4 a 32 pagine e reca nell’area d’intestazione il simbolo grafico di riferimento. Abbiamo usato i simboli grafici usati ufficialmente nelle Biblioteche per ragazzi.

 

Il nucleo forte delle Biblioteche di Classe è costituito però dalle collezioni di monografie, volumetti di piccolo formato, che possono essere letti o consultati in tempi rapidi, adatti quindi all’uso collettivo in regime di prestito individuale.

 

La struttura fisica in cui si riconoscono le Biblioteche di Classe è lo scaffale alveolare, presente in tutti i caseggiati, ripartito in sezioni, che permettono di indicare, anche visivamente, un modello di organizzazione della conoscenza e dei saperi in forma reticolare, e sulla base della classificazione decimale Dewey, seppure semplificata.

     

Durante l’anno sono emerse difficoltà, atteggiamenti di arretramento o la proposta sta coinvolgendo e convincendo più diffusamente ed in profondità?

   

Avevamo impostato lo sviluppo del progetto su criteri di gradualità e di condivisione, proprio per facilitare e consolidare la sua estensione alla maggior parte delle situazioni. Le difficoltà emerse sono relative, pensiamo, alla fase di rodaggio dell’esperienza e del progetto. Anche le risorse materiali necessarie, peraltro, si renderanno disponibili gradualmente. Solo con il tempo potremo assistere al suo consolidamento e ampliamento.

     

Quali iniziative sono state messe in atto per aiutare le pratiche e consolidare collettivamente la scelta fatta dal Collegio all’inizio dell’anno scolastico?

   

Pensiamo che nelle classi si debba giungere alla configurazione precisa dell’organizzazione di “prestiti individuali” attraverso la cui pratica è possibile leggere l’avviamento e il successo di una promozione della lettura in chiave di scelte personali.

Il raggiungimento della fase matura dell’organizzazione delle Biblioteche di Classe è strettamente legato alla funzionalità del Catalogo per autore e per soggetti.

E’ già possibile interrogare il Catalogo per via informatica attraverso i campi di un DataBase. Si tratta ora di perfezionare le possibilità della ricerca etichettando ciascuna opera in relazione alla classe bibliografica di appartenenza e alla collocazione fisica negli scaffali. Poi si tratterà soprattutto di estendere – attraverso investimenti mirati – il patrimonio delle opere disponibili.

     

A conclusione dell’anno scolastico quale bilancio in merito alla collaborazione interdocente potete trarre e quale valutazione date rispetto agli esiti formativi ottenuti?

   

La valutazione di questo aspetto dipende dai diversi approcci dei singoli team modulari alle possibilità offerte dall’adozione alternativa. C’è stata una buona collaborazione in fase di elaborazione degli elenchi dei libri e di ricerca dei materiali. Durante il corso dell’anno l’obiettivo principale è stato quello – per ciascun docente – di organizzare il lavoro nella propria disciplina ma aprendosi a livello orizzontale in situazione di rete, cioè di collaborazione e di scambio, seppure limitata ancora alle dimensioni di area di condivisione delle esperienze.

     

Come si pensa di affrontare la riconferma di tale scelta pedagogica il prossimo anno scolastico? Diventerà un termine portante dell’identità del vostro Istituto e della impostazione del nuovo POF?

   

Il nostro Circolo confermando la delibera dello scorso anno, pensa di sviluppare ulteriormente il progetto di allestimento delle Biblioteche di Classe, sempre mantenendo fermi i principi del gradualismo e della pluralità delle scelte.  Abbiamo presenti i rischi costituiti dalla scarsità delle risorse che rallentano lo sviluppo del progetto rendendolo debole di fronte al suo dichiararsi alternativa a qualcosa che è dato, che è certo, che è facile.

Tuttavia, è la grande valenza pedagogica della scelta a rafforzarla anche nelle difficoltà attuative che pensiamo di superare attraverso la disponibilità continuativa di una quota importante del bilancio d’Istituto e i contributi dell’Amministrazione Locale che speriamo dimostri sensibilità e senso delle cose di fronte alle tante dichiarazioni d’intenti sugli investimenti nella cultura e nella conoscenza.

E’ evidente poi che sarà la pratica educativa portata avanti negli anni a costituire i tratti distintivi che potranno contrassegnare la nostra offerta formativa. Nel prossimo anno scolastico, evidentemente, il nostro piano dell’offerta formativa conterrà estesamente le scelte praticate in merito alle adozioni alternative.

   

 

(intervista a cura di Rinaldo Rizzi)