<<home

<< indietro

 

DOCUMENTO del Coordinamento docenti Scuole Superiori CAGLIARI - contro la Riforma Moratti

 

 

 

 

Per la difesa della Scuola Pubblica e per l’abrogazione della Legge 53 

LE/I DOCENTI del Coordinamento docenti Scuole Superiori CAGLIARI, riunitosi nei giorni 8 e 13 giugno 2005, esaminata la legge 53 e i suoi decreti applicativi, chiede l'abrogazione della Legge in toto, in quanto ne rifiuta la logica sottostante e l'impianto complessivo che modifica e snatura la scuola pubblica italiana.

In particolare la Legge prevede:

• la divisione del sistema scolastico e formativo in due canali, Il canale liceale, di competenza dello Stato, sostanzialmente finalizzato al proseguimento degli studi universitari, e il canale professionale, gestito dalle regioni, di durata inferiore (triennale oquadriennale), appiattito sulla “formazione professionale” e orientato all’inserimento precoce nel mondo del lavoro;

• la sparizione di tutta l'istruzione tecnica; 

• una forte riduzione del tempo scuola (25-27 ore settimanali) con gravi conseguenze quantitative e qualitative sul servizio fornito e sugli organici del personale docente e ATA della scuola; 

• la distinzione tra ore obbligatorie e ore facoltative;

• il ridimensionamento dei curricola nazionali, a favore dei currciola di scuola, per cui ogni scuola, in nome dell’autonomia, può inventarsi nel monte ore opzionale i percorsi curriculari che desidera;

• la privatizzazione dei percorsi curriculari opzionali;

• la diminuzione, nei curricula, delle discipline di indirizzo per oltre la metà del monte ore precedente, con la drastica riduzione di alcune discipline formative;

 

Tale impianto di scuola produce una vera e propria destrutturazione del sistema scolastico pubblico, aperto a tutti e articolato in una molteplicità di indirizzi, che interessa anche il complesso dell’Istruzione Secondaria Superiore, e che comporta un generale impoverimento della scuola.

Si dequalifica il livello culturale e formativo dell’Istruzione Tecnico-Professionale disperdendone il patrimonio specifico che ha rappresentato, nel sistema scolastico italiano, un momento fondamentale per la crescita della scolarizzazione e l’innalzamento della formazione culturale degli studenti.

Si introduce, anche nei Licei, la riduzione del tempo scuola a quattro anni per chi non si iscrive all’Università e si determina una progressiva irregolarità dei curricula.

Si tratta di un’impostazione classista della scuola italiana che consentirà, nella pratica, l’accesso all’Università per una parte degli studenti liceali, determinerà l’eliminazione del valore legale del titolo di studio e ridurrà il valore complessivo della Scuola Superiore Pubblica al fine di favorire la privatizzazione di alcuni percorsi relativi alle discipline facoltative.

Quest’operazione di "riforma" avviene in un contesto generale di tagli e di precarizzazione del lavoro presente e futuro, ha come assunto l’idea della competizione come idea del mondo, ed è stata sostenuta e anticipata da una serie di interventi già in atto, quali:

• la saturazione degli organici a 18 ore con il conseguente stravolgimento delle cattedre e della continuità didattica e la scomparsa di docenti a disposizione, indispensabili per garantire le supplenze brevi;

• l’abolizione dell’obbligo scolastico, il passaggio al diritto-dovere e l’anticipo dell’età alla quale lo studente è obbligato a scegliere l’articolazione del proprio percorso scolastico;

• la possibilità di esternalizzare, e quindi affidare a privati, servizi scolastici sia funzionali alla didattica (pulizie, assistenza, segreterie, ecc.) sia d’insegnamento;

• l’ulteriore consistente riduzione degli organici. 

LE/I DOCENTI del Coordinamento docenti Scuole Superiori CAGLIARI, esprimono un fermo rifiuto di questo progetto e, aderendo ai diversi appelli già avanzati in questa direzione da vari Coordinamenti di scuole ed organismi istituzionali, propongono l'abrogazione della legge 53 ribadiscono l’opposizione ad ogni progetto governativo volto a smantellare la struttura della scuola pubblica e a impoverirne i contenuti con una progressiva e costante riduzione di fondi e risorse.

In tal senso si vuole affermare:

• la difesa della scuola pubblica come luogo di formazione della coscienza civile, democratica e pluralista dei giovani, della loro capacità critica e di pensiero;

• il mantenimento del Sistema dell’istruzione Tecnica e Professionale statale, che interessa oltre il 60% dell'attuale sistema dell'istruzione, e dei diplomi attualmente rilasciati e dei programmi nazionali;

• la necessità di una riforma scolastica che difenda il principio dell’unitarietà del sistema scolastico pubblico nazionale, ristabilisca l’equivalenza e l’omogeneità formativa dei diversi percorsi contro la frammentazione regionale, estenda l’obbligo scolastico, almeno sino a 16 anni, per poi portarlo gradualmente sino ai 18 anni, garantisca un sistema d’istruzione tecnica e professionale all’interno di un piano d’istruzione nazionale e si ponga il problema del superamento del fenomeno della dispersione scolastica attualmente a livelli inaccettabili per un paese europeo;

• la necessità che la formazione professionale segua un percorso di istruzione serio e che pertanto si possa cominciare solo dopo il biennio superiore;

• l’autonomia e la centralità del Collegio dei docenti come luogo dell’elaborazione del Progetto educativo e didattico;

• la necessità che sia garantita la formazione e l'aggiornamento in servizio per tutto il corpo docente;

• la necessità che le scuole non siano impoverite del personale necessario a mantenerle in vita, contrariamente a quanto è accaduto in questi anni , dove le risorse sono state sistematicamente distratte dalla scuola pubblica;

• la necessità che la riforma della scuola pubblica sia attuata con il sostegno dei docenti e degli altri operatori, poiché non si può prescindere dalle esperienze maturate in questi anni nella sperimentazione, nel tempo prolungato, nelle pratiche innovative che hanno visto migliaia di insegnanti avviare un processo di riforma democratica dal basso: qualunque sia la maggioranza che governa il Paese.

Cagliari, 20 giugno 2005