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Forum delle Associazioni per la Scuola - Cagliari

 

 
 

 

  Lettera aperta a

Presidente della Giunta Regionale  della Sardegna On. Renato Soru

Presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale della Sardegna

Assessore alla Pubblica Istruzione della RAS

Assessore al Lavoro della RAS

 

Con la riforma del titolo V della Costituzione L.3/2001 viene attribuita alle Regioni potestà legislativa esclusiva in materia di “istruzione e formazione professionale” e potestà legislativa concorrente in materia di “istruzione”.

Per la Costituzione italiana la Regione diviene il più vicino interlocutore del cittadino in un settore fondamentale per la formazione della persona, in un momento in cui il nuovo centralismo statale viene utilizzato per svuotare di contenuto i diritti costituzionali.

Infatti la L.53/2003, nota come Legge Moratti, sta attuando una riforma del sistema dell’istruzione e della formazione che non si ispira ai principi costituzionali, bensì si propone un’idea di scuola che promuove il conseguimento “di una formazione morale e spirituale” e che non tiene conto che una scuola moderna deve essere laica e pluralista e non può imporre una morale di Stato.

Tale riforma abroga esplicitamente l’obbligo scolastico ed introduce il diritto –dovere all’istruzione per almeno 12 anni o comunque sino al compimento del 18° anno di età; inoltre esso può essere realizzato anche in alternanza scuola- lavoro, purché gli studenti abbiano compiuto il 15° anno di età.

Secondo la legge 53 tale diritto, infatti, può realizzarsi indifferentemente nel sistema dell’istruzione o in quello della formazione professionale.

La legge Moratti pertanto produce un grave svuotamento del diritto all’istruzione sancito dall’art. 33 della Costituzione, riducendo notevolmente il dovere dello Stato ed il suo impegno a rimuovere quegli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (art. 3 della Costituzione).

Noi cittadini, aderenti al Forum delle Associazioni, crediamo invece

che il diritto all’istruzione debba essere garantito dallo Stato, nella scuola pubblica laica e democratica;

che debba essere mantenuto nel paese il principio dell’obbligo scolastico, che ha consentito l’alfabetizzazione dell’Italia, uno dei maggiori paesi industrializzati, in appena sessant’anni;

che l’ulteriore sviluppo economico del paese si realizzi attraverso una migliore qualità dell’istruzione e attraverso un’istruzione per tutti almeno fino ai 18 anni.

Crediamo che la nostra Regione abbia nei suoi governanti e nei suoi cittadini le risorse necessarie per raccogliere questa sfida.

Chiediamo che la Regione eserciti pienamente le sue funzioni, con l’urgenza derivante dagli alti livelli di dispersione scolastica locale e dagli effetti devastanti dovuti all’introduzione della l. 53/2001 che in Sardegna ha già espulso dalla scuola pubblica circa 10.000 studenti.

Non dobbiamo arrivare all’apertura del prossimo anno scolastico senza gli strumenti normativi ed amministrativi necessari per affrontare il problema.

 

Per il Forum delle Associazioni per la Scuola

Rosa Maria Maggio (CIDI), Rita Sanna (Cittadini per l’Ulivo), Giuseppe Andreozzi (Comitato Scuola Città), Maria Teresa Lecca (GISCEL), Maria Rosa Giannalia (LEND) , Luisanna Ardu (MCE), Elisabetta Piro (ANISN), Maria Polo (CRSEM), Luciana Morini (UCIIM), Daniele Altieri (Società Sarda Pedagogisti).

 
   
 

 

 
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