| Formazione - proposte di Is Mascareddas compagnia viaggiante di burattini e marionette |
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Laboratorio base sulla costruzione e sulla animazione dei burattini - rivolto agli educatori |
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Laboratorio base sulla costruzione e sulla animazione dei burattini - rivolto agli alunni delle scuole dell'infanzia e primaria |
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| Mediatori didattici | |||
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UN TEMA - UNA SCUOLA
Per l’AREA GEO-STORICA
Per una storia di tutti, perché tutti possano avere una storia.
Questa in sintesi la grande finalità che dovrebbe perseguire la scuola, oggi.
formazione dei docenti
. Formazione in servizio
TITOLO DEL
CORSO: “LA LINGUA SARDA A SCUOLA”
testo bilingue
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Dopo lunghi anni di attesa e di dibattiti, in particolare con la promulgazione della legge15 Dicembre 1999, n.482, è stata finalmente riconosciuta la fondamentale importanza della lingua e della cultura nativa nella formazione del bambino perché ne favorisce lo sviluppo di una solida identità personale e culturale. Infatti, chi non valuta positivamente la propria cultura di appartenenza e se stesso è insicuro, passivo e influenzabile, cerca sicurezza nella omologazione alla cultura dominante, nella quale non sempre discerne gli aspetti negativi da quelli positivi.
La lingua è strettamente legata alla cultura di cui è espressione e parte essenziale. Anche quando i bambini sardi hanno raggiunto una buona padronanza dell’italiano, il sardo rimane sempre la loro lingua, la loro cultura, il loro modo di pensare, di essere, di vivere, di comunicare.
Siamo pertanto convinti che in una società bilingue e biculturale come quella sarda l’uso e lo sviluppo del sardo nella scuola sia necessario e utile per tutti i bambini dell’isola, sia per quelli che parlano il sardo, sia per quelli che non lo sanno parlare, perché tutti hanno il diritto-bisogno di conoscere la propria lingua e di potersi costruire una identità culturale e sociale. Di questo bisogno formativo i bambini non sono certamente consapevoli, ma la scuola ha il compito di creare le condizioni perché esso possa emergere e possa trovare una risposta.
Le finalità che con l’educazione bilingue ci si propone di perseguire possono essere sintetizzate nei seguenti punti:
- convincere gli insegnanti che si può imparare e insegnare il sardo e qualunque altra disciplina usando come lingua veicolare il sardo, a patto che si abbia la volontà di prepararsi seriamente.
- presentare alcune possibili percorsi didattici per: a) imparare a leggere e scrivere in sardo fin dalla prima classe della Scuola Primaria; b) imparare a leggere e comprendere testi di vario tipo; c) insegnare matematica, geografia , scienze in sardo.
METODOLOGIA
- Presentazione delle problematiche e delle esperienze fatte in vent’anni di insegnamento. Attività laboratoriali in cui vengono sperimentati i materiali didattici: gli insegnanti diventano discenti e devono affrontare gli stessi percorsi che potranno poi essere riproposti agli alunni.
- Adattamento dei materiali ed eventuale preparazione di nuovi materiali a seconda delle esigenze e degli interessi dei corsisti.
CONTENUTI
Percorso A
- Perché il sardo a scuola;
- Che cosa si intende per insegnamento della lingua sarda e per insegnamento bilingue;
- Problemi relativi all’insegnamento della lingua sarda nella Scuola Primaria e dell’Infanzia;
- La preparazione degli insegnanti;
- I tempi e gli orari di insegnamento;
- La variante linguistica;
- Uso informale e uso veicolare del sardo anche per le altre discipline;
- La reperibilità e la produzione dei materiali didattici;
- La continuità (Scuola dell’Infanzia-Scuola primaria-Scuola Secondaria di primo grado)
Percorso B
- La lingua sarda nella Scuola dell’infanzia;
- Dall’oralità alla scrittura nella classe prima della Scuola Primaria;
- Imparare a leggere e a scrivere contemporaneamente in sardo e in italiano;
- L’insegnamento della letto-scrittura: un percorso per apprendere le regole di scrittura del sardo nel triennio della Scuola Primaria;
- Percorsi didattici per la comprensione della lettura;
- La riflessione linguistica: vantaggi dell’analisi contrastiva di Sardo e Italiano;
- Giochi linguistici: un modo piacevole per impadronirci della nostra lingua;
- Insegnare altre discipline veicolate in sardo.
Percorso C
- Lingua sarda. Le due macro varianti: Campidanese e Logudorese;
- Le varietà del Campidanese;
- Quale lingua per la scuola? Riflessioni sulla proposta di “Limba Comuna”;
- Fonemi e lessemi per il sardo – Problemi di fonetica e di scrittura;
- Quando la scrittura non corrisponde alla pronuncia;
- Alcune riflessioni sulla morfologia e sulla sintassi.
DURATA DEL CORSO
I percorsi A e B necessitano di un numero minimo di 8/12 ore (3/4 ore per intervento). Il percorso C necessita di ulteriori 4/8 ore.
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La Scuola delle Autonomie funzionali al successo formativo:flessibilità organizzativee didattiche laboratoriali
P r o g r a m m a di massima (ore 3,5 – 4,0 per intervento)
1) – relazione frontale e discussione in plenaria - Le sfide del presente, una scuola dell’autonomia funzionale al successo formativo, fare didattica laboratoriale e relazione cooperativa come pratica diffusa - Mariella Marras e Rinaldo Rizzi
2) – due gruppi di attività laboratoriale su - Conquistare i simboli alfabetici con un percorso naturale - Luisanna Ardu e Laura Caddeo - Una costruzione progressiva: dal numero naturale ai relativi - Rinaldo Rizzi
3) – due gruppi di attività laboratoriale su - Libri per tutti ……… i sensi; - Paola Meloni, Luisanna Ardu e Serena Masala - Manipolare, operare e trasformare in geo-metria - Rinaldo Rizzi
4) – due gruppi di attività laboratoriale su - Percorsi creativi di scrittura - Mariella Marras - Una matematica che rispetta il rapporto fare-pensare-intervenire - Rinaldo Rizzi
5) – due gruppi di attività laboratoriale su - Storia: dalle storie alla storia - Matilde Loddo - Scienze: dall’operare al riflettere - Nino Martino
6) - due gruppi di attività laboratoriale su - Intercultura e glottodidattica - Giacomina De Vinco e Paola Pellegrino - Linguaggi tecnologici e cooperazione - Enrica Ena
7) – due gruppi di attività laboratoriale su - Saper fare nella relazione educativa - Laura Pinna - Cultura dell’organizzazione e della valutazione nell’autonomia - Giacomina De Vinco e Paola Pellegrino
8) – Spunti di riflessione in gruppo e discussione in plenaria - Continuità curricolare, flessibilità organizzative e autovalutazione in una scuola come sistema complesso - Mariella Marras e Rinaldo Rizzi
Il programma potrà variare in relazione alle esigenze della scuola e alle singole disponibilità dei docenti relatori/animatori. Il calendario viene concordato fra il MCE Sardo e l’Istituto scolastico in base alle disponibilità ed esigenze reciproche. È conveniente prendere contatti con l’Associazione professionale MCE per tempo al fine di evitare difficoltà nella programmazione degli interventi. Prima dell’attivazione del corso viene preventivamente sottoscritta una <convenzione> fra il MCE e l’Istituto scolastico e alla fine del corso viene emessa una fattura, il cui importo dovrà esser corrisposto entro sessanta giorni dalla sua emissione.
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Didattica della lingua
- 1) lingua: la lettura in libertà; (scheda)
con Luisanna Ardu, Paola Meloni
- 2) lingua: percorsi di scrittura creativa; (scheda)
con Mariella Marras
Luisa Milia
1) Percorsi di lettura
per piacere
leggere…… per informarsi
per studiare
per divertirsi
per viaggiare
………………..
2) Percorsi di scrittura
comunicare
scrivere per inventare
apprendere
…………….
I due laboratori intendono creare un’occasione – a partire dalle esperienze dei partecipanti e da dati recenti – per:
riconsiderare alcuni problemi connessi al come insegnare a leggere e a scrivere partendo dagli alunni reali, dalle loro potenzialità e dai loro interessi oltre che dalle loro difficoltà
sviluppare un’attenzione collettiva e una forte consapevolezza sulla complessità dei processi di comprensione e di scrittura a partire da alcuni nodi teorici, da contributi recenti e da esempi di pratiche didattiche
sperimentare a livello adulto alcuni approcci alla comprensione e alla scrittura, “giocando” a esplorare, per farli poi scoprire agli alunni:
- il piacere di leggere e capire anche testi apparentemente poco attraenti e complessi come quelli espositivi e informativi
- alcune fondamentali differenze tra l’oralità e la scrittura.
Bibliografia minima di riferimento
Mario Ambel, Quel che ho capito, Carocci, Roma, 2006.
Tullio De Mauro, La cultura degli italiani, Editori Laterza, Bari, 2004.
Tullio De Mauro, Guida all’uso delle parole, Editori Riuniti, Roma, 2004.
Rosa Calò (a cura di), Scrivere per comunicare inventare apprendere, Percorsi curricolari per la scuola dell’obbligo, Franco Angeli, Milano, 2003.
Silvana Ferreri (a cura di), Non uno di meno, Strategie didattiche per leggere e comprendere, La Nuova Italia, Firenze, 2002.
Raffaele Simone, La Terza Fase, Editori Laterza, Bari, 2000.
Michele Cortelazzo (a cura di), Scrivere nella scuola dell’obbligo, La Nuova Italia, Firenze, 1991.
Cristina Lavinio, Teoria e didattica dei testi, Firenze, La Nuova Italia, 1990.
Umberto Eco, Lector in fabula, Bompiani, Milano, 1979.
http://www.memorbalia.it/SITOBIBLIOGRAFIE/sitobiliolettura.htm
per una formazione alla cittadinanza attiva
La classe come comunità cooperativa
Scadenze e strumenti: l’assemblea settimanale autogestita dagli alunni, il Regolamento di classe che precisa le norme per l’autoregolamentazione, la bacheca e il giornale murale di classe (programmi, scadenze, bilancio, osservazioni, documentazioni), la cassa e il bilancio scolastico di classe e interclasse, la cassetta postale per la raccolta delle proposte e delle osservazioni per l’assemblea, l’armadio, il tavolo e lo scaffale che custodiscono i sussidi didattici, i materiali d’uso sia individuale che collettivo, la biblioteca di classe, gli strumenti tecnologici, ….
Le tecniche didattiche: il lavoro di coppia e di gruppo spontaneo e organizzato, provvisorio o a tempo, le tecniche relazionali cooperative (es. la coppia che si racconta, che ragiona insieme, l’imparare insegnando, la rotazione dei ruoli, ….), il testo libero, la scelta collettiva e la messa a punto del testo, la redazione e la stampa del giornalino periodico, il diario di classe, la corrispondenza interscolastica, le scritture collettive e creative, l’attività laboratoriale operativa e per problemi, il problem solving collettivo, l’argomentazione e la validazione, la progettazione insieme (insegnante e alunni), il metaplan, l’espressione creativa, il cooperative learning, i giochi di ruolo e di squadra, l’autovalutazione socializzata del lavoro e del gruppo.
La relazione educativa: l’accettazione e l’ascolto reciproco, la valorizzazione delle singole esperienze, delle diversità culturali, delle strategie divergenti, il comportamento solidale e cooperativo, la struttura incentivante cooperativa, la valorizzazione delle competenze relazionali, l’apprendimento interattivo, costruttivo e trasformativo, l’interdipendenza positiva, le competenze sociali di gruppo, le responsabilità di ruolo e di compito nel gruppo, la trasparenza critica e positiva-propositiva, la pratica del diritto di cittadinanza attiva.
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Il corso di formazione comprende fasi di: presentazione e illustrazione, spunti di esperienza d’animazione e laboratoriale, fasi di discussione e di puntualizzazione didattica ed educativa.
La durata del corso può variare da un minimo di un intervento di 4 ore a più appuntamenti.
VALUTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE
Fondamenti teorici e strategie operative
VALUTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE MODULO 1 (4 h)
VALUTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE MODULO 2 (4 h)
VALUTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE MODULO 3 (4 h)
VALUTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE MODULO 4 (4 h)
VALUTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE MODULO 5 (4 h)
Prof.sse Paola Pellegrino e Giacomina De Vinco
Stranieri e glottodidattica
La scuola e gli allievi stranieri
Il rapporto L1/L2
La lingua e i testi della scuola
Elementi base di glottodidattica
Il processo di comprensione e produzione
Le tecniche per il rafforzamento di comprensione e produzione
La riflessione linguistica
Tecniche per guidare la riflessione sulla lingua
La Verifica e la Valutazione
Cultura e civiltà in classe
Metodologia ludica (L1-L2)
Esercitazioni pratiche
Corso condotto da
Paola Pellegrino e Giacomina De Vinco
Corso d’aggiornamento su avvio naturale al linguaggio logico-matematico
per insegnanti della Scuola dell’Infanzia
Dare ordine a sé, allo spazio, al tempo e alla vita naturale per bambini dai tre ai sei anni
- Inquadramento tematico
- Dal campo d’esperienza alla riflessione (temi progettuali, temi concettuali)
- La scoperta naturale e il gioco socializzato premesse all’atteggiamento di ricerca-azione costruttiva e alla capacità relazionale-comunicativa
- Scansione e spunti operativi in attività di laboratorio adulto
- La conoscenza delle parti del proprio corpo e le loro funzioni
- La rappresentazione del corpo proprio e altrui
- Il proprio copro e i corpi nello spazio (orientamento, movimento, topologia)
- Dalla comparazione all’ordinamento, al ritmo
- Bisogno dell’unità di misura per ordinare e agire
- Raggruppare, comparare, quantificare, contare
- Il numero naturale e le sue rappresentazioni
- Le operazioni di unione e sottrazione, di allineamento e schieramento
- L’idea di durata, di estensione, di energia, di trasformazione e di tempo
- Le competenze simboliche (dallo scarabocchio, al pittogramma, all’ideogramma, al simbolo matematico convenzionale)
Dai “teoremi naturali in atto” al confronto assistito nella socializzazione per il loro superamento/perfezionamento, al far fare esperienza e insieme verifica operativa e cooperativa.
Gli insegnanti sono invitati a portare al corso tutti i materiali strutturati che vengono utilizzati a scuola nell’attività didattica nonché esempi documentati di esperienze.
Associazione pedagogico-professionale qualificata per la formazione docente dal MIUR (D.M. 177/2000)
Svolge servizi ed attività di formazione, tutoraggio e ricerca didattica ed educativa, senza fini di lucro e con finalità sociali (L. 460/1997– ONLUS)
Via Gaetano Cima,8 – 09124 Cagliari – tel/fax 070.6848726 – www.mce-fimem.it/sardegna - rinrizz@tin.it
Corso d’aggiornamento su avvio progressivo al linguaggio logico-matematico
per insegnanti della Scuola dell’Infanzia e primo triennio della Scuola Primaria
La costruzione del linguaggio matematico di base
dai tre agli otto anni d’età
- Inquadramento tematico
- Dal campo d’esperienza alla riflessione (temi progettuali, temi concettuali)
- Il gioco e la scoperta naturale premesse all’atteggiamento di ricerca-azione costruttiva
- Lo sfondo operativo per dare senso alle parole e alle formalizzazioni
- Scansione e spunti operativi in attività di laboratorio adulto
a) L’appropriazione del proprio corpo e del rapporto fra il corpo e lo spazio
b) La conquista del concetto di relazione spaziale e l’idea topologica
c) Io e l’altro e i movimenti sul piano e nello spazio
d) Il rapporto fra spazio, tempo e trasformazione
e) Il ritmo e la sequenza
f) L’idea di qualità e di quantità
g) L’idea di numero naturale (segni, numeri e parole)
h) Raggruppamenti, schieramenti, classificazioni
i) La distinzione fra ordinalità (file/catene) e cardinalità (insiemi)
j) Equilibrio e disequilibrio - Il tutto e le parti (l’unità di misura)
k) Le prime operazioni aritmetiche (unione, addizione e sottrazione)
l) Le figure geometriche fondamentali
m) La relazione e il rapporto
I) Registrazioni e rappresentazioni
Dai “teoremi in atto” al confronto nella socializzazione, al fare esperienza e verifica operativa e cooperativa, al coscientizzare ed esplicitare/rappresentare in un rapporto diretto fra segno e significato.
Gli insegnanti sono invitati a portare al corso tutti i materiali strutturati che vengono utilizzati a scuola nell’attività didattica nonché esempi documentati di esperienze.
Associazione pedagogico-professionale qualificata per la formazione docente dal MIUR (D.M. 177/2000)
Svolge servizi ed attività di formazione, tutoraggio e ricerca didattica ed educativa, senza fini di lucro e con finalità sociali (L. 460/1997– ONLUS)
Via Gaetano Cima,8 – 09124 Cagliari – tel/fax 070.6848726 – www.mce-fimem.it/sardegna - rinrizz@tin.it
Corso d’aggiornamento su costruzione del linguaggio logico-matematico di base
per insegnanti della Scuola Primaria
La costruzione del linguaggio matematico di base
nei bambini dai sei ai dieci anni
- Inquadramento tematico
- Il bisogno e il senso di un “approccio operativo”
- Che cosa s’intende per laboratorio e didattica cooperativa
- L’obiettivo di una costruzione “matematica umana”
- Scansione e spunti operativi in attività di laboratorio adulto
1) Padronanza del proprio corpo e sua rappresentazione
2) Costruzione del rapporto fra corpo e spazio (orientamento topologico)
3) Conquista del bisogno di unità di misura (ritmo, comparazione, ordinamento, geometria, quantità)
4) Costruzione e distinzione del numero (ordinale/linea, cardinale/insieme e identificativo/oggetto)
5) Strutturazione e distinzione del numero (dal naturale al razionale)
6) Le quattro operazioni e le loro connessioni e prorpietà
7) Strutturazione e rappresentazione dello spazio (dalle ombre,…alla prospettiva)
8) Dal rettangolo alla costruzione delle altre figure geometriche
9) Relazione e connessioni fra aritmetica e geometria
10) Relazione fra la lingua e la matematica (strutture e finalità)
11) Coscentizzazione e formalizzazione delle relazioni, delle funzioni e delle trasformazioni nelle operazioni matematiche di base
12) Dal fare e dal rappresentare alla riflessione sul percorso mentale
Dai “teoremi in atto” al confronto nella socializzazione, al fare esperienza, verifica operativa e argomentazione cooperativa, all’esplicitare e rappresentare il percorso operativo e al riflettere sul proprio percorso mentale.
Gli insegnanti sono invitati a portare al corso tutti i materiali strutturati che vengono utilizzati a scuola nell’attività didattica e documentazione di esperienze significative.
Associazione pedagogico-professionale qualificata per la formazione docente dal MIUR (D.M. 177/2000)
Svolge servizi ed attività di formazione, tutoraggio e ricerca didattica ed educativa, senza fini di lucro e con finalità sociali (L. 460/1997– ONLUS)
Via Gaetano Cima,8 – 09124 Cagliari – tel/fax 070.6848726 – www.mce-fimem.it/sardegna - rinrizz@tin.it
Corso d’aggiornamento su costruzione e uso del linguaggio logico-matematico
per insegnanti del biennio della Scuola Primaria e della Secondaria di 1° Grado
La costruzione progressiva della matematica: dall’operatività concreta, alla argomentazione, alla formalizzazione e alla metacognizione
- Inquadramento tematico
- Dall’operatività concreta alla formalizzazione consapevole
- Laboratorio e didattica cooperativa come metodologia fondante l’azione didattica di insegnamento-apprendimento
- La matematica come linguaggio umano e critico insieme
- Scansione e spunti operativi in attività di laboratorio adulto
1) Il numero nelle sue diverse funzioni (il segno e il plurisignificato)
2) La struttura del numero, sua composizione e scomposizione (la base dieci, il multibase e la organizzazione modulare)
3) La struttura logica in contesto significativi delle quattro operazioni
4) Le quattro operazioni di base e le loro relazioni e proprietà
5) L’algoritmo e il diagramma di flusso
6) L’unità di misura, le trasformazioni scalari e le rappresentazioni
7) Multipli, frazioni e rapporti
8) Oltre la geometria euclidea (dalla topologia ai frattali)
9) L’operare sul piano cartesiano e nello spazio tridimensionale
10) Le relazioni fra aritmetica e geometria nell’operatività concreta
11) Relazioni, funzioni e rappresentazioni grafiche
12) Dalla logica scalare a quella vettoriale
13) Certezza, probabilità, plausibilità, regolarità, stima e approssimazione
14) La concettualizzazione metaforica e la metacognizione
Dai “teoremi in atto” al loro confronto critico nella socializzazione, al fare verifica operativa e argomentazione cooperativa, all’esplicitare il percorso operativo, al connettere semantica e sintassi e al riflettere sul proprio percorso mentale.
Gli insegnanti sono invitati a portare al corso tutti i materiali strutturati che vengono utilizzati a scuola nell’attività didattica.
Associazione pedagogico-professionale qualificata per la formazione docente dal MIUR (D.M. 177/2000)
Svolge servizi ed attività di formazione, tutoraggio e ricerca didattica ed educativa, senza fini di lucro e con finalità sociali (L. 460/1997– ONLUS)
Via Gaetano Cima,8 – 09124 Cagliari – tel/fax 070.6848726 – www.mce-fimem.it/sardegna - rinrizz@tin.it
Corso d’aggiornamento su costruzione e uso del linguaggio logico-matematico
per insegnanti della Scuola Secondaria di Primo Grado
La costruzione e verifica del linguaggio matematico: dall’operatività, alla formalizzazione argomentata e alla metacognizione
- Inquadramento tematico
- Dall’operatività alla formalizzazione consapevole e viceversa
- Laboratorio e didattica cooperativa come metodologia fondante l’azione didattica di insegnamento-apprendimento
- La matematica come linguaggio critico
- Scansione e spunti operativi in attività di laboratorio adulto
a) La struttura del numero, sua composizione e scomposizione (il multibase e la modularità, il segno e il significato)
b) La struttura logica delle operazioni di base e le loro proprietà
c) L’algoritmo, il diagramma di flusso e l’espressione logico-matematica
d) L’unità di misura e le trasformazioni scalari
e) Multipli, sottomultipli, frazioni e rapporti, fattori primi, potenze
f) Dalla logica scalare a quella vettoriale
g) Le geometrie (dalla topologia ai frattali)
h) L’operare sul piano cartesiano e nello spazio tridimensionale
i) Le relazioni fra aritmetica e geometria
j) Relazioni, funzioni e rappresentazioni grafiche, media, moda e mediana
k) Certezza, probabilità, plausibilità, regolarità, stima e approssimazione
l) La concettualizzazione metaforica e la metacognizione
Dai “teoremi in atto” al confronto critico nella socializzazione, al fare verifica operativa e argomentazione cooperativa, al connettere semantica e sintassi, all’esplicitare il percorso operativo e al riflettere sul proprio itinerario mentale.
Gli insegnanti sono invitati a portare al corso tutti i materiali strutturati che vengono utilizzati a scuola nell’attività didattica.
Quello che è importante nel corso è la metodologia. Sgombriamo subito il campo da una possibile incomprensione: gli insegnanti non sono quelli che sanno le cose e gli alunni non son vasi vuoti da riempire. Fate una prova: chiedete a un alunno di uscire dalla finestra. Probabilmente si rifiuterà di farlo (se accenna a farlo fermatelo!!). Se si rifiuta di farlo è perché ha già un'idea approssimativa di come funziona il mondo fisico all'esterno di lui e presuppone, pur non avendo mai provato, che ci sarebbero effetti spiacevoli dovuti al gesto.
Ma il mondo fisico del ragazzo, insieme a cose corrette, contiene anche molte inesattezze e molte contraddizioni.
Scopo del corso è di vedere come si possa fare fisica, scienze, interagendo con gli studenti, senza preclusioni di sorta verso le ipotesi avanzate dai ragazzi, con un vero metodo scientifico.
Molte delle cose che vengono fuori in un laboratorio di scienze ci possono prendere in contropiede. Ciò è normale, non siamo pozzi di scienza e a molte cose non avevamo pensato e molte cose non avevamo notato. Mi viene in mente la scritta di una maglietta vista in un grande magazzino: dio c'è ma non sei tu rilassati! Ed è altrettanto normale che gli insegnanti abbiano “paura” di essere presi in contropiede e di mostrare che non sanno delle cose, gli insegnanti temono di perdere autorità se dicono, molto semplicemente, “non lo so, vediamo come si può fare...”. Rassicuratevi, anni di esperienza lo dimostrano, l'autorità ne viene accresciuta se dite, ma con grande sicurezza e fermezza: “non lo so!”.
Questo è l'ostacolo principale per fare un laboratorio di scienze. L'altro ostacolo è “finire il programma”. Sembra che fare laboratorio sia una perdita di tempo. Perdita di tempo rispetto a che cosa? In ogni esperienza concreta di laboratorio c'è un mare di possibili divagazioni, a seconda degli umori dell'insegnante e della classe. E tutto ciò che viene fatto in laboratorio rimane impresso a vita. Il resto invece si dimentica. Cosa vogliamo? Finire un programma che poi viene dimenticato o fare qualche cosa che incida veramente sugli studenti e su noi stessi? In ogni caso la pratica dimostra che il programma si finisce.
In realtà, se me lo consentite, il problema siamo noi: abbiamo effetivamente paura dell'incognito, è normale, solo uno ... “scemo” non ce l'ha...
Dalla premessa discende subito che il corso non è organizzato come una lezione frontale. Quanti corsi di formazione fatti a lezione frontale abbiamo seguito? Innumerevoli. Cosa è cambiato nella nostra didattica? Niente.
Il corso riproduce le condizioni di una “classe”. Il docente e gli insegnanti-discenti lavorano insieme su argomenti sperimentali, provando insieme il metodo scientifico, il modo di porsi davanti alle esperienze, lo sviluppo successivo delle ipotesi. Quello che, spero, si impara è che non ci sono cose giuste e cose sbagliate (la famosa paura di dire cose sbagliate, ce l'hanno gli studenti ma ce l'abbiamo anche noi...). Esistono delle ipotesi, fatte in base alla nostra esperienza (fortunatamente diversa da individuo a individuo), e quello che decide se una ipotesi corrisponda alla realtà o meno è la pratica sperimentale e non una accesa discussione televisiva in cui ha ragione il più ... prepotente. Ci accorgeremo spesso di avere delle idee un po' ... pressapochiste del mondo in cui viviamo.
Nel caso ottimale del corso, si provano subito con i ragazzi delle classi reali alcune delle cose che si fanno durante il corso stesso, in modo da avere subito un riscontro reale la volta successiva. Gli argomenti che si decidono di trattare in classe possono poi essere anche diversi da quelli trattati con me. In ogni caso si è seguiti, per supporto, in ogni fase dell'insegnamento reale.
I contenuti possono essere qualunque. Potete proporre voi degli argomenti che siano di interesse vostro e delle vostre classi. Vi riporto qui di seguito gli argomenti che finora sono stati trattati nei corsi già fatti:
l Le bolle di sapone, come si fanno, perché si possono fare con l'acqua saponata e non con l'acqua normale, la tensione superficiale, i colori delle bolle , gli spettri cromatici della luce...
l Pendoli che oscillano, osservazione del fenomeno, tutte le variabili possibili del fenomeno, scelta delle variabili (sperimentale), misure
l Molle che oscillano. Come sopra
l L'elasticità dei corpi, elastici, canne palustri ecc. tutte le variabili possibili, scelta delle variabili significative, misure, grafici
l La luce, rifrazione, diffrazione. Si utilizzano penne laser e diversi mezzi per ricavarsi le “leggi” della riflessione e della rifrazione. Si costruiscono apparati sperimentali (rudimentali) per fare misure
l Come si ricava una legge fisica e il metodo sperimentale. Cosa vuol dire misurare.
l I castelli di sabbia, perché il castello rimane in piedi anche quando la sabbia si asciuga. le diverse composizioni della sabbia vista al microscopio e la diversa durata del castello
Ma evidentemente potete aggiungere gli argomenti che volete
si utilizza il materiale che c'è, in genere materiale “povero”, perché è quello che abbiamo a disposizione nelle nostre scuole. di volta in volta, a seconda degli argomenti scelti, viene pre-indicato il tipo di materiale da avere a disposizione. Se vi è materiale evoluto si usa il materiale evoluto (anche il mitico laboratorio con il computer on line...)
Il corso è flessibile. può essere fatto in un pomeriggio di tre ore solamente. Oppure, ed è questa l'opzione migliore, in tre pomeriggi di tre ore relativamente distanziati, in modo da poter effettuare dei passaggi nelle classi. Oppure tre pomeriggi senza passaggi nelle classi. Oppure due pomeriggi. Si possono anche prevedere interventi dell'esperto nella classe insieme con voi.
i costi sono quelli standard: costo dell'esperto secondo la tabella oraria standard. Rimborso delle spese del viaggio da Cagliari alla vostra sede e ritorno secondo le tabelle standard.
Potete riferirvi per maggiori delucidazioni alla pagina web dell'MCE Sardo (www.mce-fimem.it/sardegna), seguendo il link “educazione scientifica”, oppure contattemi direttamente: ninomart@tin.it, oppure contattate Rinaldo Rizzi, referente regionale dell'MCE.
IS MASCAREDDAS
LABORATORIO BASE SULLA COSTRUZIONE
E ANIMAZIONE DEI BURATTINI RIVOLTO AGLI EDUCATORI
Il teatro di animazione è entrato da molti anni nel campo d’indagine e d’utilizzo delle scienze dell’educazione. Come strumento di comunicazione nel campo educativo, questo genere teatrale offre una straordinaria gamma di applicazioni nella relazione adulto - bambino.
Il progetto della Compagnia Is Mascareddas rivolto agli educatori ha l’obiettivo di favorire l’approccio dei corsisti alle tecniche del teatro di animazione e alle problematiche teoriche legate all’utilizzo applicativo coi bambini. L’intenzione non è quella di dare istruzioni rigide sul come costruire e animare i pupazzi, ma piuttosto dare “mezzi” per trovare soluzioni personali. Ogni insegnante inizierà un proprio percorso di conoscenza ludico-teatrale.
L’utilizzo dei materiali semplici (cartapesta, colla, stoffa, lana, ecc.) per la costruzione del burattino stimolando il lavoro creativo individuale attraverso la scelta di forme e colori.
Invenzione di un personaggio, della sua caratteristica facciale, la sua veste, il suo aspetto estetico generale.
L’animazione 10 ore
L’uso del burattino, le sue capacità espressive nel movimento, la sua animazione e il suo utilizzo nell’azione scenica, la baracca ovvero lo spazio scenico del burattino.
Il gioco teatrale 10 ore
L’identità e la storia del personaggio, l’invenzione di piccole scene senza parole, scene con più personaggi, pantomime e giochi teatrali.
Esigenze Tecniche
La scuola dovrà mettere a disposizione un’aula capiente con sedie e tavoli e dotata di un bagno e di uno spazio dove poter sistemare le costruzioni e il materiale. Il materiale del laboratorio è a carico della Compagnia, eccetto i materiali da riciclo (carta di giornale, barattoli divetro e scampoli di stoffa).
N. partecipanti: massimo 25 a laboratorio
N.operatori: 2
Durata del laboratorio: 32 ore per 8 incontri di 4 ore. Gli incontri possono essere calendarizzati in modo flessibile, secondo accordi tra la scuola e i curatori del corso.
Is Mascareddas COMPAGNIA VIAGGIANTE DI BURATTINI E MARIONETTE, Via Don Minzoni N° 7 09044 Quartucciu (CA) Italy. Tel.: +39 70 883644. Fax: +39 70 883514 - P. IVA 02161340928
IS MASCAREDDAS
LABORATORIO BASE SULLA COSTRUZIONE E ANIMAZIONE DEI BURATTINI
RIVOLTO AGLI ALUNNI DELLE SCUOLE DELL’INFANZIA E PRIMARIE
Il laboratorio si pone l’obiettivo di impegnare i piccoli corsisti in azioni mirate a stimolare la fantasia e a sviluppare il proprio senso artistico, una grande potenzialità che spesso non è evidenti in ognuno di noi.
Da questo punto di vista, proprio i “burattini” e il Teatro dei burattini, come forma di rappresentazione del gioco drammatico, sono dei potenti strumenti per provocare la partecipazione di tutti - compresi i soggetti meno propensi (o restii) per ragioni di timidezza o di handicap -, creando dei momenti di grande socializzazione anche tra le persone che non si conoscono.
Per l’animazione é importante che i bambini imparino alcune regole, come quelle di qualsiasi gioco, per poi divertirsi con i propri burattini in improvvisazioni e scene inventate da loro stessi.
Il percorso è articolato in tre momenti:
La costruzione
L’utilizzo dei materiali semplici (cartapesta, colla, stoffa, lana, ecc.) per la costruzione del burattino stimolando il lavoro creativo individuale attraverso la scelta di forme e colori.
Invenzione di un personaggio, della sua caratteristica facciale, la sua veste, il suo aspetto estetico generale.
L’animazione
L’uso del burattino, le sue capacità espressive nel movimento, la sua animazione e il suo utilizzo nell’azione scenica, la baracca ovvero lo spazio scenico del burattino.
Il gioco teatrale
L’identità e la storia del personaggio, l’invenzione di piccole scene senza parole, scene con più personaggi, pantomime e giochi teatrali.
Esigenze Tecniche
La scuola dovrà mettere a disposizione un’aula capiente con sedie e tavoli e dotata di un bagno e di uno spazio dove poter sistemare le costruzioni e il materiale. Il materiale del laboratorio è a carico della Compagnia, eccetto i materiali da riciclo (carta di giornale, barattoli di vetro e scampoli di stoffa).
N° partecipanti: massimo 20 a laboratorio
N° operatori: 2
Durata del laboratorio: 20 ore, suddivise in 10 incontri di 2 ore ciascuno. Gli incontri possono essere calendarizzati in modo flessibile, secondo accordi tra la scuola e i curatori del corso.
Is Mascareddas COMPAGNIA VIAGGIANTE DI BURATTINI E MARIONETTE, Via Don Minzoni N° 7 09044 Quartucciu (CA) Italy. Tel.: +39 70 883644. Fax: +39 70 883514 - P. IVA 02161340928
LEZIONE/INCONTRO CON IL “POPOLO DI LEGNO”
L’Associazione “Peppino Sarina” di Tortona, in collaborazione con la compagnia teatrale “Is Mascareddas” di Quartucciu, propone una lezione-incontro (durata 90 minuti) sulla storia e sulle tecniche di animazione del teatro di figura.
L’incontro è rivolto agli alunni delle scuole primarie, secondarie di 1° e 2° grado, a docenti e appassionati di questa antica forma popolare di teatro.
La lezione sarà condotta da Giampaolo Bovone, studioso e ricercatore del teatro di figura e dal maestro burattinaio Antonio Murru.
Durante l’incontro saranno presentati materiali caratterizzanti le diverse tipologie costruttive del teatro di figura (burattini, marionette, pupazzi, ombre, ecc.), video e animazioni con l’impiego delle diverse tecniche espressive.
Eppur si muove
Conferenza spettacolo sull’arte del teatro di burattini
Nuovo progetto
Eppur si muove è una performance/conferenza sull’arte del teatro di burattini. Un percorso storico e dimostrativo sulle capacità espressive e teatrali del burattino, che coniuga spettacolarità e didattica, offrendo una sequenza ragionata e guidata di scene, trucchi, segreti, momenti topici dell’animazione teatrale.
Guida d’eccezione in questo viaggio nei segreti del mondo delle teste di legno sarà il burattinaio Antonio Murru, che condurrà i partecipanti in un’escursione articolata, dagli elementi fondamentali della manipolazione alla creazione di scene singole e corali, azioni, balli, e via di seguito. Un viaggio, quindi, dall’interno, che getta luce su ciò che avviene dentro la baracca dove agisce il burattinaio.
Is Mascareddas COMPAGNIA VIAGGIANTE DI BURATTINI E MARIONETTE, Via Don Minzoni N° 7 09044 Quartucciu (CA) Italy. Tel.: +39 70 883644. Fax: +39 70 883514 - P. IVA 02161340928