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A completare gli esiti delle indagini OCSE-PISA
il quadro dei
dati Istat1
(pag 33 e seguenti), pubblicati nella sezione dedicata
all’istruzione conferma che in Italia la spesa
in istruzione e formazione corrisponde solo al 4,4% del Pil,
mentre la media europea è del 5,1 nel 2004. Ancora, il 48,8%
(dato del 2007) degli italiani fra i 25 e i 65 anni si è fermato
alla terza media, valore questo che ci colloca lontanissimi
dalla media europea (30% nel 2006) e nelle ultime posizioni.
Inoltre, cosa davvero allarmante, per il Mezzogiorno si registra
addirittura un peggioramento della situazione, e cioè la
popolazione in possesso della sola licenza media aumenta tra il
2004 e il 2007 di 2,4 punti percentuali. Inutile dire che la
quota degli abbandoni è alta e che la percentuale di giovani fra
20 e i 24 anni che ha conseguito il diploma di scuola secondaria
superiore è inferiore alla media europea. Di fronte a questi
dati non ci sono molte cose da dire, se non richiamare i governi
ad assumersi le proprie responsabilità. È inutile per qualsiasi
governo porsi obiettivi di crescita e di sviluppo: senza
istruzione, come del resto senza ricerca scientifica, non si va
da nessuna parte, anzi si retrocede pericolosamente.
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