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Apertura dei lavori XII assemblea regionale MCE

 

Nel leggere il titolo della 12° Assemblea, forse abbiamo un’idea di cosa andremo a fare, ma soprattutto come. Vi sono possibili sguardi che si possono dare, io ne propongo alcuni. Inizio con la  parola Educativo, e penso a un pezzo scritto da *Hannah Arendt sull’educazione:

[…]L'educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumerci la responsabilità di salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l'arrivo di esseri nuovi, di giovani. Nell'educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balia di se stessi, tanto da non strappargli di mano la loro occasione d'intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d'imprevedibile per noi; e preparali invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti.

Non sono parole lievi. Concretizzano il carico di responsabilità che abbiamo come educatori,… che è notevole, e ci richiamano al valore etico e morale che professiamo nel nostro fare e nei nostri luoghi di lavoro quotidianamente.

Noi insegnanti MCE non ci siamo mai sottratti alla responsabilità, all’impegno, neppure in questi ultimi anni di mutamenti generali, che derivano sì dagli scenari della globalizzazione, ma anche da come l’attuale maggioranza del governo interpreta e interviene sui processi della società globalizzata e da come questo si traduce in politica scolastica.

Siamo seriamente preoccupati per il cambiamento di direzione verso cui la riforma della scuola ci sta portando.

La cooperazione educativa ha un grande contributo da dare nell’elaborare una cultura di pace, di solidarietà e vuole continuare ad essere dalla parte di chi costruisce i saperi in una scuola attiva, moderna,  dove l’imprevisto stesso è fonte di sapere.

é nella nostra storia,  iniziata negli anni ’50, per opera di uomini e donne di scuola che cercavano con la cooperazione di rinnovare  in senso democratico il sistema scolastico italiano garantendo così, alla società, l’inserimento di personalità critiche, creative e autonome. Non posso non ricordare il caro amico e compagno Andrea Suelzu, da poco scomparso, che tanta parte ha fatto qui in Sardegna per il rinnovamento della scuola e la crescita del movimento.

L’impostazione didattica dei promotori del Movimento, scaturiva da una profonda insoddisfazione nei confronti del sistema scolastico italiano di allora.  Si voleva una scuola che seguisse i principi della pedagogia popolare dove il bambino/ragazzo lavorasse in cooperazione sia con gli insegnanti  che con i compagni, per consentirgli di diventare membro cosciente di un collettivo, dove l’individualità fosse protesa verso la conquista di un valore supremo che è la coscienza sociale. La coscienza sociale comporta lo sviluppo di alcune capacità, come il senso di responsabilità, lo spirito critico, lo spirito d’iniziativa e lo sviluppo della solidarietà.

Anche noi adesso, come i “grandi vecchi” allora,  siamo insoddisfatti della Riforma che si sta realizzando,  e abbiamo il dovere di provare a far convergere tutte le nostre migliori energie per sviluppare un pensiero pedagogico – didattico originale da contrapporre al modello unico dilagante affinché la scuola sia davvero di tutti e per ciascuno. Nella nostra assemblea nazionale di quest’anno ad Orvieto abbiamo fatto delle precise scelte di campo, collocandoci in modo netto e senza ambiguità. Schierandoci, ma senza confonderci, e senza rinunciare alla nostra originale elaborazione, per una scuola della cooperazione e della partecipazione che sia capace di elaborare una cultura di pace, di solidarietà e della convivenza. Per farlo ci corre l’obbligo di assumere la responsabilità di essere parte di un grande movimento e quindi sostenerlo, rispettarlo e perché no, amarlo. Tutto ciò richiede nel nostro futuro molte e impegnative decisioni, anche a livello regionale.  Possiamo dire, senza presunzione che il MCE continua ad essere un soggetto – benché numericamente non esteso – capace di stare autorevolmente in campo.

§         È una delle nove associazioni che il Ministro Moratti ha chiamato a far parte del Forum nazionale delle associazioni dei docenti e dirigenti.

§         È fra i soggetti che compongono il tavolo “Fermiamo la Moratti” che ha promosso alcune delle principali manifestazioni nazionali contro le riforme in atto nel corso degli ultimi tre anni.

§         Insieme a Legambiente, CIDI, Proteo, ha lanciato un appello sull’ adozione dei libri di testo che ha avuto molta risonanza e ha riattualizzato la scelta dell’adozione alternativa.

§         Continua a far parte  dell’associativa “storica” attualmente impegnata in un confronto con i massimi livelli delle OOSS della scuola, in particolare in merito allo stato giuridico di docenti

§         È stato invitato a partecipare ad alcune iniziative nell’ambito del Settembre Pedagogico.

Diverse sono le dimensioni osservabili: c’è l’uno (identità singolare), ci sono i tanti, noi non lo siamo, ma facciamo gruppo (identità plurale)e cresceremo.

 Nonostante tutto …cooperazione educativa! Questo era il titolo della 53°assemblea nazionale!

Continuiamo a scegliere il laboratorio come dimensione dove si può conoscere, sperimentare, in una gestione democratica e partecipata per cercare insieme un’alternativa, che è sempre possibile.

Vogliamo una scuola che promuove, che include, che non ‘divide per imparare’,  dove si valorizzano le diversità e non viceversa, come leggiamo invece nei documenti della riforma  dove  si capovolge la frase di don Milani ‘la scuola di tutti e di ciascuno’ usando le diversità per separare, isolare l’uno dall’altro, dividere le eccellenze dai meno dotati…Vogliamo una scuola dove l’insegnante possa e sappia attivare una dimensione estetica e gratuita del sapere, e non in una relazione economica basata sul mi serve.

Le questioni  sono tante e reclamano uno sforzo di analisi e riflessione, come MCE ci sentiamo sollecitati ad un rinnovato impegno. Lo stare qui, insieme, lo dimostra.

Auguro a tutte e tutti buon lavoro e di cogliere, in quest’occasione di incontro cooperativo, uno spunto per ‘intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa di imprevedibile per noi’

Luisanna Ardu

 

*Hannah Arendt,La crisi dell'istruzione in Tra passato e futuro, Milano, Garzanti, 2001