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Andare oltre la scuola del XX secolo

 

Dicono che noi del M.C.E. (Movimento di Cooperazione Educativa) siamo elitari e idealisti, ma noi siamo convinti che essere guidati da “una visione” della nostra professione e della scuola del XXI secolo sia il solo modo concreto e realistico per non soccombere.

Ci guida la certezza che se continueremo a focalizzare l'attenzione solo sui cambiamenti che avverranno nei prossimi due anni, invece di assumere la consapevolezza di quelli che avverranno nei prossimi dieci, saremo definitivamente travolti.

Il nostro viaggio ha radici nel passato, guarda al futuro e cammina sul suolo del presente

Fino al secolo scorso la scuola è riuscita a svolgere nel bene o nel male il ruolo che la società e il mondo del lavoro le avevano assegnato. Del meglio che è stato fatto siamo memori e consapevoli.

… ma l'istruzione è rimasta immobile di fronte ai cambiamenti del 21° secolo

  • La società è cambiata: globalizzazione, modificazioni radicali indotte dalle tecnologie digitali, spostamenti demografici, cambiamenti nei valori e nei comportamenti.

  • Gli studenti sono cambiati: nativi digitali, abituati a ricevere informazioni in tempo reale, a gestire processi paralleli e multitask, a lavorare per immagini più che su testi scritti, in costante connessione a internet, a ricercare gratificazioni immediate, a impegnarsi nei “videogames” più che nello studio, dotati di scarsa capacità di pensiero critico, riflessione e giudizio.

….gli istituti scolastici sono inadeguati alle caratteristiche emergenti della società

Di fronte ad una società complessa, imprevedibile, basata sulle “reti”, integrata orizzontalmente, aperta, impregnata di informazioni, fuori dai controlli, gli istituti scolastici sono rimasti organizzati gerarchicamente, secondo schemi standardizzati, con una scarsa circolazione di informazioni, controllati centralmente, impostati sul controllo e la “custodia” degli studenti.

…la gestione delle classi è ancora ancorata al modello del 20° secolo

La gestione delle classi tuttora imperante è rimasta quella del 20° secolo; a tutt'oggi sono:

  • organizzate attorno all'orario

  • centrate sull'insegnamento di elementi separati, risultante da un curricolo frammentato

  • guidate dal libro di testo

  • chiuse entro le 4 pareti dell'aula

  • fondate sul lavoro individuale degli studenti

  • con poca o nessuna libertà concessa agli studenti nell'organizzazione dei loro studi

  • con valutazioni basate sulla media dei voti

  • con basse aspettative rispetto alla possibilità che tutti riescano

  • con gli insegnanti soli giudici, senza che nessun altro esamini i compiti degli studenti

  • con nessun legame fra lo svolgimento del programma e gli interessi e le caratteristiche, le diversità dei singoli studenti che devono apprenderlo

  • con l'utilizzo della carta stampata come principale veicolo dell'informazione e della formazione

I cambiamenti sociali imporrebbero invece che le classi del 21° secolo fossero:

  • organizzate attorno ai risultati attesi, non all'orario

  • centrate su ciò che gli studenti SANNO, POSSONO FARE e FARANNO quando di tutte le cose apprese i dettagli saranno stati dimenticati

  • guidate dalla ricerca, sostenute da una molteplicità di strumenti, non solo dal libro di testo

  • fondate sul lavoro collaborativo con i compagni e aperte al “mondo”: la classe globale

  • impostate sull'apprendimento centrato sullo studente

  • organizzate per concedere grande libertà agli studenti nella gestione dei loro studi

  • fondate su un curricolo integrato e interdisciplinare

  • con valutazioni basate su ciò che è stato effettivamente appreso e può essere alla fine certificato

  • guidate da alte aspettative verso la possibilità che tutti possano apprendere

  • aperte a molte forme di valutazione: autovalutazione degli studenti, valutazione fra pari, valutazione autentica, discussione pubblica dei risultati

  • impostate sulla personalizzazione dell'apprendimento, che tenga conto della diversità degli studenti e colleghi il curricolo ai loro interessi, esperienze, talenti e al mondo reale

  • organizzate attorno a un'ampia e differenziata gamma di strumenti per l'apprendimento e la valutazione

  • impostate per l'apprendimento di competenze non solo disciplinari, nella convinzione che gli analfabeti del 21° secolo non saranno coloro che non sanno leggere e scrivere, ma coloro che non sapranno imparare, disimparare e ricominciare ad imparare (Alvin Toffler)

… permangono resistenze ad acquisire i nuovi ruoli e modalità di insegnamento e di apprendimento indotti dalla società digitale

Tutta l'organizzazione degli studi è tuttora ancorata a un sistema che ruota attorno a questi atavici principi:

  1. un insegnante che fa lezione in una classe di 20/30 alunni della stessa età

  2. dentro ad un'aula organizzata con cattedra e banchi

  3. secondo un orario cadenzato da campanelle che suonano ogni 50/60 minuti, ogni giorno per tutto l'anno scolastico

  4. con la prescrittiva presenza di un insegnante, che garantisce il contatto diretto, faccia a faccia con gli studenti

La società digitale consente e richiede:

1) nuove modalità e ruoli nella gestione dell'istruzione dei giovani, costituite ad esempio da:

  • passaggio dalla classe tradizionale affidata ad un insegnante a gruppi variabili di studenti gestiti da team di docenti

  • un'edilizia scolastica che preveda a) possibilità di singole postazioni di lavoro per gli studenti, b) ambienti per grandi raggruppamenti, c) ambienti per piccoli gruppi

  • un'organizzazione del tempo scuola che preveda spazi temporali più ampi delle normali lezioni per l'approfondimento di unità tematiche e contestualmente una suddivisione dell'anno scolastico in periodi più brevi dei trimestri o quadrimestri

  • una modificazione del ruolo dell'insegnante da trasmettitore di conoscenze e informazioni a quello di facilitatore dell'apprendimento

2) l'introduzione di nuove figure e un'estensione dell'ambiente di apprendimento:

  • utilizzo di mentori e di altre risorse umane, quali genitori e membri della comunità territoriale

  • estensione di ambienti di apprendimento ad altre scuole e ad altri luoghi del territorio

  • svolgimento dei programmi scolastici non solo dentro ma anche fuori la scuola con il riconoscimento, ai fini della valutazione, anche delle performance e produzioni esterne

  • costante interazione on-line

3) la possibilità che lo studente assuma in prima persona la gestione e il controllo del proprio apprendimento, diventi insieme produttore e consumatore del sapere, prevedendo che:

  • gli studenti possano contare su un collegamento online con insegnanti, mentori e pari, quando ne sentono il bisogno

  • abbiano opportunità di apprendimento accessibili online da casa, da scuola o da qualunque altro luogo

  • lo studio superi i confini spaziali e temporali: le risorse siano accessibili online 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno.

Quattro tappe per raggiungere la meta del XXI secolo

Se quelli sopra indicati sono cambiamenti ineludibili, come si organizza il viaggio?

Non siamo tanto utopisti da pensare che un milione di insegnanti vogliano inoltrarsi fra i cambiamenti, ma una parte certamente sì.

Creazione di una leadership intermedia

C'è una parte del corpo docente preparata, che ha voglia di capire e di fare, che è disposta a mollare gli ormeggi e navigare. Una parte che sa che deve aprirsi all'esterno, non avere paura di essere vulnerabile, che deve rischiare e non arroccarsi nello statu quo. Sa che per non soccombere deve fare questo viaggio, anche se non tutto è definito e programmato, perchè "el camino se hace al andar".

Questa parte di insegnanti va sostenuta e riconosciuta. Per farlo bisogna costruire quella fascia di leadership intermedia, che l'ADi vagheggia da anni, e che nelle scuole, in reti di scuole e in istituti di ricerca dovrà assumere il ruolo di sostegno e guida del cambiamento. Docenti disposti a confrontarsi e formarsi, a farsi rigorosamente valutare e selezionare su standard definiti, ma che poi dovranno essere adeguatamente e stabilmente retribuiti, con un incremento iniziale pari almeno al 50% della loro retribuzione.

Reclutamento di una nuova giovane generazione di insegnanti

Ma non basta. C'è bisogno di linfa nuova, di insegnanti giovani adeguatamente formati e rigorosamente selezionati. Non c'è più tempo da perdere, la formazione iniziale con tutta probabilità non vedrà la luce in questa legislatura. L'ADi chiede con forza che si facciano i concorsi bloccati da 10 anni e solo dopo si dia corso all'anno di formazione. Dice NO a nuovi percorsi speciali abilitanti che vanno a rimpinguare le graduatorie ad esaurimento, che stanno drammaticamente tornando permanenti.

Standard professionali

Per poter selezionare sia i docenti esperti sia i nuovi insegnanti, c'è bisogno di definire in modo preciso e puntuale gli standard professionali (che cosa devono sapere e saper fare gli insegnanti), sia per gli insegnanti esperti sia per chi inizia la carriera, standard che tengano conto dei cambiamenti che sono stati delineati.

Codice di comportamento

I docenti sono gli unici dipendenti pubblici che non hanno un proprio codice di comportamento che definisca le regole di buona pratica e condotta e che determini i criteri per la gestione della professione e quando necessario per i provvedimenti disciplinari. E' dunque tempo che insieme agli standard professionali sia definito anche il codice di comportamento.

A TUTTI I COLLEGHI
BUON VIAGGIO 2009-2010!