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VIVERE LA SCUOLA PER ABITARE LA CITTà Educare alla Cittadinanza attraverso didattiche cooperative e laboratoriali
XIII Assemblea-Laboratorio del M.C.E. della Sardegna22/23/24/25 APRILE 2006 Dorgali, Centro Culturale - Cala Gonone, Scuola Elementare |
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Ritrovarsi insieme come ogni anno a quest’appuntamento ci fa bene! Fa bene a noi, devoti al M.C.E. e fa bene anche a chi viene ogni tanto a trovarci e vuole riflettere, ragionare, offrire idee perché in fondo sogna di far cambiare “la scuola”. La scuola che viviamo tutti i giorni, che ci appassiona e che ci fa soffrire. In questi ultimi anni non è stato facile esercitare il mestiere di insegnante. Siamo stati molto impegnati a “difendere le posizioni”, a resistere a una riforma poco condivisa e calata dall’alto. Abbiamo anche subito decisioni non sempre conformi a quell’idea di scuola di tutti e di ciascuno che da tempo abbiamo abbracciato. Anche noi, insegnanti M.C.E., non ne siamo usciti indenni! Siamo sfiniti, ma non finiti. Infatti siamo qui a Dorgali e poi a Cala Gonone e vogliamo “rimboccarci le maniche” ed entrare nei problemi vivi, nella vita, quella vera, che non sempre è dentro le nostre scuole ed aule. Vogliamo provare a capire cosa accade in questo mondo dove tutto sembra raggiungibile in un attimo, dove tutti sembrano più lontani, dove un soffio talvolta si può trasformare in tempesta.
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In questi giorni, nei nostri pensieri, è emerso il bisogno di collettività, il desiderio di trovare quel filo comune necessario per comporre quel disegno iniziato tempo fa agli esordi del nostro mestiere; necessario per ridare speranza e vigore a noi e ai nostri giovani alunni e studenti che abitano i nostri paesi, le nostre città, ma non si sentono “nella scuola” . Che cos’è la scuola se non il primo luogo dove un bambino, un ragazzo può esercitarsi a diventare cittadino? Che cos’è la città se non quel luogo dove le persone insieme progettano una vita migliore? La scuola che ci piace, quella che vogliamo è quella che abbiamo sintetizzato nel decalogo del Manifesto M.C.E.: |
A scuola si vive la solitudine, l’incomunicabilità. Sembra un paradosso. Nell’era multimediale, della comunicazione in tempo reale dove basta un sms, una e-mail, un collegamento a internet, sai tutto di tutti e sei nel mondo… a scuola no. |
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La comunicazione si sta fermando oppure sta percorrendo altre vie che non passano nelle aule scolastiche? Forse negli anni abbiamo ceduto a lusinghe semplificatorie del nostro mestiere e ora siamo inquieti e sofferenti. Dentro i valori di cui il Movimento di Cooperazione Educativa (M.C.E.) è portatore, troviamo quel riparo che ci sostiene in questo nuovo cammino che intravediamo, per realizzare la scuola che vogliamo. Nei nostri lavori si è delineata la necessità di porci come stimolo nelle sedi politiche e istituzionali sui temi della scuola pubblica; è emerso il bisogno e la voglia di condividere e coinvolgersi sul “mestiere dell’educare”, di concentrarci sulla nostra formazione per riportare la didattica dentro i nostri dibattiti e nelle nostre scuole di appartenenza attraverso la ricerca e la sperimentazione.
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Nel MCE l’idea di cooperazione si coniuga con l’impegno pedagogico-politico e lo si declina nella pratica didattica attraverso scambi sulle esperienze e sui problemi dell’educare. Vogliamo davvero che i bambini e i ragazzi facciano “pensieri difficili” e siano uomini e donne liberi e solidali del futuro del mondo. Noi dobbiamo riprendere il nostro importante ruolo di educatori, consapevoli che è dentro le nostre aule che si comincia a giocare questo grande gioco che è la vita! Le tecniche di insegnamento e l’organizzazione della classe non sono indifferenti alla costruzione di una comunità educante e con questa convinzione continuiamo a praticare la cooperazione e la didattica di laboratorio, la ricerc-azione. Non vogliamo usare un libro di testo unico ed uguale per tutti e ci mettiamo nella disponibilità di ascoltare, di promuovere e di sospendere il giudizio. Ci prendiamo la responsabilità di esserci.
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Nella XIII Assemblea laboratorio del M.C.E. sardo uomini e donne di diversi paesi della Sardegna per tre giorni hanno vissuto insieme, hanno studiato, hanno parlato, hanno condiviso emozioni, rinunciando all’ incanto della lunga vacanza che questo ponte di fine aprile offriva. È apparso chiaro un grande bisogno: comunicare nel confronto. Incomincia così il nostro impegno per il futuro, rilanciamo la pedagogia popolare, contaminiamo i luoghi e con le nostre idee seduciamo le persone. Il dieci giugno terminano le lezioni e noi il giorno dopo, cioè l’undici, ci ritroviamo ad Oristano in un Laboratorio di coordinamento
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Regionale M.C.E. per dare gambe al nostro impegno MCE, sociali, civile ed etico nella nostra isola. Arrivederci alla XIV Assemblea-laboratorio regionale! Un soffio può diventare tempesta. Luisanna Ardu Maggio 2006
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