
(SENZA
) CON ONERI PER LO STATO
Governo forte coi DEBOLI, ma debole con i poteri FORTI
Per mesi le scuole del nostro Paese si sono aperte per rendere
pubblico e trasparente il lavoro educativo degli insegnanti. Poi le
strade d’Italia hanno visto maestre e alunni, padri e madri e figli
sfilare con cartelli creativi e ironici. Infine gli studenti e i
professori hanno fatto lezione sulle scalinate e sulle
piazze.
Tutti con la
medesima richiesta: Non risparmiate sull’investimento culturale, la
scuola è il futuro delle nuove generazioni. E la risposta governativa è
stata dura: Poiché si tratta di menzogne e manipolazioni… Nessun
dialogo è possibile, né prima né durante, né dopo.
Poi, un giorno, un
Monsignore dice una mezza parola… si lamenta dei tagli alle scuole
paritarie, annuncia la mobilitazione delle scuole cattoliche …
Pochi minuti bastano per il
dietrofront del governo. I fondi previsti , nella misura di 120
milioni di euro, vengono ripristinati.
Con 1 (uno)
emendamento, 1.000 (mille) scuse, e l’invito a dormire sonni tranquilli
su 4 (quattro) cuscini
A tutti coloro che
lavorano ogni giorno nella scuola pubblica e dello Stato, pone un certo
imbarazzo un governo che si comporta così.
Ci imbarazza nel
metodo. Una tale docilità, e tanta deferenza, una così grande premura
nei confronti dei Prelati e dei Privati contrasta con il silenzio, il
muso duro e i muscoli mostrati nei mesi passati nei confronti di
analoghe richieste che venivano da studenti, insegnanti e famiglie, pur
cristiane anch’esse.
Un governo che usa due pesi
e due misure non è un buon modello educativo per i giovani: dice di non
guardare in faccia nessuno invece guarda, eccome… e differenzia le
risposte a seconda della provenienza delle richieste. I ragazzi
direbbero che ha troppe preferenze, o che si dimostra forte coi deboli,
ma debole coi forti: regole che si addicono a certi tipi di bullismo,
più che ad adulti responsabili.
Ma ci offende ancor
più il merito. Noi ci aspettiamo che un Governo rispetti la
Costituzione, che è il patto sottoscritto da Tutti. Non ci sembra giusto
che l’art. 33, che parla così chiaro, venga continuamente frainteso:
La Repubblica… istituisce scuole statali per tutti gli ordini e i gradi.
Enti e privati hanno il diritto istituire scuole e istituti di
educazione, senza oneri per lo Stato.
Non ci
stanchiamo di ripetere cose risapute, perché, ce ne stiamo accorgendo
tutti quanti, viviamo in un clima di manipolazione dell’informazione,
e si rigirano le parole cambiandole di senso.
E il
significato dell’articolo costituzionale ci sembra univoco: è la scuola
statale che va istituita, non quella privata che va assistita…
O no?
Non vogliamo essere scambiati per anti-cattolici. Non vogliamo mancare
di riconoscere l’importanza e la serietà di tante scuole private e
confessionali. I nostri pensieri sono dettati dalla passione
educativa.
Chi ama la scuola la vuole libera e aperta, capace di
garantire a tutti e tutte il diritto all’istruzione: che significa
garantire il diritto a comprendere la realtà che ci circonda, a
incontrare gli altri, a costruire legami sociali con chi è diverso da
noi. Quindi non crediamo che costruire e frequentare scuole troppo
omogenee e fondate sulle appartenenze sia una cosa utile a formare
personalità aperte al dialogo
Infine,
un’ultima osservazione.
E’ stato messo in evidenza che nella società in cui viviamo prevale la
ricerca del consenso attraverso la manipolazione dei messaggi. In questo
modo si punta a creare una opinione pubblica docile, perché impaurita e
disponibile all’adeguamento, disponibile a delegare ogni diritto a chi
si presenta come rassicurante. L’unanimismo è a volte un sintomo di
questa docilità, e l’unico antidoto è tenere la schiena diritta, non
rinunciare ai diritti costituzionali.
Infatti in un Paese democratico è bene che il confronto ci sia fra
opposti pareri, alla ricerca di integrazioni e mediazioni... è questa
che chiamiamo Politica.
In questa storia un’uscita politica è stata negata dall’unanimismo di
chi si è espresso, maggioranza e opposizione.
E neanche questo ci sembra un buon modello di cittadinanza
attiva e democratica.
Dicembre
2008
M.C.E.
Movimento di
cooperazione educativa
Segreteria nazionale
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