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MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA

www,mce-fimem.it

FEDERATION  INTERNATIONALE DES  MOUVEMENTS  DE  L’ECOLE MODERNE

     

ITALIANI BRAVA GENTE ?

Rab, Auschwitz, Rosarno…

 

      Come ogni estate molti italiani le vacanze scolastiche, le avranno trascorse sugli scogli della Croazia. Nella bellissima isola di Rab (Arbe) ad esempio, ce n’erano tanti in Sloboda trg, in mezzo alla quale giganteggia un bell’albero insieme con una lapide bilingue: piazza intitolata alla liberazione dagli Italiani.

      In fondo all’isola, c’è un antico monastero francescano che conserva un piccolo museo. Lì si trova una foto del campo di concentramento italiano che fu aperto negli anni quaranta e chiuso precipitosamente nel 1943.

     Più avanti il cimitero e il memoriale, con oltre 1500 nomi che ricordano i morti.

     Quei nomi sono in parte di origine ebraica, molti di radice slava.

     Le guide raccontano dei tentativi di “epurazione” fatti dall’Italia del tempo, delle deportazioni di Croati, Serbi e Sloveni, del loro internamento, della loro morte di stenti, della fuga dei nostri ufficiali all’indomani dell’armistizio.

     Alcuni storici commentano: in Libia e nella ex Jugoslavia gli Italiani hanno perso l’ingenuità di potersi continuare a definire “brava gente”. Gli Italiani, in quei luoghi, non erano i sottomessi, ma avevano il potere e l’autorità, e l’hanno usata compiendo atti indegni (crimini contro l’umanità, si direbbe oggi).

     Poi, provandone vergogna, li hanno nascosti a se stessi.

     Infatti queste vicende non le abbiamo mai lette in quei libri di storia, che noi stessi, insegnanti, dovremmo insegnare ai ragazzi. E così come educatori non nascondiamo la nostra preoccupazione: sappiamo che una mancata presa di coscienza non consente alcuna rielaborazione critica, alcun apprendimento. Le nostre nuove generazioni di Italiani, che non hanno visto la guerra, che non sono mai stati emigranti o stranieri … potranno assumere  gli stessi comportamenti violenti che hanno assunto le precedenti generazioni… continuando a rappresentarsi come “Brava gente”

     Ricordiamo per non dimenticare.

     Ora, che a distanza di  molti anni  siamo entrati in un nuovo secolo e un nuovissimo millennio possiamo consentirci, insieme ai testimoni, di  ricordare?

       La nostra associazione ribadisce che è necessario lavorare a scuola perché , insieme, ci si sforzi di ricostruire quei fatti, le scelte da cui sono nati, i processi economici, culturali e politici che le hanno realizzate e le conseguenze che ne sono venute. Gli strumenti non mancano: testimonianze e fonti visive e materiali, fotografiche e  sonore, scritte e raccontate… ci aiutano a ricordare che, anche se molti occhi hanno visto e allora hanno taciuto, oggi possono liberarsi e narrare l’orrore.

      Il 27 gennaio di ogni anno è la giornata della memoria della Shoah,  che ci consente di rinnovare il ricordo delle vittime della follia Nazifascista: Ebrei, zingari, oppositori politici.

     Non nascondiamo ciò che è stato, nel secolo scorso, ma anche qui nel nostro Paese di oggi.

Non limitiamo il nostro sguardo: se osserviamo l’intero orizzonte vedremo nuvole che portano il colore della discriminazione e del razzismo che oggi cercano nuovi territori da ripulire, nuovi soggetti da eliminare. 

Quindi  non dissociamoci  da quanto è accaduto  lassù (ad Auschwitz)  e laggiù (a Rosarno)

     Aiutiamo noi stessi e i nostri ragazzi a prendersi  una parte, seppur piccola, di responsabilità.

        E’ un invito a tutti gli educatori

     SOS RAZZISMO. NON SOLONERO

Con in mano l’articolo tre della Costituzione riparliamo con i nostri allievi di razzismo e di tutte le sue forme: il colore della pelle, ma anche il sessismo; la discriminazione culturale e linguistica; le persecuzioni su base religiosa, ma anche quelle per opinioni politiche divergenti o per condizioni economiche e sociali disagiate (il tentativo di dar fuoco al clochard di Venezia ne è l’ultimo esempio).

 

Gennaio  2010       

 La segreteria nazionale

del Movimento di  Cooperazione educativa