<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="65001"%> scritti di filosofia della sceinza di Marco Macciò

 

Marco Macciò

formatosi in Filosofia con il fenomenologo Enzo Paci a Milano, è interessato a una filosofia della "resistenza" contro il dominante scetticismo dogmatico e a una rivalutazione del metodo osservazione nella costruzione dei saperi. Ha scritto saggi di filosofia della storia, epistemologia e psicologia dell'infanzia.

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Crisi della Koiné epistemologica?

"Considerando la “nuova epistemologia” nel suo complesso e, ormai, sulla base del distacco creato dal passare del tempo, quale valutazione se ne deve dare?" ...
..." Personalmente sono stato colpito dal fatto che, malgrado radicali divergenze su tutte le questioni tra questi epistemologi, si è venuto a formare un ambito di largo e sostanziale accordo intorno ad una sola e unica tesi: i fatti sono indistinguibili dalle teorie. Anche nelle scienze i fatti sperimentali sono carichi di teoria. Non esistono fatti oggettivi, ma soltanto fatti teorici. Questa opinione ha ottenuto un enorme consenso presso gli intellettuali (universale nel campo delle ricerche e della formazione umanistica, parziale in quello delle scienze naturali)"...
... " La domanda che pongo è la seguente: è giustificata la tesi della epistemologia dominante secondo cui nelle scienze una conoscenza osservativa oggettiva è impossibile in quanto ogni osservazione è una interpretazione?"...
..." Io credo che dopo Cinquanta anni sia necessario rimettere in discussione la questione e domandarsi se, nonostante tutto, non sia ancora necessario ammettere che esistono certi fatti ( i fatti sperimentali) che si impongono alla coscienza con una cogenza che li sottrae alla volontà e ai desideri dei soggetti conoscenti. E quindi anche ai loro interessi, teorie, aspettative. Richiamo l’attenzione su un possibile influsso negativo (che non deve farci dimenticare il lato positivo) della nuova epistemologia: l’universale consenso di tipo scettico tra gli epistemologi (pur dovendosi considerar forti differenze interne tra una posizione radicale e una moderata) non ha forse dato un forte contributo alla diffusione tra l'opinione pubblica colta di un atteggiamento di disprezzo per lo studio dei fatti, come se il rivolgersi all'esperienza fosse ritenuto irrealizzabile e inutile?" ...

Critica della tesi antiosservativa di Hanson

In questo nostro sito dell’MCE,  G. Santella, in un paragrafo del suo saggio  Cosa vuol dire metodo scientifico, si occupa della mia stessa domanda: i fatti sono condizionati dalla teoria? Ritengo che questa domanda possa essere interpretata in vari modi. Io sostengo che vi è almeno un modo di interpretare questa domanda che porta a questa risposta: vi è un senso in cui i fatti non sono condizionati dalla teoria (vedi quanto segue).  Santella la pensa diversamente, mi pare, ed io rispetto il suo punto di vista, che so essere universalmente diffuso, quindi sono io che mi devo giustificare. Tuttavia Santella arriva a una conclusione che merita di essere discussa da tutti noi subito: attribuire verità  alle  conoscenze scientifiche rende l’insegnamento scientifico alienante per gli studenti. Non è forse più ragionevole pensare il contrario? Non potrebbe essere che l’ideologia antiosservativa oggi dominante in Italia abbia contribuito a frenare nei giovani la passione per la conoscenza scientifica e matematica?