In queste pagine dell'educazione scientifica nelle scuole, di nuovo aggiornate a partire da oggi 23 marzo 2010 (è primavera...), non potrete trovare i soliti documenti scritti da persone che non sono mai state in una classe, che vi spiegano come si fa ad insegnare, con grafici, tabelle e sottili disquisizioni tra abilità, conoscenze, saper fare, obiettivi, finalità e quant'altro. Potete invece trovarvi dei documenti generali di persone che hanno riflettuto teoricamente su una serie di questioni che riguardano l'educazione, oppure anche documenti di teoria della conoscenza. Oppure potete trovarvi il resoconto di esperienze effettivamente svolte in classe, con tutti i risvolti e commenti. Il materiale è molto e le idee e le esperienze possono anche essere molto diverse. Il senso della cosa è il coro, forse. All'epoca di internet e delle nuove forme di comuncazione, la costruzione del sapere diventa fatto collettivo. E in un collettivo che funzioni ci sono molte persone, molte idee, molti punti di vista. Accetteremo molte idee e ci riserviamo la possibilità di criticarle, e la possibilità di pubblicare anche le contro-critiche.
Il riferimento d'obbligo di molte delle esperienze descritte è Freinet, con i suoi metodi e con la sua concezione del mondo. Probabilmente in molti casi ciò non sarà assolutamente ortodosso. Siamo nel 2010, ma molte delle cose scritte da Freinet sono, pensiamo, decisamente attuali, anche se necessitano di una rivisitazione.
Si parla, poi, di educazione scientifica nella scuola e non si parla di matematica da una parte e di educazione scientifica dall'altra. La matematica fa parte dell'educazione scientifica. Noi riteniamo che non si possa separare l'insegnamento della matematica dall'educazione scientifica. Ogni tentativo di trovare modi e trucchi per rendere piacevole ed efficace l'insegnamento della matematica è destinato al fallimento, se non si vede la matematica all'interno e non all'esterno dell'educazione scientifica. Altrimenti appare abbastanza misterioso come sia potuta apparire questa strana elaborazione formale-simbolica del pensiero che è la matematica. Perché mai esiste la matematica? La descrizione del mondo, la necessità di interpretarlo e di fare previsioni costruttive di comportamento della natura ha fatto nascere la matematica. Non separiamola ora, seguendo le apparenze.
Non troverete parole sulla riforma della scuola. Non riesco ad appassionarmi a un dibattito su una finta riforma, il cui obiettivo non è la costruzione di saperi collettivi, di una effettiva crescita delle conoscenze e delle coscienze di tutti, ma la distruzione delle sacche di resistenza culturale, la omologazione, il risparmio forzato di risorse economiche per destinarle a ... Basta così. Una società civile è una società che ha preso coscienza del fatto che la scuola è il perno fondamentale, che l'investimento nella scuola porta grandi risultati a lungo termine (senza arricchire nell'immediato le tasche di pochi...). Se poi avere molta gente veramente istruita e critica e capace porterà problemi a pochi... va bene.
Faremo a meno di queri pochi e la collettività, nel suo complesso, non ne sentirà la mancanza...
23 marzo 2010