La scarsa consapevolezza delle ragioni che determinano il bisogno culturale e sociale dell’imparare la disciplina matematica al di là del puro conteggio e misura.
La diffusa difficoltà e l’elevato insuccesso scolastico nell’ambito logico-matematico.
La crescente carenza di esperienze affettivo relazionali concrete nella vita domestica e operative a scuola in una società sempre più sbilanciata sul virtuale.
L’assenza di un collegamento con gli altri ambiti disciplinari e linguaggi culturali.
La generale impostazione astratta e assiomatica dell’intervento didattico-metodologico.
La precocità di un insegnamento formale non fondato su esperienze vive e operative.
La pratica estraneità dei percorsi didattici rispetto al metodo induttivo della ricerca.
La mancanza spesso di un rapporto interattivo fra semantica/significato e sintassi/forma.
La difficoltà per l’insegnante di gestire contestualmente diversi livelli di apprendimento.
La non attendibilità di verifiche condotte unicamente sulla ripetizione e l’applicazione di regole, separate da una reale capacità di riferire il concetto a situazioni concrete, di vita.
Ragioni positive
La necessità di offrire all’insegnante una serie articolata di strumenti operativi finalizzati ad una gestione flessibile e personalizzata della consegna e dell’intervento didattico.
L’opportunità di consentire una pratica didattica di lavoro di gruppo, nella quale lo strumento diventa mezzo di relazione operativa e cooperativa, di validazione oggettiva non solo del risultato ma insieme del percorso svolto, coinvolgendo più abilità.
La possibilità attraverso la disponibilità di molti attrezzi didattici strutturati di attivare in contemporanea consegne diverse o di affrontare la stessa consegna con procedimenti e difficoltà differenziate.
La necessità di adottare una varietà di interventi e di utilizzare diversi sussidi strutturati per meglio chiarire e consolidare i concetti matematici, evitando l’identificazione di un concetto con un singolo atto e materiale.
L’attivazione di operazioni ed esperienze motorie, corporee, manipolative e percettive tali da offrire ai bambini la possibilità di fare, osservare e descrivere e, quindi, di essere coinvolti e perciò consapevoli dei percorsi e gradualmente di poterli esplicitare e rappresentare nelle varie fasi operative.
Attraverso l’operare psicomotorio e manipolativo l’opportunità per i bambini di affrontare situazioni complesse con approcci semplici ed emotivamente rassicuranti che costituiscano la premessa per successivi approfondimenti cognitivi e formalizzazioni disciplinari.
Attraverso l’operatività concreta e la socializzazione favorire la graduale evoluzione del linguaggio formalizzato a partire costantemente dall’uso del linguaggio spontaneo/naturale.
Offrire all’insegnante strumenti strutturati che gli consentano di impostare con l’operatività un apprendimento unitario, di ampliare e mirare il ventaglio delle consegne/devoluzionii e delle sue azioni didattiche, permettendo al contempo lo sviluppo delle responsabilità ed insieme dell’autonomia e dell’autovalutazione da parte del bambino/ragazzo.
Favorire attraverso un approccio attivo e creativo il superamento del distacco psicologico e della paura preconcetta verso una disciplina astratta e tradizionalmente ostica ai più.
La possibilità per il bambino di confermare e consolidare l’apprendimento attraverso il rinforzo cognitivo dato dal ritorno ai materiali e all’operatività, cioè al percorso validativo, contribuendo in tal modo non sono a consolidare le capacità ma a perseguire competenze.