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Abstract

Laspetto importante di questo corso è il tipo di metodo che vien usato. Viene usato con gli insegnanti-discenti lo stesso tipo di metodo che si dovrebbe usare con gli allievi.

Il tipo di metodo usato si potrebbe definire in qualche modo "costruttivista": un continuo formulare di ipotesi da parte di tutti e una continua verifica sperimentale di queste

Il materiale di questo tipo di laboratorio è tipicamente "povero", si può trovare in ogni scuola o è di facile reperibilità

la durata del corso va un pomeriggio a tre pomeriggi a seconda delle esigenze della scuola

Per la realizzazione contattate Nino Martino, attraverso l'e-mail oppure telefonando al cellulare: 3387430394

Premessa

Quello che è importante nel corso è la metodologia. Sgombriamo subito il campo da una possibile incomprensione: gli insegnanti non sono quelli che sanno le cose e gli alunni non son vasi vuoti da riempire. Fate una prova: chiedete a un alunno di uscire dalla finestra. Probabilmente si rifiuterà di farlo (se accenna a farlo fermatelo!!). Se si rifiuta di farlo è perché ha già un'idea approssimativa di come funziona il mondo fisico all'esterno di lui e presuppone, pur non avendo mai provato, che ci sarebbero effetti spiacevoli dovuti al gesto.

Ma il mondo fisico del ragazzo, insieme a cose corrette, contiene anche molte inesattezze e molte contraddizioni.

Scopo del corso è di vedere come si possa fare fisica, scienze, interagendo con gli studenti, senza preclusioni di sorta verso le ipotesi avanzate dai ragazzi, con un vero metodo scientifico.

Molte delle cose che vengono fuori in un laboratorio di scienze ci possono prendere in contropiede. Ciò è normale, non siamo pozzi di scienza e a molte cose non avevamo pensato e molte cose non avevamo notato. Mi viene in mente la scritta di una maglietta vista in un grande magazzino: dio c'è ma non sei tu rilassati! Ed è altrettanto normale che gli insegnanti abbiano “paura” di essere presi in contropiede e di mostrare che non sanno delle cose, gli insegnanti temono di perdere autorità se dicono, molto semplicemente, “non lo so, vediamo come si può fare...”. Rassicuratevi, anni di esperienza lo dimostrano, l'autorità ne viene accresciuta se dite, ma con grande sicurezza e fermezza: “non lo so!”.

Questo è l'ostacolo principale per fare un laboratorio di scienze. L'altro ostacolo è “finire il programma”. Sembra che fare laboratorio sia una perdita di tempo. Perdita di tempo rispetto a che cosa? In ogni esperienza concreta di laboratorio c'è un mare di possibili divagazioni, a seconda degli umori dell'insegnante e della classe. E tutto ciò che viene fatto in laboratorio rimane impresso a vita. Il resto invece si dimentica. Cosa vogliamo? Finire un programma che poi viene dimenticato o fare qualche cosa che incida veramente sugli studenti e su noi stessi? In ogni caso la pratica dimostra che il programma si finisce.

In realtà, se me lo consentite, il problema siamo noi: abbiamo effetivamente paura dell'incognito, è normale, solo uno ... “scemo” non ce l'ha...

La metodologia del corso

Dalla premessa discende subito che il corso non è organizzato come una lezione frontale. Quanti corsi di formazione fatti a lezione frontale abbiamo seguito? Innumerevoli. Cosa è cambiato nella nostra didattica? Niente.

Il corso riproduce le condizioni di una “classe”. Il docente e gli insegnanti-discenti lavorano insieme su argomenti sperimentali, provando insieme il metodo scientifico, il modo di porsi davanti alle esperienze, lo sviluppo successivo delle ipotesi. Quello che, spero, si impara è che non ci sono cose giuste e cose sbagliate (la famosa paura di dire cose sbagliate, ce l'hanno gli studenti ma ce l'abbiamo anche noi...). Esistono delle ipotesi, fatte in base alla nostra esperienza (fortunatamente diversa da individuo a individuo), e quello che decide se una ipotesi corrisponda alla realtà o meno è la pratica sperimentale e non una accesa discussione televisiva in cui ha ragione il più ... prepotente. Ci accorgeremo spesso di avere delle idee un po' ... pressapochiste del mondo in cui viviamo.

Nel caso ottimale del corso, si provano subito con i ragazzi delle classi reali alcune delle cose che si fanno durante il corso stesso, in modo da avere subito un riscontro reale la volta successiva. Gli argomenti che si decidono di trattare in classe possono poi essere anche diversi da quelli trattati con me. In ogni caso si è seguiti, per supporto, in ogni fase dell'insegnamento reale.

i contenuti

I contenuti possono essere qualunque. Potete proporre voi degli argomenti che siano di interesse vostro e delle vostre classi. Vi riporto qui di seguito gli argomenti che finora sono stati trattati nei corsi già fatti:

Ma evidentemente potete aggiungere gli argomenti che volete

Materiale necessario

si utilizza il materiale che c'è, in genere materiale “povero”, perché è quello che abbiamo a disposizione nelle nostre scuole. di volta in volta, a seconda degli argomenti scelti, viene pre-indicato il tipo di materiale da avere a disposizione. Se vi è materiale evoluto si usa il materiale evoluto (anche il mitico laboratorio con il computer on line...)

Durata del corso

Il corso è flessibile. può essere fatto in un pomeriggio di tre ore solamente. Oppure, ed è questa l'opzione migliore, in tre pomeriggi di tre ore relativamente distanziati, in modo da poter effettuare dei passaggi nelle classi. Oppure tre pomeriggi senza passaggi nelle classi. Oppure due pomeriggi. Si possono anche prevedere interventi dell'esperto nella classe insieme con voi.

I costi

i costi sono quelli standard: costo dell'esperto secondo la tabella oraria standard. Rimborso delle spese del viaggio da Cagliari alla vostra sede e ritorno secondo le tabelle standard.

Riferimenti

Potete contattarmi direttamente: ninomart@tin.it, oppure contattate Rinaldo Rizzi, referente regionale dell'MCE