Primo giorno di scuola

Stanno riprendendo le lezioni in tutte le scuole italiane. Quest’anno c’è una ragione in più per ripartire e dare un senso al nostro fare scuola: aiutare la ripresa della vita nelle zone terremotate e dare aiuto all’infanzia, particolarmente colpita dalla violenza della natura e dalle guerre in atto. A ben vedere le ragioni in più sono tante e infinite, basti pensare ai bambini di Aleppo a cui sembra oggi negata ogni speranza. Una lettera di auguri per tutte le componenti della comunità scolastica e il programma di lavoro del Mce piacentino.

Roberto Lovattini

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Proponiamo anche una appassionata riflessione di Eraldo Affinati apparsa su “La Repubblica” del 9 settembre 2016, un invito a iniziare bene il nuovo anno scolastico.

Primo giorno di scuola, lettera a ragazzi e prof per cambiare l’istruzione pubblica

DI COSA parliamo quando parliamo di scuola? Così, parafrasando Raymond Carver, verrebbe voglia di scrivere, inserendo il punto interrogativo che non c’era nel titolo originale. Troppo spesso, chiamati a riflettere di istruzione pubblica, si ha l’impressione di imboccare sentieri sbagliati che, invece di aiutarci a raggiungere la meta, ci allontanano dal traguardo. Perdiamo tempo prezioso a discutere d’altro: il linguaggio si complica nel gergo politico, burocratico, sociologico, pedagogico, amministrativo. Questi sono tronchi bruciati: senza scavalcarli, non andiamo da nessuna parte. E allora, esclama il menestrello, dicci tu dove ci vuoi portare.

…continua.

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