Per una scuola dell’inclusione

“Per una scuola dell’inclusione”  Seminario di studio, Bologna 28 maggio 2016 

a/c di Simonetta Fasoli

Il seminario di studio che si è svolto a Bologna lo scorso 28 maggio, promosso dalla segreteria nazionale ed organizzato con il contributo del gruppo territoriale (ringraziamo in particolare Biancamaria Cattabriga e Lori Zanetti) si è posto come un’importante tappa di un percorso di elaborazione che viene da lontano: il Mce è impegnato da sempre sui temi della funzione sociale della scuola e dell’educazione, dunque su un’idea inclusiva di scuola e di società.

L’attualità dell’iniziativa si riferisce, d’altro canto, al percorso della specifica delega prevista nella L. 107/2015, che riguarda l’inclusione scolastica e la figura degli insegnanti di sostegno, sotto il profilo professionale ed organizzativo. La scrittura della delega è allo studio di una commissione istituita presso il Miur: poco o nulla sappiamo dei lavori in corso, mentre il coinvolgimento dei soggetti per un verso o l’altro coinvolti si è limitato ad una convocazione del Miur effettuata lo scorso ottobre, a cui non sono seguiti i tavoli di lavoro tematici, pur annunciati.

Questo lo sfondo in cui si è collocata la giornata seminariale.

Con l’occasione, è stato reso pubblico e messo a disposizione dei numerosi partecipanti un documento (“Il Movimento di cooperazione Educativa per l’inclusione a scuola e nella società), messo a punto con un intenso lavoro cooperativo dal Comitato di segreteria nel corso di alcune settimane, a partire dai primi mesi dell’anno 2016, ampliando ed articolando ulteriormente testi inviati al Miur come contributo al dibattito attorno ai temi della delega. In questo impegno, ci si è avvalsi dei suggerimenti e dei contributi che generosamente hanno messo a disposizione Andrea Canevaro, Raffaele Iosa e Alain Goussot. Abbiamo voluto, in occasione del seminario, ricordare con gratitudine l’apporto significativo di Goussot e la sua pronta disponibilità  a partecipare ai lavori del 28: solo la sua scomparsa improvvisa ci ha privati del suo contributo nel corso del seminario, anche se non della sua presenza viva e preziosa, in termini di idee e di valori.

La giornata ha avuto un andamento intenso, arricchito dalla partecipazione di Andrea Canevaro per tutta la durata dei lavori.

Dopo l’introduzione di Simonetta Fasoli, mirata a delineare le ragioni e le prospettive del seminario, è intervenuto Giancarlo Cavinato, con una relazione sui temi cruciali del profilo culturale e professionale del docente di sostegno, in un’ottica di relazioni interdipendenti e di complessità nella co-costruzione del progetto di vita dei soggetti diversamente abili. Il suo richiamo alle “funzioni di base” è stato pertinente alla valorizzazione delle potenzialità, piuttosto che alla classificazione del deficit. E’ su questi presupposti che il Mce ha elaborato la propria proposta di un “sostegno diffuso”, ampiamente illustrata nel documento: si tratta di valorizzare il contesto, nella sua più ampia accezione, come fattore di inclusione, ottimizzando le risorse in termini qualitativi, senza per questo seguire un mero criterio di economie di scala e tantomeno di tagli lineari.

L’intervento di Andrea Canevaro ha dato una notevole apertura al confronto: sua la proposta di un “sostegno evolutivo”, che dà densità pedagogica all’idea di sostegno diffuso, portandola oltre il rischio di ridurla agli aspetti puramente organizzativo-gestionali. Questa chiave di lettura permette di valorizzare la funzione dei dispositivi messi in campo per l’inclusione: da quelli strumentali a quelli metodologico-didattici: è il futuro, quel che non è ancora e può essere, insieme alle condizioni per cui può essere, il metro di misura delle pratiche inclusive.

Di qui, ci sembra possa trarre senso la nostra messa in discussione delle procedure diagnostiche, in cui spesso si esaurisce la collaborazione tra le diverse istituzioni, ponendo capo ad un eccesso di classificazione “clinica” che rischia di prevaricare la funzione dello sguardo pedagogico: uno sguardo che tende a comprendere piuttosto che classificare.

Nel corso della giornata, Canevaro, interloquendo con i numerosi interventi dei partecipanti (tra i quali, Clara Ligas e Marco Pollano della segreteria nazionale) che hanno animato i lavori pomeridiani, ha arricchito il dibattito con importanti spunti di riflessione, sempre riferiti a “narrazioni” ed esperienze concrete. Nomi e storie che esulano dall’episodico, ma sono piuttosto situazioni emblematiche per individuare le tracce della “scuola possibile”, per ragionare sull’inclusione come chiave interpretativa che va oltre il perimetro della disabilità, per parlare della scuola di tutt* e di ciascuno/a. Così, i contributi di esperienze della scuola reale portati dai partecipanti hanno permesso di riflettere attorno alla dialettica “istituito/istituente”, alla funzione dei contesti come insieme di condizioni messe in campo dalla regia educativa, nell’ottica della cooperazione e del costruttivismo.

Uno dei “fili rossi” che ha attraversato la giornata è stato certamente il tema della formazione: quella che investe tutti gli insegnanti, curricolari e di sostegno, in quanto condizione per realizzare scambi professionali, per perseguire quella forma di interscambiabilità di funzioni in cui in ultima analisi si sostanzia il sostegno diffuso che il Mce prefigura. Per far crescere quella “cultura dell’inatteso” che consente di vedere quel bambino e quella bambina, in carne ed ossa, chiamarlo/a per nome al di là della classificazione diagnostica, schiacciata sull’osservazione clinica.

Come si intuisce da queste brevi note, che non pretendono certo di rendere in modo esaustivo la ricchezza dei lavori,  il seminario di Bologna è stato un’occasione importante per proporre strumenti di lettura per le cornici istituzionali, anche in chiave critico-propositiva. Come ci siamo detti durante i lavori, lo consideriamo un punto di partenza: ci aspettiamo contributi a partire dal documento, che è anzitutto uno spazio aperto di interlocuzione, immaginato come un work in progress.

 

  1. Verbale giornata
  2. S. Fasoli “Introduzione
  3. G. Cavinato “Il cerchio terapeutico” (con allegato articolo CE)
  4. A. Canevaro “Bilancio di questi anni
  5. A. Canevaro “L’altra storia
  6. A. Canevaro “Scuola e lavoro
  7. I. Fiorin “Inclusione: il coraggio di cambiare paradigma
  8. Inclusione scolastica in Lombardia
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