Non è solo questione di numeri

“Non è solo questione di numeri” è il titolo del corso e del convegno conclusivo che ha coinvolto più di cento insegnanti di Scuola dell’infanzia della provincia di Udine nella mattinata di sabato 16 giugno 2018.

Il corso, organizzato dal MCE e inserito nella piattaforma Sofia, ha permesso a un gruppo di diciotto insegnanti di Tarcento e zone limitrofe di realizzare una formazione di matematica fatta su misura per le esigenze di questo ordine scolare. Il loro percorso formativo, iniziato nel 2014-15, con Anna Aiolfi, piano piano si è evoluto grazie alla determinazione delle insegnanti e all’impegno di Marinella Feruglio che nel corso degli anni è diventata prima il punto di riferimento del gruppo e poi la referente del progetto.

Dice Marinella ricordando i loro inizi: “Cercavamo una metodologia innovativa per costruire un curricolo verticale, per capire perché è importante proporre certe attività, capire su che basi si costruiscono gli apprendimenti futuri. È stato un anno “esplorativo” ma subito ci siamo rese conto che per cambiare la didattica dovevamo anche riprendere in mano alcuni aspetti della disciplina, ricominciare a “studiare”.”

Nel frattempo mi ero aggiunta anch’io ad Anna Aiolfi per rispondere a diverse esigenze: coinvolgere gli insegnanti della scuola primaria e media nel progetto formativo, offrire alcuni spunti di riflessione rispetto alla disciplina, introdurre le tecnologie per lo sviluppo del progetto.

Il progetto ha subìto una svolta con l’introduzione della piattaforma Moodle come strumento per la comunicazione, la condivisione e il lavoro a distanza con i formatori. Partendo veramente da zero, queste insegnanti si sono messe all’opera e, supportandosi a vicenda, hanno imparato, insieme alla matematica, anche l’utilizzo delle tecnologie in funzione del loro progetto: il forum e poi il wiki collaborativo sono diventati gli strumenti per il lavoro a distanza e la documentazione, le videoconferenze su Skype con me un appuntamento fisso.

Il progetto, ha avuto come primo tema la “geometria“, poi, nel 2016-17, è nato il bisogno di un approfondimento teorico sulla costruzione del concetto di numero, da cui il progetto ricerca-azione che  quest’anno è continuato affrontando un nuovo aspetto, quello del numero-misura.

 

 

 

“Nel corso degli anni – continua Marinella – nel gruppo c’è stato un ricambio di insegnanti dovuto sia a trasferimenti sia a rinunce, perché mettersi in gioco non è facile, documentare il lavoro richiede tempo, raccogliere i protocolli, condividerli in piattaforma, andare incontro a volte a insuccessi, cambia la prospettiva di noi insegnanti abituate spesso all’autoreferenzialità. La piattaforma ci ha permesso di condividere il lavoro anche con insegnanti che si erano trasferite e desideravano proseguire il percorso… ed anche a insegnanti “contagiate”.”

 

 

Il progetto di coinvolgimento della primaria e della media non ha avuto successo, forse proprio per l’impegno richiesto: ma questo non ha allontanato il gruppo di insegnanti della scuola dell’infanzia dal loro obiettivo.

Nell’anno scolastico in corso la formazione ha quindi cambiato veste: dal momento che non si poteva più ricorrere a finanziamenti istituzionali, si è creato un corso di 28 h inserito sulla piattaforma SOFIA utilizzando il buono scuola per raccogliere i fondi necessari a pagare gli esperti. Il corso è partito il 1° dicembre 2017 con il lavoro sulle GRANDEZZE, quindi l’approccio alla misura e ai numeri razionali.  Gli insegnanti, indirizzati da Anna Aiolfi durante gli incontri in presenza e coordinati da Marinella Feruglio in quelli autogestiti, hanno formato dei sottogruppi per età degli alunni sperimentando percorsi diversi: un gruppo di ricerca-azione sulle lunghezze per le sezioni dei 3 anni, un gruppo sulle finezze e uno sulle superfici per le sezioni dei 4 anni, un gruppo sul volume per le sezioni dei 5 anni. Il confronto tra l’esperienza di ordinamento delle finezze dei materiali (farina, sale grosso, lenticchie, …) e quella sulla misura di lunghezze, superfici e volumi è stato significativo per capire la differenza tra i due modi di “confrontare” per proprietà. I problemi di tipo disciplinare emergenti durante gli incontri di gruppo venivano esplicitati e poi affrontati nelle videoconferenze con me.
L’anno scorso il gruppo aveva cominciato a individuare delle tappe evolutive rispetto al numero per dare ordine al lavoro svolto sia dal punto di vista metodologico che contenutistico e quest’anno, partendo da quello schema, si stanno approntando delle schede sulle attività sperimentate e documentate, pensando alla condivisione e alla diffusione delle pratiche anche al di fuori del gruppo.

Nel corso del convegno le insegnanti hanno presentato alcuni passaggi significativi tratti dal loro lavoro di quest’anno, scelti perché emblematici del percorso svolto. Quando è intervenuta Cinzia Mion, al termine di queste presentazioni, i presenti hanno potuto constatare come ci fosse consonanza tra tutti gli aspetti innovativi delle Indicazioni nazionali e della ricerca didattica attuale, presentati dalla formatrice, e le esperienze appena illustrate. Alla fine eravamo un po’ tutti commossi riconoscendoci nelle sue parole, a volte anche un po’ provocatorie, soprattutto nei riguardi di una certa didattica fatta di schede preconfezionate: la più bella gratificazione per tutti gli sforzi compiuti in questi anni. La formatrice ha sottolineato l’importanza della documentazione: “La documentazione testimonia che l’azione educativa e didattica è un’attività “pensata”.

  • Per i bambini: la documentazione contiene le loro tracce, i loro passi, le loro azioni. I bambini possono rivedersi, riconoscersi,  interrogarsi sulla propria identità.
  • Per le famiglie: i genitori diventano consapevoli delle scelte didattiche effettuate, la documentazione è un ponte forte tra scuola e famiglia.”

Inoltre ci ha aperto gli occhi sui pericoli del trasportare certe forme di valutazione “a crocette” nella scuola dell’infanzia, con bambini che si affacciano per la prima volta ai saperi. Riagganciandosi a quanto detto prima ha evidenziato che: “il senso e lo scopo della documentazione è il suo utilizzo come strumento principale di verifica e valutazione dell’attività educativa“. 

Momenti significativi anche all’inizio e nel corso della giornata.

Ci è piaciuto il saluto iniziale del gruppo udinese del MCE che ha manifestato interesse per questa proposta e la volontà di portarla anche nei laboratori che ogni anno propone alle scuole.

Ci è piaciuto l’intervento di Giancarlo Cavinato che non ha voluto mancare all’evento (unico maschio in questo consesso al femminile!) e ci ha portato le sue riflessioni rispetto alle proposte del MCE a livello nazionale: i quattro passi, il tour politico-pedagogico che partirà a breve.

Una giornata intensa e piacevole per la cui riuscita dobbiamo ovviamente ringraziare chi ci ha ospitato gratuitamente, il Liceo “Marinelli” di Udine. Grazie quindi al dirigente professor Stefanel, grazie al suo staff tecnico che ci ha supportato e grazie a tutti i partecipanti.

Speriamo di poter replicare.

 

I materiali del Convegno

Il saluto del gruppo udinese del MCE

La relazione di Marinella Feruglio, referente del gruppo

Le relazioni di Anna Aiolfi e Donatella Merlo, formatrici

Le relazioni degli insegnanti del gruppo di ricerca

La relazione di Cinzia Mion

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