L’orco non mangia più Pollicino: lo esclude

Il 22 febbraio 2017 Loredana LIPPERINI durante Fahreneit commenta la legge n. 6 del 21 febbraio della Regione Veneto, che “mira a far sì che nell’accesso ai servizi di asili nido abbiano titolo dì precedenza ì bambini portatori dì disabilità e i figli di cittadini che abbiano la residenza in Veneto ininterrottamente da almeno quindici anni o che svolgano la loro attività lavorativa in Veneto ininterrottamente da almeno quindici anni”. La chiamano “Veneto first”.  E’ un precedente pesantissimo, che introduce un discrimine territoriale e socioculturale. Alla trasmissione interviene un costituzionalista, Alfonso Celotto, che afferma che la legge è incostituzionale, e che lo Stato ha 60 giorni di tempo per portarla davanti alla Corte Costituzionale. La lesione dei più elementari diritti dell’infanzia  assunti  dall’Italia con la legge 176 del 1991 che ratifica la Convenzione internazionale è evidente.  Ci attiviamo scrivendo un appello  al Garante dei minori del Veneto, ai parlamentari veneti, all’ufficio migranti di diversi comuni del Veneto, alle associazioni di volontariato e del mondo della scuola, a una serie di ONG, alla sen. Puglisi. Chiediamo come possa una  legge regionale contraddire una legge nazionale per  creare discriminazione e esclusione da diritti di alcune categorie di bambini e bambine rispetto ad altre. 

La delibera della regione è tanto più  paradossale in quanto la Commissione  Europea nella direttiva ‘Investing in children’ continua a sollecitare un sistema educativo inclusivo e di qualità, un sistema integrato zerosei come strumento di integrazione culturale, di risposta al disagio e alla povertà educativa, attenuazione delle differenze,  prevenzione della dispersione. La frequenza quanto più precoce possibile di contesti formativi in risposta a bisogni di formazione  che sono di tutti è garanzia di inserimenti proficui, quindi di vantaggio per l’intero contesto sociale. Ma nella mente dei governanti veneti lo ius sanguinis viene prima di ogni altra fonte di diritto. 

Raccogliamo l’adesione, oltre che del MCE, delle associazioni professionali riunite nel Forum Veneto, degli avvocati dell’ASGI,  dell’Osservatorio antidiscriminazione del Veneto, e, su un raggio più ampio, di Savethechildren, dell’Unicef, del Gruppo nazionale Nidi e Infanzia, del CGD, di CARE, dell’associazione ‘Genitorisidiventa’, della Rete di cooperazione educativa. 

In una conferenza stampa a Padova il 1° aprile viene lanciato l’appello al Governo che impugna la legge ‘in  quanto una norma, che introduce un criterio di preferenza per l’accesso agli asili nido regionali basato sulla residenza nel territorio per un periodo considerevolmente protratto nel tempo (15 anni), viola, come costantemente affermato dalla Corte Costituzionale, il principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 della Costituzione, nonché gli interessi costituzionalmente protetti dall’art. 31 della Carta costituzionale riguardanti il sostegno delle famiglie nella cura dei figli e le finalità formative volte a favorire l’espressione delle potenzialità cognitive, affettive e relazionali dei bambini, protette anche dall’art. 3, secondo comma, della Costituzione. Tale norma regionale contrasta altresì con la normativa europea in materia di libera circolazione dei cittadini dell’Unione e di parità di trattamento dei cittadini dei Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo, in violazione dell’art. 117, primo comma, della Costituzione’.

E’ di giorni fa la notizia che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge con sentenza 107/2018.   ‘Fare capitale sociale’ a volte ottiene esiti positivi per l’intera comunità. Purché tale forma di discriminazione, cacciata dalla porta, non rientri dalla finestra in forme estese all’intero territorio nazionale come alcune dichiarazioni del neonato governo fanno temere.. 

Ci appelleremo in tutte le sedi a tali misure. 

Giancarlo Cavinato, Segretario nazionale Movimento di cooperazione educativa. 

Allegato:  Nidi per crescere, nidi per volare. Una modifica inaccettabile (Documento del Forum veneto delle Associazioni)

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