Lo ius culturae contro il terrorismo

Il 22 novembre il sottosegretario Faraone ha pubblicato un articolo (che trovate per intero nell’allegato) per commentare la prima approvazione alla Camera della legge sullo ius soli temperato e lo ius cultura. La segreteria nazionale MCE sottopone alcune domande all’on. Faraone in merito a questo testo, pur condivisibile.

Estratto dall’articolo:

LO  IUS CULTURAE  CONTRO IL TERRORISMO 

C’è uno Stato, che Stato non è – almeno non geograficamente, non sapremmo tracciarne i confini su una carta muta – che combatte una guerra senza regole e senza schieramento di eserciti contro una comunità, che comunità sembra non essere – anche se almeno geograficamente è, potremmo tracciarne i confini su una carta muta. Una settimana dopo i tragici fatti di Parigi è questo l’incipit che, per me, racconta al meglio quello che sta accadendo in questi giorni. Ed è proprio sul racconto che dobbiamo focalizzarci se vogliamo capire cosa c’è in gioco. Al di là di allarmismi infondati, paure generalizzate, chiusure e barricamenti.

Lo Stato Islamico, il famoso Califfato, è una realtà che, se non esiste fisicamente, possiede, però, una forte epica. E questa forte epica, con i suoi eroi imbattibili e invulnerabili, vittime sacrificali che si immolano nella battaglia contro l’Occidente, ha il potere di creare appartenenza. Il racconto che l’Is fa di se stesso è l’elemento fondante di una comunità, racchiude i valori di un’identità culturale. E lo fa in maniera spettacolare e mediatica, con le immagini crude di decapitazioni in diretta su Youtube o di esplosioni di luoghi simbolo della cultura occidentale, utilizzando strumenti e canali di quell’Occidente che avversa e che vuole annientare.

Dall’altra parte l’Europa. Una comunità che c’è ma che fa fatica a riconoscersi. Frammentata e centrifuga. Unita da trattati e accordi ma che ha smarrito il racconto di sé. La sensazione è che  siamo Europa quando gli altri ci chiedono, ci costringono a esserlo: #jesuischarlie, #noussommesunis. All’epica del califfato rispondiamo con un cancelletto e uno slogan creato ad hoc per il momento. Ed è giusto anche questo. È giusto ricordarsi di un’identità europea e rendere vivo e attivo il ricordo di chi è morto. Nei giorni scorsi il “Corriere della Sera” ha pubblicato due pagine con le foto delle 129 persone uccise a Parigi negli attentati del 13 novembre. “Perché sono più forti dei loro carnefici”, diceva il titolo a metà pagina. Perché sono più forti dei loro carnefici, dobbiamo chiederlo noi che rimaniamo a noi stessi. Perché Valeria Solesin, la cui salma è tornata ieri a Venezia, nel suo Paese natìo, ha una lezione da insegnarci? Perché ce l’aveva quando era ancora in vita, una bella testa – basta allo stereotipo dei cervelli in fuga – una cittadina europea, curiosa, amante dell’esistenza e assetata di bellezza?

(continua)…

 

Scarica lo scritto della Segreteria Nazionale MCE con l’articolo di Faraone

Scarica il pdf dello scritto di Andrea Giardina ‘Hospitalitas’ con le nostre evidenziazioni. L’articolo originale è reperibile qui http://eutopiamagazine.eu/it/andrea-giardina/issue/hospitalitas?pure=true&print=true

Immagine tratta da: http://www.unita.tv/opinioni/lo-ius-culturae-contro-il-terrorismo/
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