Lettera alla neo-ministra dell’Istruzione

Alla C.A. dell’On. Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università, della ricerca

On. Ministra,
a seguito del Suo insediamento al MIUR il Movimento di cooperazione educativa (M.C.E.), da 65 anni presente nella scuola pubblica italiana, desidera porgerLe i propri auguri di un proficuo lavoro.
Attendiamo con ansia le misure che Lei vorrà assumere per migliorare le condizioni operative della nostra scuola. Non Le saranno sfuggite le difficoltà con cui anche nel corrente anno le aspettative create dalla legge 107 si sono scontrate con una ben triste realtà: continui giri di supplenti con le conseguenze immaginabili sulla continuità educativa e didattica, gravi carenze nel servizio alla disabilità, scarsità di fondi, enormi disomogeneità strutturali e pedagogiche fra scuole di zone diverse del paese, assenza di una politica di contrasto alla dispersione in particolare nelle regioni del sud, difformità di indicazioni e procedure fra dirigenze scolastiche di scuole anche limitrofe.
Il Movimento di cooperazione educativa in tutte le sedi in cui da settembre 2014 è stato interpellato e nelle molte audizioni a cui ha preso parte ha sottolineato
– l’esigenza prioritaria di ricostituire quanto i ministeri di centro destra hanno smantellato: i teams docenti, le forme di collegialità e interdipendenza nelle procedure e nelle scelte, gli orari delle discipline nella scuola secondaria, organicità di interventi nei tempi pieni e prolungati, le ore di compresenza sottratte che hanno creato gravissimi problemi nelle situazioni di disagio, sottorendimento, deprivazione socioculturale, risorse adeguate per laboratori e biblioteche, percorsi di formazione rispondenti alle reali esigenze delle scuole
Oggi ci sembra altresì urgente porre mano alla situazione sopradescritta regolarizzando le situazioni nei collegi.
Evidenziamo inoltre le seguenti esigenze:
– sburocratizzazione delle procedure per il piano di formazione e l’accreditamento delle iniziative formative delle associazioni come richiesto nel documento interassociativo presentato dalle associazioni raccolte nel FONADDS a dicembre, evitando di trasformare le associazioni professionali in ‘esercenti’ e snaturandone così la mission; riconoscendo effettivamente la funzione del FONADDS come da molti anni le associazioni richiedono
– messa a norma della legge 107 con approvazione nei tempi previsti delle deleghe previste in particolare per l’inclusione, la valutazione, il sistema integrato zerosei, la formazione iniziale e in servizio.
Le assicuriamo, on. Ministra, che se tali condizioni troveranno un’effettiva operatività nel Suo operato, l’apporto delle Associazioni professionali sarà fattivo e cooperativo.
Ringraziando vivamente per l’attenzione, Le auguriamo un buon anno.
Per il Movimento di cooperazione educativa
Giancarlo Cavinato (segretario nazionale)
Roma, gennaio 2017

Scarica il testo della lettera in PDF

Share

You may also like...

1 Response

  1. Iara Dias ha detto:

    Le parole non sono neutre e ciascuna trasmette un proprio messaggio. Tra l’altro, mi sarei aspettata un testo ben diverso dal MCE. Questo mi sembra ben lavorato sul piano linguistico, tanto sottile che potrebbe indurre un qualsiasi lettore a scorrerlo senza badare a delle “stonature”. “Aspettative”? Di chi? Perché è stato impiegato questo termine che, insieme a “si sono scontrate con una triste realtà”, potrebbe evocare cose positive? La legge 107 non ha mai creato aspettative di segno positivo, anzi. E i segnali erano ben evidenti fin da subito. La 107 tra l’altro non sta creando semplici “difficoltà”, bensì sta arrecando dei gravi danni alla scuola. Quindi perché usare nella lettera aperta alla ministra parole che sembrano invece semplificare e sminuire la realtà dei fatti, che è tragica? Inoltre, di quale scuola stiamo parlando? La scuola pensata dal governo o la scuola pensata dal MCE, secondo Costituzione? Letta così, senza alcuna specificazione, l’espressione “nostra scuola” sembrerebbe alludere alla “Buona scuola”. Magari si sarebbe potuto evitare di usare l’aggettivo “nostra”, quanto mai ambiguo in questa circostanza. Ciò che mi colpisce maggiormente, però, è il seguente capoverso:
    “(l’esigenza di una) messa a norma della legge 107 con approvazione nei tempi previsti delle deleghe previste in particolare per l’inclusione, la valutazione, il sistema integrato zerosei, la formazione iniziale e in servizio”.
    Cosa vuol dire l’espressione “messa a norma”? Il Movimento sollecita la messa a norma della 107 con l’approvazione nei tempi previsti delle deleghe previste? Mettere a norma significa regolarizzare, attuare, realizzare. Certo, magari speravamo in deleghe di diversa natura e dopo tutto il lavoro speso dal MCE sul tema della valutazione, quella delega, come le altre, ci ha colpiti in modo negativo. Comunque sia, quell’espressione mi ha colpita perché vi ho letto un sostegno sottinteso alla 107.
    Mi sarei aspettata di leggere una lettera differente, una lettera in cui fosse emerso il Movimento nella complessità e nella profondità storica di un’associazione professionale indipendente, sempre schierata per una scuola ben diversa da quella che la 107 declina in modo così puntuale. Francamente io, come moltissimi altri docenti che in tempi non sospetti, sono scesi in piazza allarmati, non nutrivo alcuna aspettativa dalla 107. C’erano già tutti i presupposti per quelle deleghe previste che hanno portato a compimento la legge. Ecco, mi aspettavo una lettera in cui emergesse maggiormente l’identità del MCE, come di fatto trapela dai documenti sulla valutazione. Una lettera in cui si mettessero in luce tutte le criticità della legge e che esortasse a cambiare rotta con il contributo fattivo delle associazioni professionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.