L’educazione può cambiare il mondo

Documento per coloro che credono che l’educazione può cambiare il mondo

La  costruzione di un mondo diverso è possibile a partire da un’educazione in grado di imptimere  una trasformazione. Per fare questo, dobbiamo promuovere l’educazione scuole per la cittadinanza globale e globale come parte della formazione continua. (Edgar Morin 7 conoscenze di base)

L’Assemblea Generale della  FIMEM riunita a Dogbo, Benin,  per la  XXXI RIDEF “L’educazione alla cittadinanza per una democrazia partecipativa – la costruzione di un altro mondo è possibile”, sottolinea  il ruolo fondamentale dell’educazione per cambiare il mondo come ci ricordano Nelson Mandela, Malala, Edgar Morin, e l’ UNESCO nel documento sull’educazione per tutti (Dakar, 2000)

Noi lavoriamo per una scuola pubblica, inclusiva, democratica, attiva e partecipativa, laica, cooperativa, aperta all’ambiente e alla società.
Questa scuola è possibile se i governi si impegnano a garantire
– un’educazione  scolastica aperta a tutti
– edifici scolastici sufficientemente decenti
– risorse sufficienti per un apprendimento di qualità
– insegnanti preparati e motivati
– classi non troppo numerose
In nessuno dei 30 paesi in cui ci sono dei  movimenti Freinet, queste condizioni sono soddisfatte, in particolare, sono in contrasto con i diritti dei bambini le politiche degli Stati dove:
– le politiche neoliberiste aumentano le differenze con l’arricchimento di troppo pochi e la povertà di una grande maggioranza
– il neocolonialismo e lo  sfruttamento delle risorse, che impedisce a molti paesi  dell’ Africa, dell’  Asia e dell’ America Latina di svilupparsi
– la falsa democrazia che combatte l’opposizione di docenti e studenti, che chiedono solo i loro diritti, a volte fino a omicidio
–  non vengono assunte misure contro la corruzione
– si favoriscono la guerra e l’instabilità sociale
– non si  creano  situazioni di dialogo partecipativo con gli insegnanti ed i bambini
– si propongono metodi che creano emarginazione e non l’inclusione di tutti
– si riducono le risorse della scuola pubblica favorendo le  scuole private

Ognuno di noi nei nostri paesi, mentre è impegnata a difendere la qualità della scuola e dei diritti dei bambini, ha anche il dovere di impegnarsi per denunciare le scelte politiche che vanno in una direzione diversa e per provare a cambiare.
Da diversi anni il mondo è attraverso ‘da una profonda crisi economica e finanziaria che  ha creato nuove forme di povertà, con l’aiuto dei governi compiacenti;
– l’1% della popolazione possiede il 46% dei beni
– un  9% il  34%
– un altro 40% (la classe media) un altro 14%
– al 50% della popolazione rimangono  solo il 6% delle risorse umane.

Il futuro del mondo è compromesso, il sistema è insostenibile. Il neoliberismo è sempre più competitivo e aggressivo: si  attacca il sistema di welfare. A poco a poco tutto è privatizzato, l’acqua, la salute, la scuola. Nel mondo una delle attività economiche  principali è il mercato delle armi; un solo aereo F35, acquistato da molti stati “per la difesa”  costa quanto serve per la   gestione di un piccolo ospedale in Benin per 219 anni.
Questo panorama disegnato dal  neocolonialismo, che conduce a una  distruzione certa  dell’umanità può cambiare solo se si pratica e si promuove  una vera democrazia partecipativa. La costruzione della democrazia attraverso l’educazione è la nostra unica speranza. Il movimento Freinet ha ben  chiaro che solo attraverso l’educazione alla partecipazione, all’impegno per una responsabilità condivisa, saremo  in grado di invertire questa situazione e potremo costruire  un mondo più umano.

Dal Benin, dalla Porta del Non Ritorno a Ouidah, dove, nel corso dei secoli, milioni di schiavi sono partiti  verso paesi ricchi, per  non tornare mai più, e in memoria dei loro dolori e delle loro lotte  noi chiediamo un impegno a tutti coloro che credono nella solidarietà, in un mondo diverso basato sulla giustizia e, quindi, in un’ educazione liberatrice; solo l’educazione  può salvare il mondo!

Assemblea generale della FIMEM 27 luglio 2016

L’immagine di copertina è tratta dalle foto inserite nel blog http://ridef2016inbenin.blogspot.it/

Share

You may also like...