Proposte per una scuola che cambi il paese

L’11 dicembre a Roma presso la Sala Salvadori della Camera dei Deputati le 32 associazioni e organizzazioni che si riconoscono nella sigla ‘La scuola che cambia il paese‘ organizzano una giornata di studio e dibattito convocando una conferenza stampa in cui verrà presentato il documento allegato frutto di una giornata seminariale svoltasi il 10 ottobre che ha affrontato i diversi argomenti inerenti alla legge 107 attraverso il confronto con esperti anche in relazione alle diverse audizioni organizzate nel corso del mese dal MIUR su inclusione, sistema integrato zerosei, formazione, rapporto scuola lavoro.

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Scuola: 32 associazioni, serve confronto, riforma va cambiata
Da riordino cicli a inclusione alunni, presentate linee generali

(ANSA) – ROMA, 11 NOV – Riordinare i cicli del sistema scolastico “per superare le fratture e le discontinuità”, accrescere i poteri deliberatori del collegio docenti, definire “finanziamenti nazionali adeguati e certi” nell’ambito della legge quadro sul diritto allo studio, istituire “immediatamente una cabina di regia nazionale” sull’alternanza scuola-lavoro e usare i posti per il potenziamento nell’organico dell’autonomia
per garantire l’inclusione scolastica e contro la dispersione “senza vincoli relativi alla copertura delle supplenze”. Sono alcune linee generali proposte dalla piattaforma di 32 associazioni “La scuola che cambia il Paese” per modificare l’impianto della legge 107/2015 di riforma della scuola.
”Su queste linee – ha affermato il portavoce della piattaforma, Giuseppe Bagni, durante un incontro a Roma – vogliamo aprire una consultazione vera e costante con la politica. Siamo delusi dalle consultazioni avvenute finora, vogliamo dei tavoli in cui si ragiona”. In particolare, é “imprescindibile” il confronto “vero” tra decisori e associazioni (tra queste Cgil, Cisl, Uil, Arci, Libera, Cidi, Rete della Conoscenza, Unione degli studenti) sulle deleghe previste dalla 107.
In questa legge, osservano le associazioni, “non si prevede ancora un piano sistematico per ridurre le diseguaglianze e contrastare la povertà educativa, fonti di dispersione scolastica e insuccesso formativo. Si lascia spazio a processi di governance poco partecipativa e di competitività interna che poco hanno a che vedere con il mondo della scuola”. La
piattaforma chiede invece “un vero sistema di orientamento”, “un servizio educativo 0-6 universale e non a domanda” e, per quanto riguarda infine l’ alternanza scuola-lavoro, “una visione d’insieme anche per evitare che la divisione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro dia luogo a percorsi formativi basati sul lavoro separati e alternativi a quelli di istruzione con inevitabili effetti di segregazione e dequalificazione”.

(ANSA).

L. Stabilità: 32 associazioni, finanzi legge su diritto studio
(ANSA) – ROMA, 11 NOV – La legge di stabilità “deve essere modificata” e prevedere “un capitolo di risorse per finanziare la futura legge nazionale sul diritto allo studio”. A chiederlo é la piattaforma “La scuola che cambia il paese” composta da 32 associazioni di studenti, insegnanti, genitori, forze sociali, sindacali e del terzo settore.
Presentando oggi un documento di “proposte per una scuola che cambi il paese”, le associazioni (tra queste Cgil, Cisl, Uil, Arci, Libera, Cidi, Rete della Conoscenza, Unione degli studenti) hanno osservato che nella legge di stabilità 2016, “oltre a prevedere un’ ulteriore riduzione di spesa, non si avvia un piano pluriennale di investimenti nelle politiche della conoscenza”. “Chiediamo delle risposte anche a fronte di queste previsioni: il sistema scolastico e universitario del Paese ha subito anni di tagli pesantissimi che devono essere prontamente reintegrati per dare un segnale concreto di inversione stabile di tendenza”. “Ripartiamo da qui – ha concluso il segretario confederale della Cgil nazionale, Gianna Fracassi – si mettano risorse per il diritto allo studio”.

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