Un sistema scuola

Il Movimento di Cooperazione Educativa ha elaborato un documento relativamente al progetto sulla ‘Buona scuola’ varato dal governo. Ve ne diamo un breve saggio rimandando in calce alla lettura del documento completo.

SCUOLA, CONTESTO DI VITA DEMOCRATICO
Le istituzioni educative possono essere spazio di pratica etica e di politica democratica: mezzo attraverso cui bambini e adulti possono partecipare con altri nel prendere decisioni riguardanti loro stessi, i gruppi di cui fanno parte, la società in senso lato.
Idea, questa, che contrasta con la visione dell’educazione come merce, in cui i valori base sono la scelta individuale, la competitività, l’univocità delle risposte.
Il processo di scelta è complesso. Implica un’etica relazionale, il rispetto per le diversità, il riconoscimento di prospettive molteplici, di paradigmi diversi, l’accettazione dell’incertezza e della soggettività, il pensiero critico.
La scelta è UN PROCESSO DECISIONALE COLLETTIVO, non un processo decisionale di singoli consumatori come nell’ottica neoliberista.
Consumatore e cittadino non sono equivalenti. I consumatori agiscono come singoli e prendono le loro decisioni sulla base di un tornaconto personale o famigliare o spinti da bisogni indotti.
Praticare la cittadinanza implica essere membri di una comunità in cui le decisioni sono prese nell’interesse della collettività come insieme di committenti.
A scuola una pratica democratica attiva si sostanzia di progetti educativi nel cui ambito i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze vanno assunti come cittadini competenti, ‘esperti’ della propria vita, con opinioni degne di essere ascoltate e diritto a partecipare a processi decisionali.
La scuola deve essere luogo di costruzione di democrazia nel senso di stimolo all’assunzione di atteggiamenti socialmente aperti, di fuoriuscita da mentalità egocentriche, di pratica della reciprocità, di socializzazione di problemi. L’insieme dei soggetti che nella scuola operano e interagiscono e delle procedure costituisce un ‘capitale sociale’ che risulta dall’intreccio di tutti i momenti e gli aspetti interpersonali e gestionali in essa accolti e praticati.
Ciò richiede un sistema fluido e trasparente di circolazione delle informazioni e di comunicazione per consentire a tutti di intervenire in modo competente e responsabile.
L’apertura e la creatività delle soluzioni necessitano di istituzioni non cristallizzate in formule rituali e routines stereotipate, e meno che meno affidate alla digitalizzazione, coinvolgendo alunni, insegnanti, operatori, famiglie, enti e associazioni, ciascuno per le proprie competenze.
La scuola è laboratorio sociale, il primo luogo in cui si sperimenta la democrazia.
E’ un villaggio educativo che richiede un pensiero pedagogico forte, un pensiero che tenga assieme le routines e gli imprevisti. La certificazione ci può anche stare, purché abbiamo chiaro che non si identifica con essa la qualità della scuola.

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