Istruzione e autonomia differenziata: non ci stiamo

In allegato un documento condiviso con le Associazioni Professionali Scuola del Veneto sulla regionalizzazione.

ADI, AIMC, AMDZ, ANFIS, CIDI, LEGAMBIENTE SCUOLA E FORMAZIONE, MCE, PROTEO FARE SAPERE

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Otto associazioni professionali del mondo della scuola del Veneto esprimono grande preoccupazione per l’annunciato varo della legge sulla cosiddetta ‘autonomia differenziata’ con il suo carico di separatismo e supremazia delle regioni del nord, la definitiva penalizzazione di regioni già segnate da divari storici. Esprimono altresì indignazione per l’esclusione del mondo della scuola da ogni possibilità di far sentire la propria voce e contrarietà per il passaggio alle regioni delle norme e delle risorse, compresa la gestione del personale, destinate alla scuola.

Riportiamo alcuni paragrafi del documento.

[…]

Cosa sono le norme generali sull’istruzione e perché devono rimanere allo Stato

Siamo contrari al passaggio alle Regioni delle “Norme generali sull’istruzione” che sono ora competenza esclusiva dello Stato e che allo Stato devono rimanere. Cosa sono infatti le “norme generali”? Lo dice la Corte Costituzionale: sono quelle “…sorrette, in relazione al loro contenuto, da esigenze unitarie e quindi applicabili indistintamente al di là dell’ambito propriamente regionale” (sentenza 279/2005). E’ evidente il pericolo che si possano creare, nel corso del tempo, percorsi diversi o addirittura divergenti tra le diverse Regioni, non tanto in merito alle specificità regionali, già adesso riconosciute e oggetto di possibili interventi, ma per quanto concerne le finalità generali del sistema di istruzione e formazione. In questo modo si mette in discussione il ruolo della scuola all’interno dell’unità nazionale. Non dobbiamo dimenticare i valori e i vincoli di solidarietà nazionale che danno forza al sentimento di appartenenza ad una nazione.

Non è chiaro, insomma, dove potrà portare questa scelta, anche a prescindere dai risultati della concessione di ulteriori forme di autonomia che potrebbero non essere positivi per i cittadini.

Dove sono i LEP (Livelli essenziali delle prestazioni)?

Va sottolineato poi – lo ribadiamo – che lo Stato, colpevolmente, non ha mai definito i livelli essenziali delle prestazioni (Lep) se non per il sistema educativo di Istruzione e Formazione Professionale (D.lgs. 226/2005 ai sensi della legge n.53/2003). Lo prescrive la Costituzione all’art. 117. “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:…..) determinazione del livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.

A nostro avviso, senza definire i LEP non è possibile avviare l’autonomia differenziata, per non compromettere i dritti di tutti gli studenti in ogni Regione del nostro paese.
Per garantire i Lep bisogna che il finanziamento del sistema scolastico sia in grado di dare soddisfazione ai bisogni di tutte le Regioni, anche a prescindere dal gettito fiscale del territorio. Da questo punto di vista, le definizione dei costi standard può svolgere un funzione di riequilibrio. […]

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