Conferenza Regionale della Scuola

Il Forum per l’Educazione e la Scuola del Piemonte organizza un percorso annuale di ricerca che si conclude con una Conferenza nel mese di settembre.

 

Dal programma della settima conferenza

Premessa

Dopo essere entrati con la VI Conferenza nel cuore dei processi didattici innovativi in atto nelle nostre scuole, la VII Conferenza si propone di affrontare il tema più generale della crisi  che  stiamo  attraversando sul terreno della educazione. Il dato di partenza della proposta è quello della difficoltà che registriamo fra gli studenti e gli insegnanti relativamente allo “stare bene a scuola”. E’ in crisi la convivenza e il reciproco etto dei ruoli e delle funzioni tra studenti e insegnanti. Gli uni sempre più distanti e distaccati dai processi di insegnamento e apprendimento in scuola, gli altri sempre più demotivati e sempre meno capaci di ascoltare e di farsi ascoltare. Una crisi di carattere educazionale che sta assumendo dimensioni e forme sempre più preoccupanti, destinata, se non succede qualcosa che inverta la tendenza in atto, a bloccare fino alla paralisi i processi di istruzione e formazione finora garantiti dalla scuola e, più in generale, in quello che abbiamo sempre definito  sistema formativo allargato. Gli studenti dimostrano sempre meno il desiderio di imparare dall’adulto/ insegnante; l’insegnante non riesce più a trovare la strada per riallacciare una relazione capace di sostenere un processo di insegnamento/apprendimento efficace e gratificante ad un tempo. Una crisi del desiderio che origina da una più complessiva deficienza o insipienza di carattere etico della società attuale, che coinvolge  i valori sociali, ambientali e, anche, spirituali, della cittadinanza attiva, del sentirsi responsabili dei propri atti, del riconoscimento e rispetto degli altri, del non accettare di corrompere o essere corrotti. Una sorta di analfabetismo etico di ritorno, che –come sottolineano molti commentatori- sta infradiciando in modo capillare la stessa struttura del nostro corpo sociale. La riconquista di “senso” da parte della scuola e dell’indirizzo per la sua innovazione potrebbe essere rappresentato dal lavoro di ricostruzione/rivalorizzazione, nelle forme del tempo delle globalizzazioni e della rivoluzione mediatica, proprio dei due compiti storici: la scuola come laboratorio di democrazia e la scuola che forma all’autonomia e alla consapevolezza culturali necessarie per l’assunzione di responsabilità del cittadino in quanto titolare di diritti/doveri civili e politici.

Alla ricerca di “un’idea di scuola” condivisa

ll nostro “Viaggio nei territori della scuola piemontese” è iniziato nel 2010. In questi sei anni abbiamo organizzato, utilizzando soprattutto i primi mesi di ogni anno, incontri in oltre 150 realtà scolastiche (direzioni didattiche, istituti comprensivi, reti di scuole e istituti di istruzione secondaria) potendo ascoltare e dialogare con circa 3.500 fra insegnanti e dirigenti scolastici, insieme a molti studenti, genitori, amministratori locali, docenti universitari. In sei anni sono stati realizzati 170 focus group  territoriali,  30 seminari tematici e 6 giornate di incontro a livello regionale a conclusione di ciascun anno. Abbiamo raccolto e organizzato i report di queste iniziative decentrate in sei Quaderni di Documentazione. L’obiettivo di questa molto speciale ricerca-azione non era quello di elaborare una fotografia completa e complessiva della scuola piemontese, quanto piuttosto quello di ricercare tracce di buona scuola, riconoscendo e valorizzando le qualità del lavoro di insegnanti e dirigenti che la caratterizzano con l’obbiettivo di individuare l’idea di scuola che la anima e la sostiene.

Abbiamo sottolineato che la vera “buona scuola” è fatta di contenuti, di scelte metodologiche  e didattiche, proposti attraverso il lavoro quotidiano e intenso di moltissimi “buoni insegnanti”, lavoro che nella maggior parte dei casi si avvale del sostegno di dirigenti scolastici, operatori , genitori e amministratori locali avveduti, lavoro che quasi sempre  è compiuto, volutamente e giustamente, lontano dai riflettori mediatici. Con queste scuole abbiamo intessuto un dialogo che è cresciuto negli anni e ha prodotto, come succede spesso quando il lavoro è fatto bene, risultati e ricadute importanti in altri territori e in altre realtà scolastiche.

La nostra ricerca non è quindi finalizzata alla descrizione dettagliata delle tecniche didattiche e delle soluzioni organizzative che caratterizzano queste esperienze, quanto a capirne motivazioni e finalità, condizioni di fattibilità e di efficacia, livelli di coinvolgimento della comunità scolastica, possibilità di trasferimento in altre realtà, nella speranza – speriamo non vana – di riuscire a far emergere e a far condividere l’idea di scuola che le sottende. Solo muovendo da una “idea di scuola” partecipata, inclusiva, di qualità, è possibile individuare le condizioni e le proposte affinché la scuola per la quale abbiamo operato e operiamo sia la scuola di tutti e per ciascuno. Siamo infatti convinti che, pure nella non facile situazione attuale, questa azione di ricerca e di sviluppo possa costituire un’importante indicazione nei confronti delle necessarie e auspicabili scelte di politica scolastica del decisore politico.


I risultati della ricerca confluiscono ogni anno in un Quaderno di documentazione.

2016. Settima Conferenza. Educare istruendo… ci vuole un villaggio.

2015. Sesta Conferenza. Fare bene la scuola.

2014. Quinta Conferenza. La buona scuola.

2013. Quarta Conferenza. Benvenuto cambiamento! (Quaderno)
Contributo per un’agenda di politica del cambiamento.(Documento di sintesi finale)
Bilancio finale delle iniziative 

2012. Terza Conferenza. Bentornato insegnante!
Approfondimenti
Sintesi finale

2011. Seconda Conferenza. Federalismo e autonomia scolastica.

2010. Prima Conferenza. La nostra scuola. La scuola di tutti.

 

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