Punto Arlecchino

CENTRO DI ASCOLTO, ORIENTAMENTO E DOCUMENTAZIONE PER L’EDUCAZIONE INTERCULTURALE

Responsabile: ZUCCHERINI RENZO
Indirizzo: Via Magno Magnini Perugia
Telefono: 075 5002281
e-mail: zuccherini@tiscali.it

Il Punto Arlecchino è un Centro di ascolto, orientamento e documentazione per l’educazione interculturale e per l’inserimento degli alunni stranieri realizzato attraverso una collaborazione dei Comuni di Perugia, Corciano, Torgiano con il Movimento di Cooperazione Educativa.
Operativo dal 2003, ha sede in via Magno Magnini a Perugia, in locali messi a disposizione dall’Amministr Comunale di Perugia, che ha espresso la volontà di farne una struttura permanente, continuando ad avvalersi della collaborazione del MCE.
Finalità del centro sono:
• una educazione interculturale per tutti, indipendentemente dalla presenza di figli di migranti, volta a costruire interazioni positive fra persone di genere, età, culture, storie personali diverse;
• la ricerca di strumenti e strategie dell’accoglienza, della gestione non distruttiva dei conflitti, della mediazione linguistica e culturale;
• una riflessione sui saperi essenziali per una società multiculturale e globalizzata;
• realizzazione di una scuola come micro-contesto interculturale, come laboratorio di convivenza democratica e multietnica.
Il coordinatore del progetto Punto Arlecchino è Renzo Zuccherini.
Durante l’anno scolastico 2014-15, l’attività di Punto Arlecchino si è incentrata sul bisogno espresso da una scuola (la scuola primaria “Turchetti” di Ponte Pattoli), di costruzione del progetto Giocastorie, che è stato attivato a partire da novembre 2014: un laboratorio di attività didattiche espressive, ludiche e comunicative, gestito da volontari/e e appoggiato dalle associazioni locali.
In esso il ruolo di consulenza e di supervisione di P.A. si è confrontato con la concreta storia della realizzazione del progetto, con la presenza continua del coordinatore di P.A. nel laboratorio con funzione di osservatore dei processi in atto, con particolare attenzione alle pratiche linguistico-comunicative e alle dinamiche relazionali.
Il gruppo di Punto Arlecchino ha rilevato una positiva collaborazione tra insegnanti ed alcuni genitori con la finalità di promuovere l’integrazione tra gli abitanti della zona.
Con l’inizio dell’a.s. 2015-16, l’attività del gruppo di lavoro di Punto Arlecchino si è indirizzata sulla ripresa dell’analisi del sistema scolastico come luogo di accoglienza e di integrazione, anche tenendo conto dell’attuale contesto di strumentalizzazione politica dei temi legati alle migrazioni e della debolezza della scuola nei confronti di tale contesto. Un elemento importante potrebbe essere, a nostro giudizio, l’impegno del Comune a favore di tutte le iniziative di integrazione culturale, soprattutto tra famiglie e comunque fra adulti.
Il gruppo conferma l’opportunità e la necessità attuale di una attività di Punto Arlecchino volta a favorire spunti di riflessione sui temi dell’educazione interculturale e, più in generale, di una ricerca educativa che apra alla partecipazione, alla condivisione delle esperienze e delle pratiche, al coinvolgimento attivo di energie presenti sul territorio (docenti, studenti, genitori, operatori di biblioteca….).
Si è deciso pertanto di iniziare con l’organizzazione di un laboratorio di lettura e di approfondimento incentrato sui contenuti del testo di Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande. Cronaca di un’avventura pedagogica. Il laboratorio, o gruppo di lettura, si confronterà poi in un incontro pubblico con Lorenzoni. Si tratta in sostanza di una modalità di formazione, che unisce l’aspetto laboratoriale e cooperativo nel gruppo al momento formale e “frontale” del confronto pubblico.
Altra modalità comunicativa scelta dal gruppo di Punto Arlecchino è quella informatica, attraverso l’attivazione di una pagina facebook di cui tutti i membri del gruppo sono redattori (editor): la pagina vuol essere un modo per raggiungere gli insegnanti (e quindi di fare formazione) anche quando gli insegnanti hanno difficoltà a raggiungere fisicamente le attività di Punto Arlecchino. L’attività di redazione della pagina impegna il gruppo in una elaborazione comune, e (contraddicendo un po’ lo spirito del canale fb) non si limita a una presenza individuale sporadica ed effimera, ma cerca di individuare temi e contenuti su cui stimolare l’interazione con i lettori, proponendoli al gruppo, discutendoli e approfondendoli. La comunicazione all’esterno, quindi, è l’interfaccia di una circolazione interna di idee e stimoli.

Verso un nuovo progetto
I punti forti del progetto iniziale, che restano tutt’ora validi, erano:
– l’analisi della realtà migratoria
– l’identificazione dei bisogni come diritti (in particolare il diritto all’istruzione)
– la Costituzione come quadro in cui i diritti hanno riconoscimento e promozione
– la scuola come luogo per eccellenza dell’accoglienza per tutti/e.
Rispetto al progetto originario, ed alle attività ed iniziative intraprese nel decennio da Punto Arlecchino (con un bilancio senz’altro positivo per ricchezza e qualità), abbiamo constatato un progressivo scostamento tra le nostre intenzioni e l’interesse della scuola. Ciò ci ha indotto a un profondo ripensamento sull’attività di P.A. che, pur riconfermando nella sostanza il progetto iniziale, ponesse al centro nuove forme di attività e di organizzazione. Il  punto di partenza di un nuovo progetto è stato dato dalle indicazioni che ci provengono sia dalla nostra riflessione interna, sia dai contatti e incontri con gli operatori scolastici; in sintesi:

    1. Ripartire dai bisogni di bambini e ragazzi, rispetto a cui hanno senso le attività delle istituzioni educative (compresa l’analisi del disagio della scuola, la formazione degli insegnanti, la progettazione educativa); in particolare i bisogni di integrazione nel gruppo, di apprendimento, e di costruzione e organizzazione delle conoscenze.
    2. Ristabilire un equilibrio tra creatività e strumentalità, vedendo questa ultima ) come base per l’esercizio dei diritti e per lo scambio interculturale: in particolare, i processi di formalizzazione (capacità di argomentare, astrazione, competenze discorsive) creano le condizioni per l’esercizio della cittadinanza; l’identificazione, la conoscenza e la pratica di regole, cornici, vincoli, procedure, confini, abilita alle pratiche sociali ed è condizione per lo sviluppo della stessa creatività.
    3. Cercare di comprendere il contesto socio-culturale, anche a livello micro (es. quartieri), per evidenziarne le criticità, i bisogni e le potenzialità, soprattutto a livello educativo e di integrazione.
    4. Pensare a una offerta di servizi culturali per tutti, a cominciare dai più deboli: attività pomeridiane di fiancheggiamento, attività di aggregazione, attività adulti-ragazzi e famiglie, coinvolgimento di famiglie e servizi.
    5. Coinvolgere un numero adeguato di volontari, capaci di agire localmente.

L’organizzazione
Un ri-orientamentro di Punto Arlecchino nel senso sopra indicato comporta che del progetto siano parte integrante anche le previsioni relative a:

  • organizzazione: luoghi tempi gruppi; soggetti attuatori; segreteria;
  • ruolo dei volontari; ricerca, selezione, formazione, accompagnamento, sostegno;
  • modalità e regole di funzionamento;
  • un preventivo di voci (assicurazione volontari, materiali di consumo e assistenza, materiali per laboratori e iniziative specifiche; …).

Il progetto Giocastorie
Come inizio della nuova attività, P.A. si è incontrato con il bisogno espresso da una scuola (“Tuerchetti” di P.Pattoli), di  costruzione del progetto Giocastorie, che sarà attivato a partire da novembre 2014. In esso il ruolo di consulenza e di supervisione di P.A. si confronterà con la concreta storia della realizzazione del progetto.

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