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Rinaldo Rizzi
La scuola dell'autonomia come formazione sociale e
centro di promozione di identità culturale
A tre anni di distanza dalla formulazione del "Progetto regionale
di servizio tele-informatica e tec.-ped. per la costruzione della rete
regionale delle scuole del Fr.-V.G." e dopo tre convegni regionali
su "Multimedialità e didattica in rete" arriviamo a questo
convegno-seminario su "Costruire e gestire la rete telematica
delle scuole del Fr.-V.G." con l'obiettivo esplicito di centrare
l'attenzione su due punti nodali:
1) La scuola dell'autonomia nella costruzione di un rapporto con gli
EE.LL. e il territorio.
2) L'uso delle tecnologie multimediali e della rete per una didattica
moderna e formativa.
1) La scuola dell'AUTONOMIA
- Ha un senso istituzionale, trova la sua giustificazione culturale e
sociale, reperisce in parte le sue risorse (che non sono solo economiche
ma
.) e precisa la sua specificità in stretta connessione
con il proprio territorio e dunque in primo luogo con gli EE.LL. che sono
l'espressione democratica della comunità locale.
- Ha la necessità vitale di porsi in relazione collaborativa e
progettuale con le altre scuole del proprio comprensorio per condividerne
le risorse professionali e progettare assieme un piano pedagogico territoriale.
- Ha una nuova dimensione istituzionale nel quadro dell'articolazione
democratica della Repubblica, fatto che è reso esplicito anche
dalla neonata A.S.A, (Associazione Scuole Autonome).
2) L'uso dell'informatica e telematica
- È una necessità vitale in una scuola all'altezza di una
società multimediale per ragioni molteplici (motivazionali, cognitive,
informative, comunicative, di documentazione).
- È uno strumento essenziale per inserire la scuola in un contesto
di reti di informazioni e servizi sociali (rete civica, bibliotecaria,
socio-sanitaria, archivistico-museale,
.).
- Costituisce lo strumento operativo e mediatore per impostare e praticare
l'innovazione metodologia e didattica.
Autonomia e rete telematica richiedono
un atteggiamento ed una pratica di cooperazione interpersonale e territoriale
ed in quanto scolastiche si qualificano nel segno della cooperazione
educativa
Cooperazione educativa significa
a) riconoscere che insieme di cresce meglio (non solo relazionalmente
ma cognitivamente, si pensi agli studi di Lev Vygotskij),
b) perseguire nella ripartizione di compiti e obiettivi collegialmente
convenuti (che raccoglie diversità di competenze e valorizza una
pluralità di intelligenze, si pensi ancora alla teoria di Howard
Gardner),
c) condividere una progettualità ed una metodologia operativa,
d) accettare il confronto critico finalizzato al perseguimento di un progetto
concordato negli obiettivi e condiviso nel percorso,
e) concorrere nella diversità soggettiva in un rapporto di partenariato
aperto nella distinzione di funzioni, di specificità professionali
e territoriali,
f) usare la multimedialità per facilitare la comunicazione, l'incontro
e la cooperazione sia nel gruppo di progetto, sia di classe che a distanza,
g) essere consapevoli che cooperare implica autonomia e compartecipazione
e che proprio la diversità fa il valore aggiunto,
h) constatare che progettare e operare insieme comporta darsi delle regole,
rispettarle, concordare l'obiettivo, socializzare nel percorso e condividere
il prodotto, ed esprimere dunque una pratica di valore formativo, di educazione
al diritto di cittadinanza.
La cooperazione non è solo un valore educativo e sociale ma un
fondamento portante della rete e una necessità pratica di un sistema
formativo integrato fra più soggetti dentro
l'istituzione, fra istituzioni, fra pubblico e privato (sia espressione
di volontariato che d'impresa).
Dal '99 ad oggi abbiamo cercato come soggetto promotore MCE di porre in
atto alcune di queste premesse attraverso la ricerca ed il coinvolgimento
di diversi soggetti concorrenti nella costruzione del progetto e nell'avvio
del programma:
- il soggetto fiancheggiatore IRRSAE,
- il soggetto sostenitore INSIEL,
- i soggetti attori Istituti scol. " centri-polo",
- i soggetti compartecipi Istituti scol. di rete territoriale,
- i soggetti concorrenti EE.LL. (Comuni e Province),
- i soggetti contribuenti (Regione e istituti bancari).
Giunti a questa fase ci proponiamo:
- una prima messa a punto fra i diversi soggetti per un salto operativo
di qualità e quantità del programma di lavoro,
- una definizione dei tre assi professionali fondamentali nella costruzione
e gestione della rete telematica rappresentati dai nodi: informazione,
formazione e didattica collaborativi (vedasi il contributo/traccia di
lavoro proposti da Guglielmo Trentin).
Il programma di lavoro prevede:
- oggi un convegno per un confronto fra diverse componenti interessate
alla costruzione della rete;
- domani un'attività seminariale di approfondimento, puntualizzazione
e programmazione istituzionale e professionale scolastica;
- entro febbraio la redazione di un CD rom relativo al progetto-programma
della rete reg. dei " centri-polo " e delle reti territoriali;
- fra tre mesi un nuovo seminario di verifica, puntualizzazione e ulteriore
programmazione operativa;
- il 3-4-5 maggio a Cervignano del Fr. il 4° convegno regionale su
"Multimedialità e didattica in rete"
Ad impostazione ed aggiornamento del progetto sono messi in campo e impegnati
i seguenti attori:
a) la Segreteria del Gruppo reg. MCE Inf/tel. insieme ad
un gruppo tecnico didattico;
b) il Coordinamento pedagogico regionale della Rete degli
Istituti -centri-polo - scol. comprensoriali;
c) un Comitato scientifico;
d) i Coordinamenti tecnico-did.delle reti territoriali.
L'augurio è che da queste giornate esca fruttuoso un impegno convergente
fra istituzioni scolastiche, EE.LL., Regione, INSIEL e il volontariato
pedagogico espresso in questo progetto dal MCE che unendo risorse economiche
e professionali, istituzionali e culturali faccia compiere una svolta
decisiva nella realizzazione quantitativa e qualitativa della rete tel.
scol. reg. del Fr.-V.G.., esperienza singolare e significativa a livello
nazionale, come ci è stato attestato da più fonti autorevoli.
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