Multimedialità e Didattica in rete: progettiamo e operiamo insieme
Gemona del Friuli (UD) 4-5-6 maggio 2001
Quattro anni sono trascorsi da quando come MCE abbiamo iniziato in regione il nostro cammino sul versante della multimedialità telematica. Di strada da allora nabbiamo percorsa, così come certamente ne ha compiuta la scuola.
Siamo partiti in pochi con lidea, siamo passati in più al progetto, strada facendo siamo notevolmente cresciuti giungendo lo scorso anno alla definizione del programma e ora qui alla verifica delle prime sue realizzazioni. Tante sono state le difficoltà ma anche tante le generosità e limpegno di molti insegnanti ed alcuni dirigenti scolastici che in regione hanno raccolto e condiviso la nostra proposta, aderendo e collaborando al progetto del "Gruppo regionale MCE informatica e telematica", costituitosi nel 1999.
Ora il rapporto sia associativo sia istituzionale si sta facendo più ampio ed impegnativo. Si sta costantemente allargando la base sociale docente anche grazie alla collaborazione dellIRRSAE e dellINSIEL, e si stanno coinvolgendo alcuni EE.LL.. Si è raggiunto in questi mesi un rapporto di collaborazione formalizzata in un "protocollo dintesa" con una serie di Istituti scolastici di base e secondari, che hanno assunto limpegno dessere o diventare centri-polo e di costruire nella rispettiva area una comunità territoriale in rete telematica nellambito della "Rete telematica scolastica regionale" che stiamo insieme costruendo.
Con lINSIEL e lIRRSAE stiamo da tempo pensando alla realizzazione di un portale regionale della scuola (www.scuola.fvg.it), attraverso il quale mettere a disposizione di tutte le scuole del Friuli-Venezia Giulia, sia collegate in reti telematiche sia con siti Internet isolati, un Data base comune. In sostanza il nostro progetto e lavoro è teso a unire in una cooperazione interattiva la pluralità di reti esistenti o che si formeranno, sia come frutto d'iniziativa di base e dellautonomia scolastiche che per promozione ministeriale. In questo senso ci auguriamo e chiediamo al Direttore regionale della scuola, dott. Bruno Forte, unazione di coordinamento e di sviluppo di un tale progetto complessivo e, suo tramite, lavanzamento di una proposta e di una rivendicazione alla Regione perché con adeguati finanziamenti ne sostenga la concreta ed adeguata realizzazione per la modernizzazione della scuola nel Friuli-Venezia Giulia, intervento regionale che fino ad oggi risulta veramente limitato (ci riferiamo alla legge regionale n. 13 del 18 aprile 1997 con oggetto "Interventi per favorire lalfabetizzazione informatica e telematica nelle scuole e nelle comunità del Friuli-Venezia Giulia").
Questa nostra iniziativa si caratterizza per essere nata dal basso, dalla libera scelta di insegnanti ed alcuni dirigenti scolastici, ed oggi si manifesta in una diretta cooperazione fra volontariato pedagogico e istituzioni scolastiche. Questo ne costituisce la diversità rispetto ad altre esperienze in atto nel nostro Paese, sorte per intervento dallalto (Ministero ala P.I., Regioni, singoli Provveditorati, Centri di ricerca universitaria). Ne scaturisce quindi una sua specificità ed insieme una forza e con esse ne deriva la speranza di una maggiore vitalità e lespressione nella pratica attraverso la ricerca-azione, base della cooperazione educativa, duna maggiore dinamicità nella pluralità desperienze e di una propria ed accentuata identità.
In questi anni si parla tanto di federalismo, di devolucion, di autonomia. Ma tutto questo per non ridursi a puro decentramento (cioè a rigenerazione centralistica e burocratica di periferia, come è accaduto in parte per la nostra Regione) o a isolamento provinciale ed autoreferente (come può diventare lautonomia scolastica se non posta in un circuito di rete ed in un collegamento con il sociale del proprio territorio). Lautonomia reale deve essere non solo accompagnata ma nascere ed essere alimentata dalla volontà e dalla capacità di iniziativa e di conquista autonoma delle persone, che è unica vera espressione di autonomia.
Per la scuola pubblica, cioè per listituzione educativa oggi per eccellenza, questo processo non può ridursi ed essere inteso in termini amministrativi ma va inquadrato in un progetto pedagogico, che è insieme organizzativo, formativo, tecnico e didattico. Unopera che non può tradursi senza o al di sopra di una consapevole e attenta partecipazione docente. Anche lautonomia e la riforma senza ladesione attiva e critica degli insegnanti rischia di ridursi in un nuovo gattopardismo. Cambiare nella forma, quando e se si cambia, per non cambiare nella sostanza.
Lintroduzione delle nuove tecnologie multimediali costituisce in ogni modo un banco di prova, perché la loro utilizzazione richiede una scelta daggiornamento e in qualche modo una riconversione professionale. Non basta parlare o scrivere una bella e dotta relazione. Occorre saper operare con nuovi strumenti tecnologici, ai quali per ragioni storiche non siamo stati preparati e che sempre più spesso i bambini/ragazzi sanno maneggiare meglio di noi docenti. Certo anche questo, pur significativo aggiornamento tecnico, non è di per se sufficiente in un processo di costruzione di unautentica ed efficace "relazione educativa". Ma luso non occasionale o marginale delle tecnologie multimediali comporta il saper affrontare nuove modalità di comunicazione e, dunque, di linguaggio, con le loro diverse modalità di relazione, di approccio alla conoscenza e conseguentemente di modalità dellintervento didattico.
Da ciò scaturiscono le ragioni non solo occasionali dellaggiornamento rispetto alla urgenza neotecnologica e contingenti per costruire una rete telematica, che i tempi ci richiedono, ma durature e strategiche per un associazionismo professionale pedagogico che intende essere protagonista del rinnovamento, ragioni che stanno appunto alla base della ricorrenza di questa iniziativa regionale annuale, giunta al suo terzo appuntamento, e alla vita del "Gruppo regionale MCE informatica e telematica".
Introdurre il computer e la telematica a scuola deve significare ripensare allorganizzazione stessa della scuola e dellintervento docente, del rapporto fra docenti, discenti e programmazione, fra contenuti, strumenti e processi, fra tecniche, obiettivi e valori, fra scuola, territorio e società.
Riconoscere e conquistare lAUTONOMIA della scuola non può prescindere dal riconoscere e saper esprimere autonomia collegiale docente ed insieme nel praticare il credito formativo verso gli alunni, riconosciuti nelle loro singolarità e diversità come "persone" (e non semplici oggetti di consumo scolastico e culturale) e questo fin dalla scuola dellinfanzia.
Si tratta di una rivoluzione copernicana rispetto alla concezione storica centralista (del Ministero e della cattedra) della Scuola dello Stato ma anche rispetto alla concezione generalmente integralista (e dunque autoritaria) e socialmente selezionatrice della scuola privata che attraverso il dominio della scelta genitoriale sui propri figli limita a loro la possibilità di una formazione laica e pluralista, caratteristica e dovere istituzionale della scuola pubblica.
Lautonomia e con essa un alto grado di professionalità docente è dunque un obiettivo complesso e permanente che per crescere ha bisogno di coniugare pensiero ed energia, ragione e passione, competenza e finalità, tecniche e valori.
Leggi e circolari non bastano. Né si costruisce e conquista con il brontolio e la protesta. Ha bisogno di corpi vivi che si misurano con la realtà ed in primo luogo con se stessi, sapendosi mettere in discussione per affrontare le molteplici difficoltà di ogni azione innovativa. Ha bisogno di unoperosità che cerca il confronto e la collaborazione. Ha bisogno di istituzioni che non si chiudano ma che si propongano di diventare soggetto educativo e dunque centro culturale nel proprio territorio e che cerchino il confronto e perseguano la cooperazione in reti di scuole.
Questo è lo spirito che sta alla base della nostra iniziativa e di questo appuntamento, che non vuol essere solo uno stimolo culturale e politico occasionale ma che insieme rappresenta unopportunità di confronto, cioè una piazza ed una verifica di un lavoro concreto in corso da parte di singoli, di gruppi docenti, di istituzioni scolastiche. Non un appuntamento neutro puramente tecnologico ma critico e propositivo rispetto ai temi del rapporto fra autonomia e nuovi saperi, fra multimedialità e nuovi alfabeti, fra telematica e nuovi orizzonti culturali e formativi, fra scuola e comunità locale.
Questanno per la prima volta abbiamo cercato di coinvolgere anche istituzioni pubbliche non scolastiche. Abbiamo fra laltro intervenire ancora in gennaio rivolto linvito allAssessore alla Istruzione e Cultura della nostra Regione (che purtroppo è assente) perché ascoltasse questo nostro lavoro e si confrontasse con il progetto dinformatizzazione delle scuole in atto da parte della Regione Sardegna. Abbiamo invitato altri esponenti degli EE.LL. per sensibilizzarli al nuovo rapporto che deve instaurarsi con la logica culturale e istituzionale dellautonomia.
La modernizzazione tecnologica della scuola non può risolversi nel chiuso dellambito istituzionale scolastico se vuole progredire in una concezione dinamica dellautonomia stessa. Una riappropriazione della scuola da parte del territorio richiedono un nuovo e fattivo rapporto fra scuola ed EE.LL. innanzi tutto.
In questo nostro percorso abbiamo verificato sensibilità e chiusure. Cè da perseguire e da costruire una mentalità nuova non solo dentro la scuola. Non è facile. Ma è la sola strada per avanzare singolarmente, per migliorare e quindi difendere la scuola di tutti e per tutti.
Questi i valori, i principi e gli obiettivi che abbiamo scelto e ci siamo proposti con il progetto in atto di costruzione della "Rete telematica scolastica regionale", fondata sui "centri-polo territoriali", e della conseguente tessitura delle annesse "Reti di comunità scolastiche darea".
Abbiamo inteso localizzare questo terzo appuntamento qui a Gemona del Friuli in occasione del 25° del terremoto, in una terra di grandi devastazioni e di altrettanto grandi sacrifici per la ricostruzione materiale e sociale, quale testimonianza ed espressione di una volontà e di una capacità di guardare avanti da parte di decine e centinaia di insegnanti e dirigenti scolastici della nostra regione, in unazione che sappia intrecciare e costruire attraverso lopera educativa della scuola pubblica identità e innovazione nel segno di una formazione democratica delle nuove generazioni.
La forza di questo progetto sta dunque nella volontà e nella capacità di ognuno di noi e di voi di esprimerlo e portarlo concretamente e insieme quotidianamente avanti. Questo e non altro il senso di questo nostro incontro e proposta di cooperazione.
r.r.
Gemona del Friuli, 4 maggio 2001.