IL RAZZISMO

Il razzismo é un'ideologia politica che ebbe la sua prima formulazione teorica nel "Saggio sulla disuguaglianza delle razze" (1845-55) di J.A. Gabineau, che si basava sul presupposto pseudoscientifico della superiorità di una razza (in particolare della "razza ariana") sulle altre; i razzisti affermavano la necessità di mantenere, quindi, la razza superiore pura da ogni contatto con i membri di razze presunte inferiori, soprattutto ebrei, ed attribuirono ai "puri" (gli "ariani") una posizione di preminenza nell'esercizio dei diritti politici e civili.

Il razzismo ebbe la sua espressione più violenta nella dottrina e nella politica del nazismo, dove l'antisemitismo fu uno dei punti centrali del programma hitleriano che indicò negli ebrei uno degli ostacoli principali all'affermazione di quella pura razza germanica, che avrebbe dovuto dominare il mondo. La teoria di Darwin della selezione naturale all'interno del ciclo evolutivo degli esseri viventi, sostenendo la prevaricazione della razza più forte rispetto alla razza più debole e giustificandola come necessità naturale, aveva dato origine al Darwinismo sociale, che permise ai borghesi conservatori di affermare che le disuguaglianze sociali erano inevitabili necessità naturali. All'interno dei singoli stati stabiliva che i ricchi e i potenti, quando sfruttavano od opprimevano i poveri, non facevano altro che obbedire ad una immutabile legge di natura. Le teorie razziste che appoggiavano l'esistenza, per natura di razze superiori e inferiori, non avevano nessuna validità scientifica e si diffusero a sostegno dell'espansione coloniale europea dell'Ottocento

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