a cura di I. Nobile e C. Rigoni

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fonte: H. Harendt, La banalità del male - Enciclopedia Treccani - Enciclopedia Sansoni - AA. VV. Konzentrations Zentrum - C Cartiglia, Storia e lavoro storico

 

I FONDAMENTI TEORICI DEL RAZZISMO

l razzismo é la tendenza a considerare ogni tipo di civiltà o cultura come manifestazione di determinate qualità razziali e, nell’accezione più comune, come la dottrina che, ammessa l’esistenza di razze diverse nell’ambito della specie umana, considera le differenze tra di esse fattori essenziali della storia, fondando su queste dissomiglianze il diritto delle razze supposte superiori al dominio sulle altre.

Nonostante si possa affermare che il razzismo si sia sempre frapposto, anche se con minore intensità, tra i popoli (per es. Romani/Barbari) fin dalle epoche antiche, non possiamo far risalire le prime formulazioni teoriche razziali che al Settecento. E’ proprio durante il secolo XVIII e la prima metà del secolo XIX che vengono gettati i fondamenti teorici del razzismo, che a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, crebbe d’intensità assumendo un più netto e definito orientamento fino a tradursi in pratica attraverso i collegamenti con i movimenti politici di massa europei tra la prima e la seconda guerra mondiale.